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Il programma di Transmissions 2019: White Hills, Live Skull, Lucrecia Dalt e tanti altri

14 artisti e band, provenienti da 9 paesi: dagli Stati Uniti all'Egitto, dall'Australia, all'Iran. Ritorna anche la doppia direzione artistica con Martin Bisi e Radwan Ghazi Moumneh

Ecco le prime novità che riguardano l'edizione 2019 del festival Transmissions che prende vita a Ravenna dal 21 al 23 novembre.

Transmissions è il festival di Bronson Produzioni dedicato alle più interessanti frontiere della musica globale, che raduna ogni anno a Ravenna nel mese di novembre il meglio della ricerca in ambito sonoro da tutto il mondo. Per il 2019 Transmissions sceglie di rilanciare: dopo due edizioni firmate Chris Angiolini (ideatore e fondatore dell’Associazione Culturale), torna infatti alla formula della direzione artistica “esterna” – collaudata con successo in passato grazie a nomi del calibro di Stephen O’Malley (2012), Daniel O’Sullivan (2013), Nico Vascellari (2015) – coinvolgendo in questo ruolo due figure di riferimento della produzione mondiale, già ospiti in passato della manifestazione ravennate: Martin Bisi, guru della scena alternativa e noise newyorkese (fondatore dello storico BC Studio e produttore, tra gli altri, di Sonic Youth, Swans, Unsane, Cop Shoot Cop, il suo ultimo lavoro BC35 è stato prodotto in esclusiva proprio dall’etichetta di Bronson) e Radwan Ghazi Moumneh, ingegnere del suono, produttore e musicista canadese di origini libanesi, anima dell’acclamato progetto Jersualem in My Heart insieme al regista Charles-André Coderre.

Transmissions tocca anche quest’anno le diverse anime della città di Ravenna, antica capitale dell'Impero Romano d'Occidente e secondo Comune in Italia per estensione (subito dopo la capitale): la frazione Madonna dell’Albero, quartier generale di Bronson e dell’adiacente Bronson Café, il suggestivo centro storico della città (con il Fargo Café di Via Rossi), e ovviamente la Darsena di Città, bacino acqueo artificiale costituito alla fine del secolo scorso con funzioni prevalentemente industriali e oggi al centro di un grande progetto di riqualifica e valorizzazione culturale, con il main stage delle Artificerie Almagià – suggestivo spazio di archeologia industriale, già deposito di zolfo e sede di una fabbrica di articoli pirotecnici – e l’area della Darsena PopUp, epicentro degli eventi diurni e pre-serali del festival

Sono 14 gli artisti e le band da 9 paesi del mondo (Stati Uniti, Inghilterra, Egitto, Francia, Canada, Australia, Libano, Iran, Germania) annunciati ad oggi nella line up di Transmissions 2019: una line-up completamente internazionale e perfettamente bipartita, a rispecchiare le due differenti anime che percorrono le rispettive linee curatoriali. Una line-up capace di raccontare “in parallelo” due mondi distanti ma per tanti versi affini come quello della New York “avant” e sperimentale di Bisi e quello nato dallo straordinario incontro tra le sonorità mediorientali e nordafricane con l’anima più sperimentale della scena underground canadese ed europea.

Questa dodicesima edizione vedrà protagonisti a Ravenna, chiamati a raccolta per l’occasione da Martin Bisi, alcune autentiche icone della musica alternativa americana quali i White Hills, alfieri del movimento space/psych-rock ispirato alla scena dei club della Big Apple di fine Anni ’70 e primi Anni ’80, e i Live Skull di Mark C. e Tom Paine - parte della stessa scena avant-noisy newyorkese dai quali emersero Sonic Youth, Lydia Lunch e Swans - accanto al jazz distopico degli straordinari Parlor Walls, guidati della carismatica Alyse Lamb, al noise post-pop del duo Tidal Channel (Genevieve Fernworthy e Billy Cance), e allo stesso Martin Bisi in doppia veste live: con l’omonimo 4tet, che vede protagonista lo stesso Bisi in una nuova formazione sperimentale insieme a Diego Ferri, Oliver Rivera-Drew e Genevieve Fernworthy e con BC35 Collective Set, formazione mobile che presenterà i brani dell’omonimo disco inciso per Bronson Recordings in occasione del trentacinquesimo anniversario degli storici studi di Brooklyn.

Perfetto contraltare di quella di Bisi, la proposta di Radwan Ghazi Moumneh coprirà invece un ampio spettro di latitudini geografiche e artistiche: tra gli act da non perdere, l’art-pop elettronico della scozzese Lucrecia Dalt, l’alfiera della “Cairo New Wave” (movimento che sta cambiando la fisionomia artistica e culturale della capitale egiziana) Nadah El Shazly, di ritorno a Ravenna dopo essere stata ospite di Beaches Brew nel 2018 e il compositore Maurice Louca, altra figura chiave dell’effervescente scena musicale del Cairo (il suo album di esordio con Lekhfa, insieme alla cantante Maryam Saleh e a Tamer Abu Ghazaleh, è stato definito dal Guardian “un trionfo di avanguardia”), ma anche Ata Ebtekar aka Sote, compositore e sound artist nato ad Amburgo ma di base a Teheran, autentica figura di culto del panorama elettronico contemporaneo e l’eclettica Alexei Perry Cox, scrittrice e musicista canadese già parte della scuderia Sub Pop con il duo Handsome Furs. Insieme a loro, l’elettroacustica d’autore del polistrumentista e sperimentatore sonoro australiano Oren Ambarchi (cui il prestigioso magazine britannico d’avanguardia ha dedicato la copertina dell’ultimo numero), i parigini Oiseaux-Tempête, progetto “altruista, poetico e implicitamente militante” costruito intorno al duo Frédéric D. Oberland e Stéphane Pigneul (già ospite in studio dello stesso Radwan Ghazi Moumneh), e le contaminazioni tribali e rumoristiche del duo libanese Two or the Dragon, con il loro lavoro che si intreccia profondamente con le performing arts ed il teatro.

Sono in vendita sul sito del festival i Pass Early Bird per assistere a tutte le performance in programma e ricevere il merchandising speciale in edizione limitata di Transmissions XII al prezzo speciale di 40 euro: per maggiori dettagli www.transmissionsfestival.org.

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