Vedute di Ravenna a confronto tra passato e presente in 46 scatti

Ierioggi. Vedute di Ravenna a confronto: da sabato 30 marzo (alle 17.30) apre nella Manica Lunga della Biblioteca Classense una mostra di fotografie storiche e contemporanee incentrate su Ravenna.

L’esposizione nasce dal confronto tra un'istituzione pubblica e un'associazione cittadina, "Ravenna a tréb... ieri, oggi e...", in collaborazione con Carla Braggion e da un'idea di Laura Borsetti, Niko Brandi, Angela Izzo ed Elisa Renda. Provando a sfuggire alla trappola del rimpianto per i “bei tempi andati“, il percorso gioca in modo esplicito sulla giustapposizione e infatti si compone di 46 fotografie, 23 storiche, ritraenti angoli noti e meno noti della città, e 23 scattate quest’anno negli stessi luoghi ripresi tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento da Gaetano Savini (1850-1917), docente della locale Accademia di Belle Arti.

Da un lato la selezione di 23 fotografie di Savini, testimonianza d‘amore per la sua città ma distanti dall'effetto cartolina, propongono angoli di Ravenna dai quali, più che pura bellezza, emerge il fascino della quotidianità. Dall'altro lato le immagini contemporanee descrivono gli stessi angoli e la stessa quotidianità visti con gli occhi di sei fotografi, di diversa età e provenienza ma tutti accomunati dall’amore per Ravenna e per la Classense, dove hanno fatto lunga esperienza come volontari presso il Laboratorio fotografico.

Per le foto storiche si è deciso di scegliere non la Ravenna monumentale e più conosciuta ma vedute della città meno nota e spesso irriconoscibile, immagini «stampate in bleu» (cianotipie) sicuramente scattate da Savini e documentate dalle didascalie originali.

La Ravenna del primo Novecento giustapposta a quella odierna: più di un secolo di cambiamenti, alcuni dei quali particolarmente incisivi nel tessuto urbano della città. Il momento di partenza, quello delle immagini di Savini, è quello della ridefinizione del volto di Ravenna con le campagne di restauro volute da Corrado Ricci. Poi si compiono anche le modifiche legate al continuo riutilizzo degli spazi delle abbazie religiose, variamente trasformate, quelle dovute alla valorizzazione della Zona Dantesca, quelle operate nel Ventennio, con le costruzioni nell‘area dell‘attuale Piazza Caduti e di Via Farini. Le devastazioni dovute a due Guerre Mondiali (più di cinquanta bombardamenti aerei solo per la Seconda), le ricostruzioni in epoca di pace, la creazione di interi quartieri periferici sono solo alcuni dei molti eventi responsabili delle trasformazioni di una città che passa dai circa venticinquemila abitanti degli anni Venti agli attuali oltre centocinquantamila: Questa mostra offre la possibilità di conoscere e riconoscere alcuni scorci di Ravenna oltre e attraverso i mutamenti che li hanno interessati. Perché, talvolta, le immagini raccontano più delle parole.

L’inaugurazione è prevista per le 17.30 e vede la partecipazione dei curatori, Gabriele Pezzi e Daniela Poggiali, e degli autori Leonardo Goni, Alex Iemmi, Gian Marco Molducci, Andrea Pezzi, Vincenzo Pioggia, Michele Vallicelli.

OrariI: Feriali 15 – 18. Lunedì e domenica chiuso.

Finissage il 27 aprile in concomitanza con la Notte d'Oro Primavera 2019

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