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Ultima settimana per poter visitare la mostra "Le Arti al tempo dell'Esilio"

Dal 12 luglio i capolavori presenti nella chiesa di San Romualdo torneranno nei musei e nelle collezioni originarie

Domenica 11 luglio si conclude la mostra "Le Arti al tempo dell'esilio", a cura di Massimo Medica, organizzata per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e dalla Società Dantesca italiana.  Dal 12 luglio i capolavori presenti in mostra che ripercorre le tappe dell'esilio di Dante, iniziato nel 1302 lasciando la sua citta? natìa, Firenze, attraversando l’Italia tra Roma, Arezzo, Verona, Padova, Bologna, Lucca, Pisa e giungendo a Ravenna, suo ‘ultimo rifugio’, torneranno nei musei e nelle collezioni originarie. 

I prestiti, provenienti da prestigiosi musei internazionali includono alcuni dei maggiori nomi dell’arte italiana conosciuti da Dante come Cimabue, documentato in mostra dalla Madonna di Castelfiorentino dal Museo di Santa Verdiana a Castelfiorentino e dal Tabernacolo in cui sono ritratti i Santi Crisante e Abbondio proveniente dal Museo civico di Gubbio, e Giotto, suo allievo, testimoniato da fondamentali opere come Il Polittico di Badia dalle Gallerie degli Uffizi e la Madonna di San Giorgio alla Costa proveniente dal Museo Diocesano di Firenze.

Un altro capolavoro medievale proveniente dalle Gallerie degli Uffizi, e? il San Francesco riceve le Stimmate del Maestro della Croce 434 e non potevano mancare testimonianze della scultura trecentesca con le opere di Arnolfo di Cambio provenienti dalle Gallerie dell’Umbria e dalla Fabbrica di San Pietro in Vaticano per raccontare gli anni sotto il papato di Bonifacio VIII, continuando con gli splendidi elementi della cintura di manifattura orafa veneta e gli elementi del copricapo di Cangrande I della Scala provenienti dai Musei civici di Verona fino alle sculture di Nicola e Giovanni Pisano provenienti dal Museo Nazionale di San Matteo di Pisa e dalla Galleria Nazionale della Liguria a Genova e agli anni ravennati con il Maestro del Coro degli Scrovegni dalle collezioni del MAR, Giuliano da Rimini dal Museo della città di Rimini e la Madonna in Trono con Bambino proveniente dal Museo del Louvre, che lo studioso Corrado Ricci ritenne essere la scultura che vegliava sopra la prima sepoltura di Dante e che per la prima volta, dopo 160 anni torna nella sua Ravenna.A chiudere il percorso la Mariegola della Scuola di Santa Maria e San Francesco dei Mercanti ai Frari del Minatore veneziano dalla Fondazione Cini di Venezia.

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