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Stefano Ravaglia nel cuore del calcio inglese: "Vi racconto Liverpool tra storia, tifo e musica"

La nuova fatica letteraria dello scrittore ravennate descrive Liverpool a tutto tondo: la passione per il calcio, i Beatles e le mille storie di una città

Il calcio non è solo tifo. Dietro ogni partita, ogni campione, c'è un mondo di culture tutto da scoprire. In effetti è una grande riflessione quella che ci offre Stefano Ravaglia, scrittore e giornalista sportivo ravennate che ha dato alle stampe quest'anno "Lettere da Liverpool". Si tratta del quarto libro di Ravaglia che, per la terza volta, parte dal tema calcistico, ma non si ferma al 'pallone', anzi spinge il lettore verso i confini più ampi della musica, della storia e della cultura di una grande città dell'Inghilterra.

Già perché la città di Liverpool è legata a doppio filo con la sua squadra in maglia rossa, ma è anche la terra dei Beatles, delle masse operaie, un grande porto e un paese di persone che si sentono poco inglesi. Il giornalista ravennate non nasconde la sua passione per Liverpool, un particolare affetto che è nato proprio grazie al calcio.

Ravaglia, qual è la molla che ha fatto scattare queste sue "Lettere da Liverpool"?
Lo scatto è stato alla fine del 2018: in quel momento il Liverpool stava cavalcando verso la vittoria in Champions League, così ho deciso di recuperare alcuni articoli che avevo già scritto sulla squadra. Era un progetto che avevo in mente almeno dal 2016.

Si sente una grande passione per il Liverpool, ma lei in effetti è un tifoso del Milan...
Per 15 anni ho seguito il Milan in Italia e in Europa. C'era un legame fra le due tifoserie (di Milan e Liverpool, ndr) almeno fino ai primi anni duemila. Il Milan intonò l'inno del Liverppol "You'll never walk alone" in seguito alla tragedia di Hillsborough nel 1989 e fu allora che nacque quel rapporto amichevole. Anche per me si tratta di un legame profondo. Per il Liverpool nutro una simpatia che è diventata sempre più forte. Certo, dopo la finale di Instanbul (che finì a favore degli inglesi, ndr) si era compromessa questa simpatia, ma due anni dopo in occasione della finale di Atene (in cui il Milan si prese la rivincita, ndr) mi sono reso conto che ci sono cose che vanno oltre al tifo. Passeggiavo per le strade di Atene e i sostenitori del Liverpool mi salutavano come fossimo amici. Il calcio non è solo tifo, ci sono altre cose legate alla cultura che devono essere vissute. Ecco, la cultura del Liverpool l'ho sempre avuta come punto di riferimento.

Il suo libro però non parla solo di calcio. 
No, sono undici capitoli e il secondo è dedicato alla città. Liverpool non si può prescindere dalla sua gente. C'è un legame forte. La gente è legata allo stadio del Liverpool, Anfield, che fa proprio parte del tessuto della città. Una città di 600mila abitanti a misura d'uomo. C'è anche un particolare rapporto con l'Inghilterra, perchè quelli di Liverpool non si sentono inglesi: è una città multiculturale che si contraddistingue per il suo Scouse, un particolare dialetto della lingua inglese. Liverpool fu anche molto in contrasto con la politica della Thatcher. E' rossa non solo per il colore della maglia. E poi ovviamente ci sono i Beatles e la scena musicale della città, la storia della navigazione e pure del Titanic, perché molti operai della famosa nave erano di Liverpool.

Quali sono i luoghi imperdibili di Liverpool?
Naturalmente c'è The Beatles Story, più di un museo, un vero e proprio percorso che porta dentro il mondo dei Beatles. Poi il River Mersey con il Royal Building sul quale spiccano i due cormorani simboli di Liverpool. Assolutamente da vedere anche, Penny Lane, Strawberry Fields, la Mathew Streetcon il Cavern Club e tutta la zona dei locali. Senza dimenticare la zona del porto con i tanti musei di quel quartiere e il Baltic Triangle, una ex zona industriale decaduta e poi rinata con nuovi locali e spazi artistici.

E per quanto riguarda i personaggi? Per chi batte il cuore della gente?
Capita di vedere in giro per Liverpool le facce di Klopp e di vari giocatori raffigurate nei murales. Poi tutti conoscono il nome di Bill Shankly che ha portato il Liverpool in Premier League e a vincere la Coppa Uefa. Si vedono le gigantografie di grandi campioni come Steven Gerrard e Carragher. E naturalmente i Beatles. I protagonisti assoluti sono la gente, il calcio e i Beatles.

Cosa vuol comunicare con queste sue "lettere"?
Sono lettere per raccontare tutto di Liverpool. Le ho chiamate "lettere" perché i capitoli sono come un racconto epistolare che viene spedito da quella città. Parto dalla mia esperienza per raccontare un po' la storia della città e della squadra. Volevo colmare un buco sulla storia del Liverpool in Italia. Storia, tifo, città e musica. Il mio intento è far capire il calcio inglese, capire Liverpool. Ci sono tanti club e appassionati di calcio inglese in Italia, ma bisogna aprire gli occhi sulla cultura inglese. Il calcio inglese è veramente ricco di storie e Liverpool è il centro di tutto, anche più del Manchester. Ha una tradizione con un peso importante.

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