L’Università “Bosi Maramotti” festeggia i 35 anni con 65 corsi

Le lezioni spaziano dalla geopolitica alla filosofia, tra i docenti Eraldo Baldini, Cetty Muscolino, Luciana Notturni, Gianni Morelli, Danilo Montanari

Entra nel suo 35° anno accademico l’Università “Giovanna Bosi Maramotti”. Da questo centro di vita culturale e sociale sono passate negli anni diverse migliaia di concittadini, non necessariamente della terza età, ma tutti con una viva curiosità intellettuale verso i corsi e, spesso, diventando volontari dell’Associazione.

“L’offerta didattica e culturale della Bosi Maramotti – sostiene l’assessora alla Cultura Elsa Signorino – costituisce un fiore all’occhiello che è doveroso sostenere per quella capacità di suscitare interesse e attrazione da parte di un numero crescente di persone. Si tratta anche di un’occasione di socialità, aggregazione e incontro al più alto livello formativo in grado di sviluppare la partecipazione e la condivisione nella vita culturale della città”. 

Il Long Life Learning è stato esteso ai sedicenni per cui sono stati pensati e attuati corsi specifici di interesse anche delle Istituzioni scolastiche. L’Associazione ha operato ed opera prevalentemente nella città di Ravenna in convenzione con l’amministrazione comunale – assessorato alla Cultura, e da oltre un decennio nel Comune di Russi attraverso un rapporto convenzionale con quel Comune.

Nell’anno accademico appena terminato, i corsi svolti sono stati 50. Gli associati 591 per un totale di 826 iscrizioni. Le ore di formazione sono state 924 mentre all’inaugurazione dell’anno accademico e alle conferenze i presenti sono stati oltre 300. Il cineforum ha registrato 225 partecipanti per i quattro film proiettati.

Il programma del 35° anno accademico prevede 65 corsi (compresi laboratori e lingue e culture straniere), quattro visite guidate e quattro conferenze pubbliche.

I progetti e i programmi annuali hanno sempre tenuto conto del patrimonio artistico, storico, ambientale e culturale presente e passato, esistente sul territorio. Ne hanno raccolto e valorizzato i vari aspetti anche nella scelta delle competenze e delle abilità locali con particolate attenzione ai docenti e, fra questi, ai giovani, con una particolare attenzione alla “qualità” dell’offerta di corsi e, più in generale, culturale.

I corsi spazieranno su un arco vasto di argomenti,dalla geopolitica (grazie alle competenze dell’Ambasciatore Antonio Bandini) alla filosofia (con il professor Francesco Postiglione), a molti qualificati argomenti che sono trattati da altrettanto qualificati docenti come – sempre ad esempio – Eraldo Baldini, Cetty Muscolino, Luciana Notturni, Gianni Morelli, Danilo Montanari, e molti altri che non si citano puramente per brevità.

Anche le conferenze pubbliche, che si tengono ogni anno a marzo, hanno raccolto nel tempo voci estremamente autorevoli sia a livello locale che nazionale. Quest’anno l’attività di conferenze inizia con l’inaugurazione dell’anno accademico, che sarà tenuta dal professor Roberto Balzani, presidente dell’Istituto Regionale dei Beni Culturali, il prossimo 9 novembre: data significativa, essendo il 30° anniversario della “caduta” del Muro di Berlino, su cui appunto il relatore si intratterrà. Le altre conferenze spazieranno dal “racconto” dei 30 anni di Ravenna Festival (con Franco Masotti), alla Paleontologia umana col professor Giorgio Gruppioni, alla rivisitazione del Medioevo con Luigi Chiarini e ad Aurelio Saffi con Enrico Bertoni.

A proposito di paleontologia umana, è previsto un corso tenuto dal professor Mirko Traversari, che ricostruirà la storia e la vita della comunità di Roccapelago a partire dalle mummie ivi ritrovate.

Non mancano le visite guidate, una delle quali – via acqua – sarà riservata ai frequentatori del corso su “Il Porto di Ravenna oggi e domani”, visita resa possibile dalla collaborazione fornita dalla SAPIR spa.

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E’ interessante rilevare ancora una volta la collaborazione con i Comuni di Ravenna e Russi, con le Fondazioni RavennAntica e Ravenna Festival con le quali esistono progetti specifici. Ben 63 docenti si alterneranno nella trattazione degli argomenti presentati nei vari progetti corsuali. Da ultimo, ma non per importanza, la nostra Università sta ultimando una ricerca sull’analfabetismo funzionale, probabilmente la prima mai avviata nel territorio. I risultati verranno pubblicati e costituiranno un patrimonio conoscitivo a disposizione delle istituzioni e di tutta la comunità.

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