Sul palco del Teatro Masini Ale e Franz, Claudio Bisio e Ambra Angiolini

Accademia Perduta/Romagna Teatri riapre le porte dei teatri romagnoli di propria direzione e gestione al pubblico, agli artisti, allo spettacolo dal vivo

Accademia Perduta/Romagna Teatri riapre le porte dei teatri romagnoli di propria direzione e gestione al pubblico, agli artisti, allo spettacolo dal vivo con il progetto APeRTure: appuntamenti nel segno della contemporaneità e della comicità, programmati nei prossimi mesi autunnali a sale contingentate e in totale sicurezza che partiranno dal Teatro Masini di Faenza. Molto tempo è passato dal 24 febbraio, giorno in cui le porte dei teatri si sono chiuse e molti sconvolgimenti hanno interessato e modificato vita e abitudini di tutti noi. In uno scenario tanto imprevedibile, il teatro continua a essere specchio del mondo che lo circonda e deve pertanto ripartire con nuove logiche e inedite strategie che permettano di soddisfare al meglio necessità e aspettative di tutti i suoi pubblici.

L’Amministrazione Comunale di Faenza e Accademia Perduta/Romagna Teatri propongono, per il Teatro Masini, un progetto culturale fino a oggi inedito, articolato in due fasi, che permetterà di tornare a vivere, con l’imprescindibile imperativo della sicurezza di tutti, le emozioni uniche, irripetibili dello spettacolo dal vivo. I nomi che saranno protagonisti delle APeRTure del Teatro Masini comprendono artisti di primo piano e alto profilo della scena teatrale nazionale: Claudio Bisio e Gigi Alberti, Maurizio Lastrico, Davide Enia, Ale e Franz, Ascanio Celestini, Lunetta Savino, Francesco Tesei, Ambra Angiolini e Ludovica Modugno, Paolo Cevoli, Alessandro Fullin e Marco Barbieri.

Le APeRTure non prevedono formule di abbonamento bensì l’acquisto di biglietti e/o carnet di biglietti per i quali sarà data prelazione ai titolari di abbonamento al Comico e al Contemporaneo per i relativi percorsi: Lastrico, Cevoli, Fullin, Ale e Franz per il primo; Bisio/Alberti, Enia, Tesei, Angiolini/Modugno, Celestini, Savino per il secondo. I posti saranno assegnati nel rispetto del distanziamento previsto dalla Legge.

La seconda fase, programmata dal gennaio 2021 e presentata prossimamente, prevede lo svolgimento di tutti i percorsi artistici che hanno delineato l’offerta artistica di ogni precedente Stagione del Masini: Prosa, Teatro Ragazzi - Favole e Teatro Scuola -, Operetta, Danza, oltre alle attività degli spazi del Ridotto. Al momento attuale, questa seconda fase è ipotizzata sul pieno utilizzo della capienza del Teatro ma per la sua “messa in opera” occorrerà necessariamente considerare l’evolversi della situazione pandemica e i relativi decreti-ordinanze che saranno emanati. Nel caso in cui si dovesse proseguire con capienza contingentata, la seconda fase sarà ugualmente programmata ma necessiterà di adeguata logistica in termini di abbonamenti: saranno cioè emessi voucher a titolo di rimborso anche per le rassegne Prosa e Favole della Stagione 2019/2020 fino a oggi non previsti per l’intenzione di recuperare nel 2021 gli spettacoli non andati in scena nel 2020.

