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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Parco della Vena del Gesso Romagnola, mountain bike vietate nei sentieri rischiosi

"Alcuni tratti sono stati interdetti all’accesso libero delle Mountian Bike, ma nessun tratto è stato completamente vietato alle biciclette", esordiscono dalla direzione del Parco

Bikers delusi dalle "Norme per la frequentazione dei sentieri" in vigore al Parco della Vena del Gesso Romagnola. Il provvedimento, approvato nel dicembre 2013, contiene tra l’altro, la precisazione dei percorsi transitabili in mountain bike. "Alcuni tratti sono stati interdetti all’accesso libero delle Mountian Bike, ma nessun tratto è stato completamente vietato alle biciclette - esordiscono dalla direzione del Parco -. In alcuni casi particolari, è previsto che l’accesso sia consentito esclusivamente se accompagnati dalle guide MTB del Parco".

Questi tratti sono l'Anello Ca’ Carnè (dalla Via Rio Cavinale alla carraia di ingresso del Centro Visite); l'Anello Ca’ Carné, variante Rontana (dalla cima del Monte Rontana alla carraia di ingresso del Centro Visite); l'Anello Monte Mauro (percorso di cresta dal Monte della Volpe al Monte Mauro e al Monte Incisa); l'Anello Riva di San Biagio (percorso di cresta da Sasso Letroso al passo della Prè); e il tratto dell’Anello Ca’ Carnè, dalla Via Rontana (parcheggio alto) al Centro Visite, che non può essere percorso in discesa, ma esclusivamente in salita.

"Le evidenti ragioni della regolamentazione sono di tre tipologie - chiariscono dal parco -. Legittime richieste avanzate dai proprietari dei fondi agricoli su cui transitano i percorsi, che hanno richiesto al Parco di chiudere completamente il sentiero o, in alternativa, di regolamentare il passaggio delle biciclette, troppe volte totalmente indisciplinato (in alcuni tratti era prassi dei bikers uscire dal sentiero e attraversare i coltivi, danneggiandoli, o le aie delle case ad alta velocità)".

Si è tenuto conto inoltre dei "percorsi particolarmente pericolosi per l’incolumità dei bikers, con sentieri accidentati e di poche decine di centimetri a strapiombo su dirupi di oltre 100 metri, con tratti ripidissimi e sdrucciolevoli (percorribili solo da bikers molto esperti)". Si è inoltre preso in considerazione la frequentazione di pedoni e, in particolare, bambini, "nei pressi di strutture di servizio per i visitatori (sentiero di accesso al centro visite Rifugio Ca’ Carné, peraltro percorribile liberamente in salita e regolamentato soltanto in discesa, per evitare corse ad alta velocità in mezzo ai pedoni, come già più volte accaduto)".

"Se il Parco avalla il transito in Mountain Bike in tratti così pericolosi, si assume anche tutte le responsabilità in caso di incidente, ai sensi delle normative vigenti - continuano i gestori -. Pertanto, non era assolutamente possibile consentire il libero passaggio in sentieri così rischiosi. Quindi, in sintesi, tutti i percorsi possono essere usufruiti dalle Mountain Bike, ma in alcuni tratti, per ragioni di sicurezza, è necessaria una valutazione relativa alla capacità di affrontare sentieri particolarmente difficili e pericolosi, oppure un controllo del comportamento per tutelare i residenti o i visitatori".

"L’ipotesi di segnalare semplicemente i tratti pericolosi e di evidenziarne la fattibilità soltanto per bikers esperti è stata scartata, poiché l’autovalutazione è stata ritenuta insufficiente a garantire un adeguato livello di sicurezza. Le guide, invece, tutti “maestri MTB” riconosciuti a livello nazionale, sono in grado di valutare in modo oggettivo le effettive capacità delle persone che accompagnano". Nel Parco vi sono circa 50 chilometri di sentieri e soltanto 9,5 chilometri sono stati regolamentati (e non vietati) alle Mountain Bike, pari a circa il 19% del totale; tutti gli altri 40,5 chilometri (81% dei sentieri) sono liberamente fruibili come in precedenza.

Inoltre, a settembre sarà inaugurata la Ciclovia dei Gessi, nuovo percorso MTB finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Parco, che collega la stazione ferroviaria di Brisighella al centro visite Carnè, alla frazione di Zattaglia e all’ardita vetta di Monte Mauro, per uno sviluppo complessivo di circa 25 chilometri. Le guide MTB del Parco, infine, sono disponibili ad accompagnare chiunque desideri affrontare i sentieri regolamentati e i loro riferimenti sono reperibili nel sito dell’Ente di gestione del Parco www.parchiromagna.it all’indirizzo https://parchiromagna.it/parco.vena.gesso.romagnola/indotto.php?id_servizi_ap=761

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