I Luoghi dello Spirito e del Tempo: al via la venticinquesima edizione

Si prospetta un'edizione davvero particolare a causa del Covid. La rassegna si apre a luglio con l'ensemble Centotrecento e prosegue fino a settembre

Da un quarto di secolo c'è una rassegna che, silenziosamente e lontano dai riflettori, porta avanti la divulgazione della musica antica. Un genere di nicchia, eppure prezioso e sorprendente, che grazie a un paziente lavorio di 25 anni si è guadagnato il favore di un pubblico sempre più largo e partecipe. I Luoghi dello Spirito e del Tempo è il segreto meglio conservato del panorama culturale nostrano, e se è riuscito a raggiungere questo traguardo importante lo si deve soprattutto alla perseveranza della direzione artistica, tutta al femminile, composta da Maria Luisa Baldassari, Susanna Piolanti e Marina Scaioli, docenti di clavicembalo nei conservatori di Bologna, Foggia e Ferrara rispettivamente.

Si prospetta infatti un'edizione davvero particolare, per questo 2020. Il Covid non ha fermato la rassegna, che si è però dovuta modulare in rispetto alle norme sanitarie, come spiega Baldassari: "Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni gruppi di artisti. Avevamo un appuntamento in programma con un ensemble di 16 persone, ma non ci sono gli spazi fisici nei luoghi che ci ospitano tradizionalmente per fare concerti di queste dimensioni in modo sicuro, rispettando il distanziamento; perciò abbiamo ripiegato su compagini più ristrette. Abbiamo ripensato l'intero festival, accentuando il lato della musica medievale e popolare. Molti concerti che dovevano essere al chiuso si sposteranno all'aperto. Ciò ha significato cambiare tipo di programmazione: dovremo fare amplificazione, cosa che di solito cerchiamo di evitare perché ci piace il suono acustico – è una delle caratteristiche della rassegna. Tuttavia rispetteremo sempre i vari impasti timbrici degli strumenti. Devo dire che, nonostante le difficoltà, è stato bello che molti artisti abbiano aderito con entusiasmo al festival, felici di tornare a suonare in pubblico".

La rassegna si apre a Voltana, presso Villa Ortolani, giovedì 23 luglio, ospitando un ensemble di Bologna, Centotrecento. Qui l'attenzione filologica al suono dell'epoca, da sempre centro d'interesse del festival, si coniugherà alla ricerca di contaminazioni insolite. "Marco Ferrari, il leader di questo ensemble, suona sia il flauto dolce che il clarinetto, ed è un grande esperto di musica balcanica e rinascimentale -, spiega Baldassari, - per la nostra rassegna mostrerà le sorprendenti connessioni avvenute fra la tradizione occidentale e quella popolare ungherese e balcanica".

Seguirà, il 30 luglio, il concerto dell'ensemble goriziano Dramsam a Castiglione di Cervia, a Palazzo Grossi. Prima del concerto di musica di corte rinascimentale per flauto, voce, arpa e viella, sarà possibile partecipare a una visita guidata del palazzo curata da Vanda Budini.

Si passa quindi, il 4 agosto, alla già citata Ca' Grilli di Cotignola, per assistere a un concerto di Marco Ambrosini & ensemble dedicato a uno strumento dimenticato: la nyckelharpa. "Uno strumento antichissimo - spiega Baldassari, - una sorta di violino a tastiera molto versatile, raffigurato anche sul portale di Santiago di Compostela. Ambrosini è stato fra i primi a riscoprirlo, arricchendolo del repertorio di violino rinascimentale e barocco. Ma ci si può suonare anche il jazz".

Si prosegue a Bagnacavallo, il 5 agosto, nello splendido Chiostro di S. Francesco, con un concerto dell'Accademia del ricercare interamente dedicato al Settecento di Telemann; mentre il giorno dopo, alla Rocca di Russi, si esibirà la compagine faentina Musica Officinalis, da sempre impegnata a valorizzare l'eredità musicale medievale.

Per la seconda metà di agosto si sale in collina. Il 20, nella romanica Pieve del Tho vicino a Brisighella, l'Ensemble Contrarco ci farà fare un tuffo nel Settecento grazie al concerto In gondola sull'Elba, suonando violini settecenteschi proprio come venivano suonati all'epoca; mentre il 29, a Palazzo Fantini a Tredozio, i Quintana si concentreranno sulla tradizione popolare delle spagnolette, delle sarabande e delle tarantelle.

Infine, il 3 settembre, la rassegna si chiuderà ad Alfonsine, presso il Santuario della Madonna del Bosco, con l'appuntamento del duo Arparla, violino e arpa, per omaggiare il musicista barocco romagnolo Marco Uccellini, originario di Forlimpopoli.

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Tutti gli appuntamenti saranno come sempre gratuiti, ma quest'anno, per motivi di sicurezza, sarà obbligatoria la prenotazione. Per contatti e maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito del Collegium Musicum Classense: collegiummc.racine.ra.it

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