In bici alla scoperta di Bertoni e San Gismondo

Ultimo appuntamento di luglio, giovedì prossimo 30 alle 21, in bici, per le visite guidate Pro Loco. Si visiteranno due chiese private e di norma non aperte al pubblico (eccezione stavolta per gentile cortesia dei proprietari): San Sigismondo e l’oratorio Bertoni, la prima in viale Marconi e la seconda nella sua continuazione verso la punta di Bocche dei Canali, cioè via Firenze. San Sigismondo è il capolavoro di Pietro Tomba, un architetto impeccabile ma che di solito nel suo linguaggio distaccato, figlio dell’età neoclassica, risulta talmente rigoroso da sfiorare il “gelido”. Qui invece Tomba diede prova di estrema, elegantissima raffinatezza, realizzando una autentica bomboniera. Le origini dell’edificio sono medievali, collegabili alla battaglia del 1 maggio 1080 tra faentini, aiutati dal nobile francese Conte di Vitry e ravennati; notizie successive riguardano i Cavalieri Templari che qui gestirono chiesa e annesso ospizio per pellegrini fino al 1312. Ma è nel 1836  che San Sigismondo viene radicalmente ricostruita assumendo l’aspetto attuale, con decorazioni di Michele Chiarini e del grande Romolo Liverani e con un bell’olio su tela che rappresenta il Santo titolare che ascende al cielo fra putti e nuvole tempestose sopra una veduta cittadina in cui si riconosce il Ponte delle Torri, fra centro e Borgo. Si raggiungerà poi l’Oratorio Bertoni, lungo la pista ciclabile che fiancheggia via Firenze ormai in aperta campagna, in testa al viale di abeti che conduce alla defilata Villa Benedetti. Fu costruito dall’architetto Raffaele Campidori, del quale è stato recentemente trovato il contratto, firmato nel 1743 per sé e per i capimastri muratori analfabeti. Piccola e semplice ma anch’essa assai elegante nelle sue calibrate proporzioni, la chiesa conserva ancora decorazioni a stucco attribuite a Gian Battista Verda, plasticatore itinerante ticinese documentato a Imola, Faenza, Sarna, Modigliana e Cesena. La posizione isolata nel verde, fra pini e siepi di biancospino, e l’uso sulla facciata dell’intonaco “sagramato” (leggerissimo, con calce mescolata a polvere di laterizio, che lascia trasparire la sottostante tessitura di mattoni) conferiscono a questo edificio barocco un’ulteriore bellezza. È richiesto un contributo di 3 euro destinato a fini culturali. Ritrovo ore 21 presso Piazza Molinella, in bici. Prenotazione obbligatoria, posti limitati.

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