Un tour di Villa Abbondanzi fra decorazioni, giardini e alberi monumentali

Secondo appuntamento per le visite guidate Pro Loco di Faenza, sabato 17 ottobre. Si va a Villa Abbondanzi per visitare la parte storica, costituita dal parco ottocentesco, dall'oratorio e dall'omonima villa, che per la prima volta aprirà al pubblico grazie alla cortese disponibilità dei proprietari.

Costruita subito dopo l'epoca napoleonica (fine lavori nel 1824, come si evince da una data nell'oratorio) la villa fu commissionata da Giorgio Abbondanzi, banchiere privato, ad un architetto-ingegnere tuttora non identificato. Gli storici dell'arte concordano nell'ipotizzare una figura professionale nuova e del tutto “impermeabile” alle recenti lezioni – recenti ma politicamente e ideologicamente tramontate assieme a Napoleone – di Pistocchi o di Antolini (autore, quest'ultimo, della massonica Villa Rotonda visitata dalla Pro Loco sabato scorso). 

Il progettista non è neppure inquadrabile nella cerchia di Pietro Tomba, per cui si suppone essere una figura attenta al ruolo funzionale, più che estetico o simbolico, perlomeno negli esterni che sono caratterizzati da grande sobrietà. Le decorazioni sono tutte concentrate negli interni e si devono a Pasquale Saviotti, il primo e forse miglior allievo di quel Felice Giani che era stato il protagonista assoluto della stagione napoleonica. Un po' come Giani a Palazzo Milzetti, Saviotti fece da “regista”, coordinando alcuni aiuti (fra cui è stato individuato l'allora giovane Antonio Liverani, fratello del più celebre Romolo) e i vari artigiani, stuccatori, ebanisti, arredatori. Lo stile di Saviotti emerge anche nell'oratorio, piccolo ma raffinatissimo con le sue decorazioni in bianco e oro e il suo recupero di elementi addirittura della tradizione faentina settecentesca come la colonna libera che incornicia il presbiterio.

Si visiterà poi il parco, che accosta parti “all'inglese”, cioè con un certo “disordine naturale e boschereccio” ad altre più essenziali e “costruite”. C'è il lago, con isolette e ponticelli, la macchia a tigli e a pini, il prato, il labirinto vegetale a siepi ed un esemplare monumentale di Maclura pomifera, probabilmente coetaneo alla villa, che di certo è il primo piantato a Faenza (la specie proveniva dal Nord America). Si passeggerà internamente fino al cancello, dove, sui pilastri, erano collocate le due sfingi in pietra, dai faentini ribattezzate popolarmente “le Sirene”, di cui ne resta una, sul prato.

E’ richiesto un contributo di 3 euro destinato a fini culturali. Ritrovo ore 14.30 in bici presso Pro Loco - Voltone della Molinealla. Prenotazione obbligatoria, posti limitati, previsto l'uso della mascherina. Per informazioni e prenotazioni: 0546 25231

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