Aperture di Teatro Contemporaneo

Il percorso dedicato alla Contemporaneità sarà declinato in sei appuntamenti in data unica, ad eccezione dello spettacolo inaugurale (che andrà in scena per due repliche) che avrà per protagonisti Claudio Bisio e Gigi Alberti con lo spettacolo Ma tu sei felice?, tratto dall’omonimo libro di Francesco Baccomo (giovedì 1 ottobre ore 21 e, “fuori carnet”, venerdì 2 ottobre ore 21). Due uomini seduti al bar. Parlano e intorno a loro non c’è nessuno. Nemmeno i camerieri che dovrebbero portare da bere. Situazione strana. Ma i due non ci badano. Parlano. Di tutto. Mogli, figli, parenti, giovani e vecchi, avventure, tradimenti, scuola, medicina, amici, lavoro, criminalità. I due, Vincenzo e Saverio, sono benestanti, hanno tutto quello che si potrebbe volere, forse anche di più. Ma niente va, secondo loro, come dovrebbe andare. E così snocciolano le loro teorie, le loro ricette per la soluzione di ogni problema. Che rivelano tutti i peggiori difetti dell’uomo. Maschilismo, egocentrismo, razzismo, faciloneria, superficialità. Ma lo fanno con un un’inconsapevolezza totale, con un candore talmente assoluto, da risultare simpatici. Da una sola domanda rifuggono: “ma tu sei felice?”. E quella che sembrava essere una tranquilla chiacchierata al bar si rivelerà qualcosa di più.

Il secondo spettacolo in cartellone sarà maggio ’43 di e con Davide Enia e nuova co-produzione di Accademia Perduta e Fondazione Sipario Toscana. Il lavoro trae linfa da interviste a persone che subirono i bombardamenti del maggio ’43 a Palermo, e ne uscirono miracolosamente illese. Dalla loro narrazione e dai frammenti di memoria raccolti inizia l’elaborazione drammaturgica, che scompone e intreccia e rielabora queste testimonianze, per poi incastonarle in un’unica storia. Erano tempi cupi, in cui necessario era ingegnarsi per riuscire a sopravvivere. Erano tempi atroci, in cui la morte cadeva inattesa dall’alto o dal basso dei mercati neri, che stritolavano con prezzi schizzati alle stelle. Erano tempi malati e bugiardi, tempi cinici e bari. Tempi che assomigliano a quelli di oggi (martedì 27 ottobre ore 21).

Human è l’ultima creazione del Mentalista più bravo in Italia, Francesco Tesei. Human propone uno sguardo sul mentalismo come modo per tornare a stupirsi delle magie dei rapporti umani. Attraverso la relazione con il pubblico, Human diventerà un’esperienza unica di condivisione e di co-creazione di ogni singola replica, in una suggestiva esplorazione di inconscio, ragione e di tutto ciò che vive a cavallo tra i due recuperando quegli aspetti strettamente umani che ci rendono ciò che siamo e che si stanno perdendo in questo mondo altamente tecnologico sempre più distratto, paradossalmente “disconnesso” e illusorio (giovedì 12 novembre ore 21).

Ambra Angiolini e Ludovica Modugno saranno poi protagoniste dell’intenso e attualissimo Il nodo, uno spettacolo diretto da Serena Sinigaglia. Un’aula di una scuola pubblica. È l’ora di ricevimento per una insegnante di una classe di prima media. Al colloquio si presenta inaspettatamente la madre di un suo allievo. Vuole parlarle, ma non sarà un dialogo facile. Suo figlio alcuni giorni prima è stato sospeso, è tornato a casa pieno di lividi e lei vuole a tutti i costi capire il perché. È stato vittima di bullismo o forse lui stesso è stato un molestatore... forse l’insegnante l’ha trattato con asprezza… Sciogliere questo nodo, cercare la verità è l’unica possibilità a cui aggrapparsi. Perché, come conseguenza del fatto, il figlio ha commesso qualcosa di tremendo, di irreparabile. E solo un confronto durissimo tra le due donne potrà dare un senso al dolore, allo smarrimento e al loro reciproco, soffocante senso di colpa (lunedì 23 novembre ore 21).

Seguirà Ascanio Celestini con Barzellette. Una piccola stazione terminale. I treni arrivano e tornano indietro perché i binari si interrompono. Un vecchio ferroviere parla al becchino del paese in attesa di un morto di lusso. Un emigrante che ha fatto fortuna all’estero e, ora che è morto, sta tornando al paese per farsi seppellire. Nell’attesa il ferroviere racconta le sue barzellette, quelle che ha raccolto dai viaggiatori. Gente sconosciuta che arriva e riparte senza lasciare nient’altro che le proprie storie buffe (mercoledì 9 dicembre ore 21).

