Il graffio di Michael Clark sul sipario danza di Ravenna Festival

L’ex enfant terrible della coreografia inglese torna a elettrizzare le scene italiane con animal /vegetable / mineral, sabato (ore 21.30) al Pala De Andrè in esclusiva per Ravenna Festival. Tre brani brevi creati e modificati (anche nel titolo) tra il 2012 e il 2013, in cui Clark affila il suo stile in vertiginoso equilibrio tra classico e post-modern. Illuminato dalle luci sapienti di Charles Atlas e dallo sfondo sonoro che intreccia tra loro vecchi amori punk di Michael Clark come i Sex Pistols con il rock dei gallesi Scritti Politti o le socio-stravaganze dei Public Image Ltd, il trittico ha debuttato in forma definitiva al Barbican Centre di Londra (sede della Compagnia dal 2005) dove è stato visto da oltre ottomila persone durante le due settimane di programmazione, selezionato come uno degli eventi culturali più importanti dell’anno.
I costumi sono di Stevie Stewart e dello stesso Clark.

Lo spettacolo realizzato con il contributo di Confindustria Ravenna. Sei i danzatori ingaggiati in questo affresco, tra cui la lunare Julie Cunningham, già splendida danzatrice per Merce Cunningham (nessuna parentela fra i due) e premiata proprio per questa interpretazione nel 2012 ai National Dance Awards. animal / vegetable / mineral: tre brani, tre meditazioni intorno al concetto di danza che si fa segno astratto, purezza classica innestata su un’anima post-punk. Clark che torna sulla sua ispirazione di sempre, venata di sfumature sociali in controluce. Mai citazioni dirette, mediate invece da un linguaggio di danza costruito puntigliosamente nei suoi dettagli sovversivi. Fin dall’immagine iniziale a sorpresa: un paio di piedi fluttuanti (sono quelli di Julie Cunningham) nell’aria che planano in un’impeccabile posizione. E’ un paesaggio di danze per contrasti, al suono dolce degli Scritti Politti il guizzare di gonne nere e di braccia che frustano l’aria. Una sezione mediana che pulsa con il battito dei Public Image Ltd (e una spolverata dei Sex Pistols) e l’abbraccio di Julie che si espande nell’aria. Per finire scivolando nello spazio, rapidi, geometrici sulla “culinaria” musicale di Jarvis Cocker intento a cucinare suoni sorprendenti di ogni genere.

Scozzese di nascita (classe 1962) e forgiato alla danza nella scuola del Royal Ballet, Michael Clark ha dato subito segni di irrequietezza nei confronti della rigidità formale del classico. Da una parte ne assorbe il rigore perfetto, lo interpreta da danzatore nel Ballet Rambert, dall’altra è spinto a trasgredirne i dettami, a deformarli, meticciandoli con irriverenza sorprendente. A spingerlo in questa direzione, influisce certamente il passaggio nella compagnia di Karole Armitage, “ragazzaccia” di derivazione cunninghamiana e la collaborazione in veste di coreografo alle sue creazioni.  Nel 1984 si mette in proprio fondando la sua compagnia e inoltrandosi in un percorso sfrontato di lavori che incrociano passi di classico con sbaffi di punk. Trasgressivo ma fedele a uno stile che - per quanto “deviante” - resta impeccabile, Clark si fa apprezzare come autore di linee fluide e architetture chiare, dove spuntano colli del piede arcuati, piroette velocissime e tecnica virtuosistica come nella miglior tradizione del Royal.  “Odio l’idea che non si possa creare qualcosa di nuovo, che ogni cosa è solo un pastiche di ciò che è venuto prima – racconta Clark a proposito del suo stile -. Se il balletto sopravvivrà, lo si deve ai danzatori e ai coreografi che lo sfidano. Si deve ri-definire il classico – Non potrei fare un pezzo creato solo con un vocabolario classico. Devi sempre aggiungere nuove parole al linguaggio o questo muore”. Le esplorazioni di Clark si sono spesso imperniate intorno alla magnifica ossessione del balletto, magari mettendolo in contrapposizione alla musica rock (cosa che negli anni Ottanta fece balzare sulla sedia parecchi ballettomani) o colorando la scena con costumi chiassosi e vistosamente pop. Un gusto che negli anni ha virato sempre più verso l’opera pittorica, stringendo collaborazioni con artisti visivi come Charles Atlas, regista “storico” per Merce Cunningham e di molti altri protagonisti dell’avanguardia newyorchese.  Ma anche con stilisti e musicisti in sintonia col suo spirito ribelle.

Il pullman del Festival per gli spettacoli al Pala de Andrè
Stazione > Pala de Andrè - 2 corse ore 20.15 e 20.30
Per tutti gli spettacoli in programma al Pala de Andrè è attivo il servizio navetta straordinario e gratuito dedicato al pubblico del Festival organizzato in collaborazione con Start Romagna. I pullman identificabili dal logo di Ravenna Festival percorreranno 2 volte la tratta Stazione Ferroviaria – Palazzo M. De André con partenza alle ore 20.15 e 20.30 da Piazza Farini. Al termine degli spettacoli due corse riporteranno gli spettatori al capolinea.

Attendere un istante: stiamo caricando la mappa del posto...

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

A proposito di Manifestazioni, potrebbe interessarti

  • Sogni e visioni a Natale: le spettacolari videoproiezioni di "Ravenna in Luce"

    • Gratis
    • dal 18 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020
    • Mar, San Vitale e Battistero degli Ariani
  • Festa di Capodanno con l'incendio del Magazzino e la pista di ghiaccio aperta

    • Gratis
    • 31 dicembre 2019
    • Magazzini del Sale e Piazza Garibaldi
  • Un Natale di luci tra favole e magia

    • Gratis
    • dal 30 novembre 2019 al 6 gennaio 2020
    • Milano Marittima

I più visti

  • Sogni e visioni a Natale: le spettacolari videoproiezioni di "Ravenna in Luce"

    • Gratis
    • dal 18 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020
    • Mar, San Vitale e Battistero degli Ariani
  • Mosaici di Lego: gli 800mila mattoncini di Riccardo Zangelmi in "Forever young"

    • dal 5 ottobre 2019 al 12 gennaio 2020
    • Mar - Museo d'Arte della città di Ravenna
  • Una serata naturista con sauna, bagno turco e docce emozionali

    • solo domani
    • 15 dicembre 2019
    • centro Driadi
  • "Il privilegio dell’inquietudine": la grande grafica nella mostra dedicata ad Albrecht Dürer

    • Gratis
    • dal 21 settembre 2019 al 19 gennaio 2020
    • Museo Civico delle Cappuccine
  • Potrebbe interessarti

    Torna su
    RavennaToday è in caricamento