rotate-mobile
Eventi Lugo

"Scrittura Festival": intelligenza Artificiale, gli abissi del male e lo Strega Helena Janeczek a Lugo

Domenica 26 maggio ScrittuRa Festival a Lugo inizia alle 17 al Chiostro del Carmine con la filosofa Lucrezia Ercoli e lo “Lo spettacolo del male. Da Squid Game al True crime: perché abbiamo bisogno di mostri” (Ponte alle Grazie). 

Domenica 26 maggio ScrittuRa Festival a Lugo inizia alle 17 al Chiostro del Carmine con la filosofa Lucrezia Ercoli e lo “Lo spettacolo del male. Da Squid Game al True crime: perché abbiamo bisogno di mostri” (Ponte alle Grazie). La violenza è dappertutto e noi siamo inevitabilmente attratti dalla sua rappresentazione. Di questo bisogno si sono occupate la letteratura, l'arte, la filosofia e la psicanalisi. Il cinema e le serie tv hanno riconfigurato i codici espressivi con cui ci viene raccontata la crudeltà umana: l'accostamento conturbante di musica classica e brutalità nelle memorabili sequenze di "Arancia meccanica" o la corsa frenetica per la sopravvivenza in "Squid Game" sono solo alcuni degli esempi attraverso cui la filosofa Lucrezia Ercoli analizza il complesso rapporto tra il male e il suo doppio, la sua immagine. Che cosa vediamo realmente quando assistiamo passivi al dolore altrui, alle raccapriccianti fotografie che ritraggono le vittime di serial killer come Jeffrey Dahmer? Volgere lo sguardo altrove potrebbe solo temporaneamente alleviare le nostre coscienze. Occorre, invece, riflettere sul nostro stato di ‘consumatori di malvagità' per trasformare la nostra sete di violenza in una volontà di comprendere, di fare i conti con l'abisso che abita ognuno di noi. Come scrive l'autrice: «Il viaggio nella crudeltà umana non ci consente di sfuggire a noi stessi. […] È tempo di mettere a fuoco le contraddizioni che ci costituiscono, di confrontarci con la nostra ombra senza rimuoverla».
 
Si prosegue, sempre al Chiostro del Carmine alle 18.30 con la scrittrice Premio Strega Helena Janeczek e “Il tempo degli imprevisti” (Guanda) in dialogo con Giuditta Lughi.  Cosa rimane del Novecento? Ci siamo davvero lasciati per sempre alle spalle i suoi sogni, le lotte, le ombre? È sul filo di queste domande che si muove la scrittura di Helena Janeczek, il suo talento nell’indagare le vite di personaggi normali che, incrociando i grandi rovesciamenti della Storia, diventano destini eccezionali capaci di consegnarci, nel racconto immaginato, il senso di un’eredità collettiva.
Ripercorrendo gli inizi del secolo scorso alla ricerca di storie marginali, solo in parte note, conosciamo le sorelle Zanetta, maestre arrivate nella Milano dei fermenti per l’Expo del 1906, che aderiscono ai sogni socialisti per poi vedersi, la più giovane, arrestata per disfattismo negli anni subito successivi a Caporetto. Nella Merano del 1920, dove si respira una salubre aria di cura per i cagionevoli di salute, troviamo il dottor K., che crede di essere al centro di un intrigo spionistico nato dalla corrispondenza con la sua traduttrice, Milena Jesenská. In quest’Italia di inizio secolo, dove le voci straniere si intrecciano con l’orgoglio nazionale, incontriamo poi la figlia del grande poeta americano Ezra Pound, che vaga per Venezia spiata da un ragazzino che con lei ha condiviso l’infanzia nelle malghe del ­Tirolo. E il giovane Albert O. Hirschmann, che ha raggiunto la sorella e il cognato a Trieste, una città animata dallo spirito edonista e mercantile della sua borghesia fieramente italiana, quella stessa borghesia che di lì a poco avrebbe visto abbattersi sul proprio mondo le leggi razziali, come il più impensabile e terribile degli imprevisti.
Ma i tempi di imprevisti, avrebbe teoriz­zato più avanti Hirschmann, sono anche tempi di possibilità che invitano a essere pensate, e percorse, a prescindere da come la Storia sia andata. Serve anche a questo la letteratura, ci dicono queste pagi­ne, a rivivere dall’interno di ogni personag­gio quel passato che non si è ancora chiuso, per provare a raccoglierne l’eredità irrisolta.
 
La serata si chiude al Pavaglione alle 21 con Nello Cristianini e “Machina Sapiens” (Il Mulino) in dialogo con Matteo Cavezzali. Le macchine possono pensare? Questa domanda inquietante, posta da Alan Turing nel 1950, ha forse trovato una risposta: oggi si può conversare con un computer senza poterlo distinguere da un essere umano. I nuovi agenti intelligenti come ChatGPT si sono rivelati capaci di svolgere compiti che vanno molto oltre le intenzioni iniziali dei loro creatori, e ancora non sappiamo perché: se sono stati addestrati per alcune abilità, altre sono emerse spontaneamente mentre leggevano migliaia di libri e milioni di pagine web.  È questo il segreto della conoscenza, ed è adesso nelle mani delle nostre creature? Cos'altro può emergere, mentre continuiamo su questa strada? Uno dei massimi esperti di AI, docente alla University of Bath, ci rivela il futuro dell’umanità. 

Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito. In caso di maltempo il festival si svolgerà al Salone Estense. 
Programma completo su www.scritturafestival.com

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Scrittura Festival": intelligenza Artificiale, gli abissi del male e lo Strega Helena Janeczek a Lugo

RavennaToday è in caricamento