L'energia dei giovani e sperimentazioni d'avanguardia: ecco la forza della Trilogia d'Autunno

Cristina Mazzavillani Muti apre le braccia al futuro. Al Teatro Alighieri si assisterà a un sound d'avanguardia unito alla vitalità dei giovani talenti sul palco

Oltre 200 ruoli da cantante sono stati assegnati e interpretati durante la storia della Trilogia d'Autunno che si presenta al pubblico, una volta di più, non solo come uno spettacolo, ma come una vera fabbrica d'arte e innovazione.

Una grande manifestazione che conferma anche il successo di pubblico e la sua attrattiva internazionale. Infatti sono oltre 1500 le presenze dall'estero distribuite fra venti Paesi, con tour organizzati da varie nazioni europee e turisti provenienti anche da Russia, Cina, Giappone, Usa e Australia.

Secondo il sindaco Michele De Pascale "la Trilogia per Ravenna significa un cambiamento radicale: un fascio di luce che illumina la città in un periodo non turistico. In queste giornate Ravenna si sente come una grande città europea e un grande motore culturale".

Opera senza confini: sperimentazione e spazio ai giovani

"La parola d'ordine è seminare", afferma Cristina Mazzavillani Muti, regista e creatrice della Trilogia d'Autunno. "Ho sempre puntato a qualcosa che avesse a che fare con la comunità".
Il segreto della Trilogia sono dunque i giovani talenti che portano sul palcoscenico la loro forza e vitalità. "I teatri spesso pretendono i grandi nomi, ma dovrebbero anche allevare arte e artisti -, spiega la regista ravennate che aggiunge - siccome non sono eterna voglio dare un futuro alla Trilogia". E proprio per questo nell'edizione 2019 Cristina Mazzavillani Muti non si incarica della regia di tutte e tre le opere, come accaduto in precedenza. Dunque spazio a Luca Micheletti che si incarica della regia di Carmen, mentre il direttore d'orchestra per l'opera francese sarà Vladimir Ovodok, cresciuto nell'Accademia di Riccardo Muti.

Dopo i giovani spazio anche alla sperimentazione. La Trilogia d'Autunno 2019 propone infatti un'acustica tutta nuova. Un approccio totalmente nuovo portato dalla tecnologia Soundscape di BH Audio che porterà l'opera lirica a sfondare le barriere della modernità con una sonorità avvolgente.
Insomma l'elettronica abbraccia la musica dell'opera e, in tandem con le proiezioni e il light design, porta al Teatro Aligheri un impalcatura tecnologica all'avanguardia che, garantisce Cristina Mazzavillani Muti, offrirà alla musica nuove possibilità d'espressione.

Le donne protagoniste nella Trilogia 2019

Norma, Aida, Carmen: tre momenti di una storia musicale che dal belcanto arriva agli albori del verismo; tre eroine entrate nell’immaginario collettivo; tre simboli. Ma anche tre donne che reclamano il diritto a scegliere il proprio destino, pur quando sanno che ad attenderle c’è il fuoco della pira, la profondità oscura della piramide, il sangue dell’arena. La Trilogia d’Autunno che corona la XXX edizione di Ravenna Festival cerca la donna dietro il personaggio, il cuore oltre il costume, l’anima di partiture e libretti troppo spesso nascosta da allestimenti ingombranti: dall’1 al 10 novembre, tre nuove produzioni della Norma di Bellini, dell’Aida di Verdi e della Carmen di Bizet debuttano sul palcoscenico del Teatro Alighieri, alternandosi sera dopo sera come vuole la consuetudine di questa maratona lirica che negli anni ha conquistato il pubblico. 

La formula vincente? Un cast di giovani cantanti e un team creativo che si avvale delle più moderne tecnologie, ispirati e guidati da Cristina Mazzavillani Muti, ideatrice del progetto e alla regia per Norma e Aida - Carmen è invece affidata a Luca Micheletti, al proprio debutto nella regia di un’opera. Sul podio dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” Alessandro Benigni per Norma, Nicola Paszkowski per Aida e Vladimir Ovodok per Carmen. Anche quest’anno questa straordinaria “fabbrica dell’opera” offre l’opportunità per sperimentazioni, scoperte, nuovi progetti e collaborazioni, dall’esordio del nuovo Coro “Luigi Cherubini”, preparato da Antonio Greco e integrato con elementi del Coro Marchigiano “Vincenzo Bellini”, ai contributi di artisti stranieri e del territorio, alle tante occasioni di coinvolgimento create per giovani, studenti e cittadini.

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