Accademia Perduta porterà poi sul palcoscenico del Masini una sua nuova co-produzione: Non farmi perdere tempo, uno spettacolo scritto e diretto da Massimo Andrei, interpretato dalla bravissima Lunetta Savino. Una “tragedia comica” in cui una donna destinata alle lacrime si ribella e si diverte. Una pièce sulla preziosità del tempo a disposizione di una donna sola. Tina ha ventisette anni, ma ne dimostra sessanta. Una donna comune, colpita dal destino, ha individuato il tempo a sua disposizione come risorsa-energia-fortuna-possibilità e se n’è impadronita produttivamente: lo ha conquistato. Ad un certo punto della sua vita, sollecitata da un evento, decide di affrontare e concludere molte delle faccende ordinarie e straordinarie, delle aspirazioni e passioni che ha sopportato, aspettato o rimandato per molto tempo. Siano esse familiari o d’amore o di lavoro o di divertimento, vanno affrontate adesso. Il tempo stringe. Naturalmente non tutto si può fare, ma vale sempre la pena cercarne o perlomeno conquistarsene “la possibilità” (lunedì 18 gennaio ore 21).

Aperture di Teatro Comico

Ad alzare il sipario sulle nuove proposte di Teatro Comico sarà Maurizio Lastrico con lo spettacolo Quello che parla strano. I suoi spettacoli sono il frutto della sua interazione con il pubblico. La sua sperimentazione sul linguaggio parlato e scritto nasce dall’osservazione di realtà fra loro molto distanti: il mondo dei bar, in cui si mescolano borbottii e luoghi comuni, gli oratori delle parrocchie, i teatri stabili in cui si mettono in scena i grandi classici, le scuole (dell’obbligo e di recitazione), la campagna e la città. Nello spettacolo Quello che parla strano Lastrico reciterà i suoi celebri endecasillabi “danteschi”, che mescolano il tono alto e quello basso, che raccontano con ironia di incidenti quotidiani, di una sfortuna che incombe, di un caos che gode nel distruggere i rari momenti di tranquillità della vita. Proporrà inoltre le sue storie condensate, in cui la sintesi e l’omissione generano un gioco comico di grande impatto (martedì 13 e mercoledì 14 ottobre ore 21).

Seguirà l’irresistibile simpatia di Paolo Cevoli con lo spettacolo La sagra famiglia. Genitori e figli: dramma della nostra epoca. Ma forse questo problema esisteva già al tempo dei cavernicoli. Cevoli racconta la sua storia personale di padre e di figlio paragonata con ironia ai grandi classici. Edipo, Ulisse, Achille, Enea, fino ad arrivare a Dio in persona con Mosè e il popolo ebraico e la famiglia di S. Giuseppe, Maria e Gesù Bambino. Un po’ per dire cose serie, senza prendersi troppo sul serio e per raccontare la Sagra Famiglia (sabato 7 novembre ore 21 e domenica 8 novembre ore 16).

Alessandro Fullin e il poeta Marco Barbieri si incontrano poi sul palco Lettere romane, lettura-spettacolo di un surreale carteggio scambiato tra due matrone romane che si scrissero per più di vent’anni sul finire del IV secolo. Falsi epigrammi e vere tragedie, Sibille stanche e Profeti entusiasti, luminosi gladiatori e oscure catacombe: un mondo lontanissimo che diventa assai attuale grazie a una penna, anzi a uno stilo, sempre imbevuto di colta, intelligentissima, esilarante sottile ironia (venerdì 4 e sabato 5 dicembre ore 21).

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Chiuderanno il cartellone Ale e Franz con il loro nuovo spettacolo Ghe riSam. Accompagnati sul palco da una band di amici, lo spettacolo rappresenta la voglia di Ale e Franz di riprendere il contatto col pubblico, un discorso che va avanti da 25 anni. La voglia di risalire sul palcoscenico con uno spettacolo che rappresenti il passato, il presente e il futuro del percorso artistico dei due artisti. Una sorta di “dove eravamo rimasti”, in cui si alterneranno cavalli di battaglia, pezzi inediti, situazioni riviste e riadattate, con il desiderio di sperimentare cose nuove, sempre e comunque all’insegna dell’ironia (sabato 9 gennaio ore 21 e domenica 10 gennaio ore 16).

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