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“Semi Teatrali”, un laboratorio teatrale con Mamadou Dioume

Un workshop aperto anche ad attori non professionisti: non solo recitazione ma un percorso di vita che scava nelle viscere più profonde dell'anima

A Ravenna, dal 13 al 16 febbraio si terrà il Workshop “Semi Teatrali” con Mamadou Dioume, attore, regista e pedagogo francese di origine senegalese che condurrà le quattro giornate di lavoro nella sede del Circolo degli attori, in via Cavina 9 a Ravenna.

Per scelta dell’attore le lezioni si svolgeranno in orari non convenzionali: dalle 17 alle 23 perché, spiega il maestro, “quando il giorno finisce inizia la verità”. Il workshop è aperto ad attori e a tutti coloro che cercano strumenti per esprimere più autenticamente se stessi sia sul piano delle emozioni che sul piano fisico.  (info: info@ilcircolodegliattori.it oppure tel. 334 1648 929).

“Con questa iniziativa – affermano l’attore Cristiano Caldironi e Deda Fiorini amministratori del Circolo degli attori, Tam (teatro accademia Marescotti) e Urban Fabrica - ampliamo e qualifichiamo ulteriormente la nostra offerta didattica rivolta agli attori, o aspiranti tali, di tutta Italia con un nome di valenza internazionale. Insieme a quello di Ivano Marescotti, che sta guidando Tam per il quarto anno consecutivo, il contributo di Mamadou Dioume contribuisce rendere Ravenna meta di formazione attoriale di prestigio”.    

Imparare a fare teatro con Mamadou, infatti, non vuol dire semplicemente salire su un palco e recitare una parte a menadito, ma affrontare un percorso di vita che scava dentro, nelle viscere piu? profonde. Ed e? per questo che il suo teatro e? aperto a tutti, non solo agli attori professionisti. Mamadou esce dagli schemi e lascia che sia il corpo ad esprimere se stesso, lascia che il corpo, la prima memoria, si liberi. Iniziando ad ascoltare ogni singola parte del corpo, si acquisisce consapevolezza di ogni piccolo gesto, fino a ritrovare i movimenti primari: camminare, sedersi, alzarsi, proprio come un bambino che impara a scoprire il proprio corpo. Mamadou parla infatti di ritrovare la “bambinanza” (neologismo creato da Mamadou Dioume), ovvero quella purezza necessaria per diventare un vero attore.

I testi teatrali, che durante il workshop saranno gli atti unici e “Il gabbiano” di Cechov  diventano cosi? il grande nutrimento finale dell’attore che, lontano dall’essere colui che memorizza unicamente il proprio personaggio, diventa parte integrante dell’intera opera, vedendola come una vera e propria partitura musicale.

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