La Bella e la Bestia del Merlin Theater di Timisoara al Ridotto del Masini

Domenica alle ore 16, il Ridotto del Teatro Masini ospiterà, fuori abbonamento e ad ingresso gratuito, un appuntamento particolarissimo: La Bella e la Bestia del Merlin Theater di Timisoara (Romania), uno spettacolo in lingua rumena con traduzione simultanea, realizzato in collaborazione con la città di Timisoara, gemellata con Faenza, a sostegno della candidatura della città rumena a Capitale Europea della Cultura 2021.

Un evento che, come afferma il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura di Faenza Massimo Isola, “rappresenta un salto di qualità nella costruzione del gemellaggio con Timisoara. Una costruzione legata a temi culturali che consiste nell’aver aperto una nuova porta per il gemellaggio, oggi legato principalmente al tema welfare, e ne sostiene gli ampi margini di crescita nel rapporto tra due comunità. Questo spettacolo costituisce una delle ‘prove tecniche’ a sostegno della candidatura di Timisoara – Capitale Europea della Cultura 2021, nella direzione di quella comunanza di linguaggi culturali e teatrali che avvicinano i popoli. Non si tratta solamente di uno spettacolo di teatro ragazzi; l’evento è anche la rappresentazione di un gemellaggio maturo che condivide una pluralità di linguaggi ed accomuna le due città”.

Lo spettacolo, che trae ispirazione da un tema antico, è stato immaginato e messo in scena dalla regista Eva Labadi Megyes utilizzando la tecnica del teatro d’ombre. Fa parte del progetto Timisoara, la mia città in Europa e l’intento della scenografia di Attila Bajko è quello di far conoscere la città che sorge sul canale Bega, soprannominata la piccola Vienna. L’allestimento scenico infatti è rappresentato da proiezioni degli edifici storici barocchi di Timisoara, del primo XX secolo. L’evento si articola in tre parti: una mostra fotografica firmata Alin Zelenco con immagini di Timisoara, un cortometraggio sulla storia della città ed, infine lo spettacolo stesso La Bella e la Bestia.

Il teatro d’ombre ha la capacità (ed il ruolo) di ricordare alla gente che, oltre il visibile (yang) esiste anche una parte nascosta (yin), indivisibile dallo yang, così come l'ombra non può essere separata dalla persona. Se, nella vita quotidiana, la gente comune può percepire solo la parte visibile, il teatro d’ombre ci racconta la parte nascosta. Dove c’è luce esistono anche l’ombra ed la penombra.   Ogni cosa sotto la luce crea un’ombra, così come ogni pensiero, parola e gesto producono un effetto. Ciò che la storia de La Bella e la Bestia ci racconta illustra perfettamente questo meccanismo di azione e reazione. Infine, abbiamo tutti bisogno di conoscere e di assumere dentro noi stessi la dualità yin-yang e, allo stesso tempo, di riconoscerla in quelli che ci circondano. Perché, a detta di qualcuno, “tutto quello che siamo è il risultato di quello che abbiamo pensato”. (Mirella Tonenchi, drammaturgo).

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