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Sabato, 18 Maggio 2024
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Casse di espansione del Senio, Legambiente: Servono milioni o bastano 10 volontari col badile?"

“Invece di fare tutte le volte la conta dei danni - afferma Rambelli - non sarebbe ora di cominciare a fare in modo che il disastro non avvenga?"

Qual è il livello di sicurezza idraulica del fiume Senio? Se lo chiede il circolo Legambiente A. Cederna dopo che la scorsa settimana, alla prima pioggia intensa dopo l'estate, il livello dei fiumi è tornato a far paura. Se infatti fortunatamente la Bassa Romagna anche stavolta ha evitato il peggio, le piene hanno provocato danni per milioni di euro del faentino. L'associazione punta quindi il dito sulle misure previste dai tecnici per ridurre il rischio allagamenti, ma mai realizzate.

“Basta dare un'occhiata ai piani realizzati dalle Autorità di Bacino per rendersi conto che il rischio idraulico è tutt'altro che trascurabile - ha dichiarato Yuri Rambelli, Presidente del circolo Legambiente A. Cederna - ad esempio tutti i centri abitati che sorgono lungo il Senio sono classificati a rischio idraulico elevato o molto elevato. Durante l'ultima piena oltre ai danni causati dall'esondazione nella zona di borgo Rivola, il fiume ha raggiunto livelli pericolosamente alti anche in pianura. Stando ai dati degli idrometri Arpa, a Cotignola il livello dell'acqua si è fermato a solo un metro dalla soglia di preallarme, ancora meno a Fusignano. Dobbiamo aspettare di allagarci e di avere danni per milioni prima di realizzare le opere idrauliche già previste da anni proprio per evitare un'alluvione?”.

Per mettere in sicurezza tutti i centri di pianura è stata infatti pianificata da anni la realizzazione di una serie di casse di espansione, cioè di bacini allagabili tra Riolo Terme e Castel Bolognese e nei pressi di Cotignola che consentirebbero in caso di piogge intense e prolungate di evitare rischi per gli argini e i centri abitati. Secondo i documenti regionali sarebbero “in grado di mettere sostanzialmente in sicurezza l’intera asta fluviale del Senio a valle della via Emilia”. Ma a che punto è la realizzazione di queste opere?

“Non siamo riusciti ad avere una risposta in merito - commenta Rambelli - già lo scorso inverno, quando per ben 3 volte nel giro di un mese il Senio superò il livello di guardia, chiedemmo ufficialmente al Servizio Tecnico di Bacino del Reno a che punto fossero queste casse di espansione, ma non ci hanno mai risposto. Secondo alcune notizie di stampa servirebbero alcuni milioni di euro, poca cosa di fronte al rischio di dover ripagare danni per decine o centinaia di milioni".

"Di fronte alla mancanza di risposte", aggiunge Rambelli, "Legambiente ha deciso di effettuare un sopralluogo, accompagnata da persone del luogo sensibili al tema, e ha scoperto che almeno una di queste casse di espansione sembra terminata da tempo, ma anche stavolta è rimasta vuota, mentre tutto attorno l'acqua superava abbondantemente i livelli di guardia, perché non è collegata al fiume. Un lembo di terra di una decina di metri appena la separa ancora dall'alveo fluviale".

“Invece di fare tutte le volte la conta dei danni - conclude Rambelli - non sarebbe ora di cominciare a fare in modo che il disastro non avvenga? Lanciamo perciò una provocazione ai Sindaci, su cui ricade la responsabilità per la sicurezza dei cittadini. In attesa dei fondi per il completamento dei lavori, forse è il caso di trovare una decina di volontari armati di badile e mettere così finalmente in funzione la prima cassa di espansione”.

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