Teatro Alighieri, dall'Inferno al Paradiso con la "NoGravity Dance Company"

La stagione Danza del Teatro Alighieri si apre a gennaio 20015, sabato 10 (20,30) e domenica 11 (15,30), con un omaggio di grande spettacolarità a Dante Alighieri nel 750° anniversario della nascita: “Dall’Inferno al Paradiso”.  La creazione di Emiliano Pellisari, messa in scena dalla NoGravity Dance Company, sei danzatori/acrobati – Mariana Porceddu, Antonella Perazzo, Lucia Orru, Eva Campanaro, Rocco Ascia, Mirko Maria Simeone –  intende rappresentare i viaggi dell’anima, dando forma ad alcune delle più emblematiche visioni delle cantiche dantesche. Figure e idee che Dante racconta nella Divina Commedia e che le coreografie dello stesso autore e di Marianna Porceddu fanno muovere senza peso, grazie ad un’intuizione fisica e poetica che funge – come sottolinea il critico Sandro Cappelletto –  “da punto di appoggio dal quale prende, letteralmente, il volo l’allestimento di Pellisari. [...] Dall’Inferno verso il Paradiso il viaggio si smaterializza sempre più: i riferimenti, mai realistici, eppure all’inizio riconducibili agli episodi e ai diversi protagonisti del Poema, diventano via via meno evidenti. E nello stesso tempo, sempre più a fuoco è il cuore visivo dello spettacolo, nella comprensione e restituzione del progressivo smarrimento di sé dell’uomo Dante, nel prevalere di uno stupefatto sentire spirituale, di una sospesa e candida leggerezza”.

Saranno le parole di Dante ad aprire la porta dell’Inferno - “Per me si va nella città dolente, / per me si va nell’etterno dolore, / per me si va nella perduta gente....” - in un primo quadro caratterizzato da un’architettura infernale di corpi umani, un cerchio di carne e tendini che di volta in volta si trasforma in nuove figure geometriche. Con la visione del "fiero pasto" del Conte Ugolino prende il via l'illustrazione dei sette peccati capitali che si conclude con la coreografia dedicata alla caduta di Lucifero e degli angeli ribelli e l’uscita di Dante e Virgilio dall’Inferno per mezzo di una scala vivente fatta di corpi umani.

Il passaggio dalla carnalità dell’Inferno alla dimensione simbolica del Purgatorio è introdotto dalla visione di una fanciulla che vola dentro una grande sfera trasparente sospesa nell’aria. Si entra così nel mondo di ombre e visioni della cantica centrale attraverso rimandi alle enigmatiche e perpetue scale di Escher, metafore coreografiche che richiamano quelle testuali (“Ahi serva Italia, di dolore ostello..) fino alla visione di una fiamma purificatrice resa eterea e sottile come i personaggi che Dante incontra nel Purgatorio.

La centralità della figura di Beatrice nel Paradiso è resa attraverso il racconto della sua vita di donna e Santa, l’incontro con Dante ancora bambina, la sua morte, l’assunzione in Cielo fino all’apparizione ‘divinizzata’ attorniata dai Cherubini. L’architettura che fa da sfondo al Paradiso dantesco è costruita sul modello delle sfere celesti della tradizione astronomica classica, un mondo in cui le invenzioni di Pellisari si esprimo al meglio dando vita a straordinarie figure tratte dal mondo vegetale e minerale (fiori bianchi, i gigli e la rosa mistica) e a quadri pittorici ricchi di forme e colori.

Sul versante sonoro, le scelte operate da Pellisari si diversificano radicalmente per ciascuna delle 3 cantiche: la musica dell'Inferno si basa su elaborazioni di musica etnica e techno a cura dell'Emiliano Pellisari Studio. Il percorso nel Purgatorio si snoda sulle sonorità di Sibelius, Johann Sebastian Bach, Rossini e Stravinskij. L'ingresso al Paradiso avviene su un'antifona mariana medievale su cui si innestano composizioni di autori contemporanei quali Meredith Monk e Steve Reich oltre a elaborazioni elettroniche dell'Emiliano Pellisari Studio.

Lo stile di Emiliano Pellisari nasce dagli studi sul teatro ellenistico, sul teatro fantastico rinascimentale e delle invenzioni meccaniche seicentesche. Studi di filosofia, autore teatrale (finalista Ricer Ater Tondelli 1999, vincitore Enzimi 2000), attivo nel cinema come organizzatore, regista  e sceneggiatore (Tritone, Korti, Rai 2 nel 1998; Banane a Bahamas, Aprea, 1999),  organizzatore teatrale (Attori&tecnici a Roma, Teatro della Tosse di Genova), produttore esecutivo di eventi (Navigazioni a Genova; Luzzati e Barcolana a Trieste nel 2004), regista teatrale, coreografo sui generis ed infine produttore di se stesso.  Brevemente: artigiano teatrale. Gli spettacoli realizzati da Emiliano Pellisari Studio nascono dagli studi sulle macchinerie sceniche antiche e le implementazioni tecnologiche dei giorni nostri. Il rapporto uomo-macchina trasforma lo spazio sensoriale imponendo lo sviluppo di nuove tecniche coreografiche, che oggi rappresentano il segno distintivo artistico della Compagnia. Pellisari ha realizzato spettacoli quali Daimon all’International Performance Art Center di  Mosca (2005), Nogravity in tournée nazionale (2005-2007), Comix al Teatro Parioli (2006) e all’Olimpico di Roma (2013), Inferno al Teatro Goldoni di Livorno e in tournée nazionale ed europea (2007-2011), Bluetango al Teatro Vittoria di Roma (2008), Cantica II in tournée nazionale (2010-2011), Dall’Inferno al Paradiso in tournée euroepa (2013-2014). Ha preso parte a eventi come la cerimonia finale delle Paralimpiadi di Torino (2005), Johnson&Johnson al Musée De Bercy a Parigi (2006), Orfeo+Euridice, Notte Bianca Roma (2007), Buzinez Bank event a Mosca (2011).

Info e prevendite 0544 249244 – www.teatroalighieri.org
Biglietti: da 8 a 28 euro / Speciale giovani: 5 euro per gli under 14 accompagnati da un adulto; sconto del 50 % sulle tariffe ridotte per i ragazzi dai 14 ai 18 anni

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