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Diciotto concerti dedicati al Barocco: torna al Teatro Rossini il festival "Purtimiro"

"Voglio esprimere grande orgoglio rispetto a un evento che non si chiude nel solo teatro, ma che inizia a viaggiare attraverso il patrimonio di Lugo", commenta il sindaco Davide Ranalli

Dal 27 settembre al 14 ottobre il Teatro Rossini di Lugo ospiterà la terza edizione del festival barocco "Purtimiro", con la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini: in programma diciotto eventi musicali dei quali tre dedicati al genio di Bach. Poi l'opera in prima moderna “Arminio” di Bononcini, l'oratorio “Ester, liberatrice del popolo ebreo” di Stradella, la serenata “Aci, Galatea e Polifemo” di Händel e uno spettacolo su musiche di Monteverdi. Sei i concerti pomeridiani in Sant'Onofrio. Oltre ad Alessandrini e al suo Concerto Italiano in residenza, sul palco i più noti interpreti barocchisti italiani: Vanni Moretto con Atalanta Fugiens, Alfredo Bernardini e l'Ensemble Zefiro, il Sogno Barocco con Paolo Perrone, l'Imaginarium Ensemble con Enrico Onofri, l’Alea Ensemble, la Cappella Augustana con Matteo Messori. Fra i cantanti spiccano i nomi di Sara Mingardo, Francesca Aspromonte, Silvia Frigato, Raffaele Giordani, Filippo Mineccia, Carlo Vistoli e Furio Zanasi.

"Voglio esprimere grande orgoglio rispetto a un evento che non si chiude nel solo teatro, ma che inizia a viaggiare attraverso il patrimonio di Lugo - commenta il sindaco Davide Ranalli -. Quest’anno infatti ci saranno appuntamenti anche nell’oratorio di Sant’Onofrio; a tale proposito ringrazio l’Ausl della Romagna, proprietaria dell’edificio, per la disponibilità. Mi sono accorto in questi mesi che ci separano dalla passata edizione di Purtimiro che si è creato attorno a questo festival un grande can-can politico, che talvolta ha assunto anche toni sgradevoli, raccogliendo giudizi ingenerosi rispetto alle energie e alle competenze messe in campo per costruire una proposta artistica di altissima qualità oggettiva. Per questo ci tengo a riaffermare un principio, un valore, che ho voluto inserire anche nel catalogo realizzato per questa edizione: il teatro è un progetto sulla città e una città è anche la possibilità di fare cultura senza ostacoli di reddito o di luogo, conservando e sviluppando il patrimonio artistico e culturale e garantendone la continuità e al tempo stesso l’apertura alle innovazioni. Per diverse settimane Lugo ospiterà cento artisti, tra musicisti e cantanti, che saranno protagonisti di Purtimiro. Si tratta di artisti quasi tutti italiani (97)".

"Lugo si dimostra, insomma, ancora una volta la città che valorizza i musicisti italiani, una vera e propria città madrina di questi artisti. Noi crediamo fortemente in questo festival perché siamo convinti che non possa che fare bene a Lugo - chiosa il primo cittadino -. Il fatto che cento artisti, italiani ma di fama internazionale, restino qui per quasi un mese non può che proiettare la città anche oltre i confini nazionali. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, perché il loro soggiorno in città può certamente fare bene a Lugo e non solo da un punto di vista economico. Questi musicisti e cantanti per tutta la durata del festival vivranno in città, scoprendone l’immenso patrimonio culturale e diventando testimonial di Lugo nel mondo. Quando si parla di fama internazionale non si può che parlare del maestro Rinaldo Alessandrini, che anche quest’anno si occupa della direzione musicale di Purtumiro con la consueta passione e professionalità. Due caratteristiche che lo hanno reso negli anni della sua carriera un artista di calibro internazionale. Anche quest’anno sono stati organizzati in città diversi eventi dedicati a cultura, sport e intrattenimento. Non poteva mancare però Purtimiro, un festival in cui questa Amministrazione crede fortemente e che ha sempre voluto valorizzare la musica italiana”.

Spiega il direttore artistico Rinaldo Alessandrini: "Purtimiro realizza un progetto legato all’identità culturale italiana in Europa, valorizzando il nostro patrimonio artistico musicale. Lo fa grazie alla professionalità di musicisti e cantanti in gran parte italiani, offrendo loro un’occasione di lavoro di ottima qualità. Purtimiro vuole creare un incontro dell’umanità musicale, rendendola partecipe di un progetto dove parlare italiano sia non un elemento di preclusione per chi italiano non è, ma un momento per riflettere sul saldo collegamento che c’è tra la nostra lingua e la musica, tra la nostra storia dell’arte, la nostra letteratura, la nostra cucina e la ricerca della verità e del bello".
 

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