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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Parte la missione per salvare la Duna di Marina di Ravenna

Il materiale vegetale necessario per effettuare questo intervento di restauro è stato preparato a partire dallo scorso marzo

Erbe selvatiche riportate contribuiranno a salvare la duna di Marina di Ravenna. Dopo l'installazione della passerella di legno, a cura di Eni, il valore ambientale di questo tratto di costa, verrà ulteriormente salvaguardato grazie a un intervento di ripristino a cura  dei ricercatori del gruppo di Botanica Ambientale e Applicata del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’ Università di Bologna, sotto la guida di Maria Speranza. Dal 26 al 28 ottobre infatti la vegetazione della duna verrà accelerata da una ricolonizzazione di piante autoctone che ricreeranno un habitat tale da favorire in breve tempo l’arrivo di animali, sia vertebrati, che invertebrati, che ne sono i naturali frequentatori. "Siamo grati al Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Bologna per questo importante intervento che contribuirà a ripristinare l'habitat e la  bellezza della duna, proteggendo al contempo il litorale - afferma Roberto Fagnani assessore alla subsidenza e servizi geologici -.  Un duplice risultato che favorirà anche la fruizione della spiaggia di Marina di Ravenna che, anche grazie a questo cordone dunoso, vanta un suo particolare appeal".

L'INTERVENTO - Il materiale vegetale necessario per effettuare questo intervento di restauro è stato preparato a partire dallo scorso marzo. In particolare, utilizzando semi raccolti da specie selvatiche locali, si sono ottenute e coltivate, presso l’Azienda Agraria dell’Università di Bologna, le piante che verranno collocate sulla duna nei punti dove la copertura vegetale presenta le maggiori criticità. Le specie erbacee sono state appositamente scelte tra quelle più significative per la funzione positiva che svolgono all'interno degli ecosistemi dunosi costieri. Tra queste la gramigna delle spiagge (Agropyron junceum) che è tra quelle che più si spingono vicino alla linea di riva e, trattenendo i sedimenti sabbiosi, contribuisce a formare un primo nucleo di duna embrionale; l'Ammofila (Ammophila littoralis), edificatrice per eccellenza della duna mobile, intrappola notevoli quantità di sabbia tra le lunghe foglie dei suoi grossi cespi, e consolida in maniera importante la struttura della duna stessa, con il suo profondo e robusto apparato radicale; l’Euforbia marittima (Euphorbia paralias), contribuisce ad incrementare la biodiversità del sito.

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