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Sbocciano i "Fiori musicali": in concerto gli studenti dell'Istituto Verdi

Quattro appuntamenti musicali nella Sala del Refettorio del Museo Nazionale di Ravenna

L’Istituto Superiore di Studi Musicali “Giuseppe Verdi” di Ravenna, in collaborazione con il Museo Nazionale, presenta una rassegna di incontri - concerto sulla musica e l’arte, quattro appuntamenti dedicati ad altrettanti temi della musica per tastiera. Protagonisti gli studenti dell'Istituto Verdi nei giovedì di luglio alle 17.30 nella Sala del Refettorio del Museo Nazionale.

Giovedì 8 luglio Pietro Zuffa, studente dell’ISSM Verdi e allievo delle masterclass di Detlev Glanert e Salvatore Sciarrino, oltre che autore di una composizione originale eseguita nello spettacolo “Incipit” per Ravenna Festival 2021, presenta Dal corpo alla mente: l’architettura della suite barocca e l’artigianato artistico bachiano: come si è passati dalla fisicità della danza alla creazione di una forma di musica assoluta? Bach, come un abile e raffinato intagliatore, realizza i suoi intarsi contrappuntistici elevando su un piano contemplativo la forza istintiva del movimento. In programma, la Partita n. 4 in re maggiore BWV 828 di Johann Sebastian Bach.

Giovedì 15, Maria Quaranta esplora i temi di Sacro e profano: cielo e terra, luce e oscurità, carne e spirito. La filosofia occidentale sin dai tempi di Platone ci ha plasmati nella dualità delle cose esistenti: dalla caverna gli uomini illuminati sono usciti dalla schiavitù delle ombre, dall’amore carnale del giovane Agostino alla sua conversione e consacrazione a Dio. La musica occidentale ha saputo rispecchiare questa tensione degli opposti in composizioni che aspirano al cielo - e quindi alla trasfigurazione mistica - e brani che dipingono i sentimenti di passione, fisicità e ‘terra’ in cui gli uomini devono fare i conti. Un viaggio che affronta le composizioni mistiche da Bach ai contemporanei, esplorando la sensualità e l’estasi dell’Amore e morte di Granados e la grandiosità di Debussy. Programma: Preluido e fuga BWV 849 di J. S. Bach - Balada n. 5 dalle Goyascas “El amor y la muerte” di E. Granados - La cathédrale Engloutie di C. Debussy - Variazioni per la salute di Arinuskha di A. Pärt - Lumen Christi di J. MacMillan. Laureata a pieni voti e con menzione d’onore, Maria Quaranta è vincitrice della borsa di studio ing. Dragoni del Rotary Club di Ravenna come migliore diplomata dell’anno 2017-2018.

Il Duo Hybris (Maria Quaranta e Stilyana Nikolova), giovedì 22, presenta Il culto tra teologia, mitologia e arte. La musica ha un gran potere”, dice Russel M. Nelson, “Ha il potere di renderci umili, devoti e grati… La musica ha il potere di fornire nutrimento spirituale. Ha il potere di guarire. Ha il potere di facilitare il culto… ci fornisce il potere di esprimere pensieri devoti e di portare testimonianza delle sacre verità”. Una scoperta del culto attraverso Debussy e le Sei epigrafi antiche di cui la musica, che inizia in un sognante clima pastorale, esprime poi la propria visione di un’attività immaginari. A seguire Rachmaninov, il maestro che ha condensato con notevole abilità il senso e lo stile della musica del popolo russo, riproponendo gli accenti e le intonazioni delle antiche melodie cantate. Programma: di Claude Debussy, Six épigrahes antique: Pour invoquer Pan, dieu du vent d’été; Pour un tombeau sans nom; Pour que la nuit soit propice; Pour la danseuse aux crotales; Pour l’égyptienne; Pour remercier la pluie au matin - di Sergej Rachmaninov, 6 Morceaux op.11. Nata in Bulgaria, Stilyana Nikolova è diplomata con lode all’ISSM Verdi, ha partecipato a masterclass con Irene Veneziano e Carlo Boccadoro e svolge attività concertistica sia come solista che in formazioni cameristiche.

Conclude la rassegna, giovedì 29 luglio, proprio Stilyana Nikolova, con un incontro dedicato ad Apollo, il dio delle arti. Apollo è il sole in cielo, l'opposto di Dioniso: è lo spirito della vita, non la vita stessa, l'anima della materia, non la materia animata ed anche in un certo senso, il divino contrapposto al demoniaco. Per questo motivo Apollo, il dio della luce, della guarigione e della musica, viene esaltato dall'arte al più alto livello di potenza estetica. Diventa il simbolo della giovinezza e della bellezza, fonte di vita e guarigione, protettore delle arti civilizzate, luminoso e potente come il sole stesso. Apollo era, senza dubbio, il più amato e rappresentato di tutti gli dei greci. L’incontro concerto ci guiderà attraverso la musica francese dedicata alla mitologia greca. Programma: di Ch. W. Gluck/W. Kempff, Plante d'Orphée - di C. Debussy, Les Danseuse de Delphes - di  M. Bonis, Phoebe - di F. Couperin,  La muse plantine - di J. Ph. Rameau - Entrée de Polimnie, L'entretien de muses e Les Cyclopes.

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