Lavoratori autonomi, come si versano i contributi?

L'importo dei contributi da versare dipende dal tipo di attività che si svolge, vediamo di seguito le regole per le varie categorie

Per ottenere la pensione ogni lavoratore deve, nel corso degli anni, versare regolarmente i contributi Inps. Questo vale anche per i lavoratori autonomi.

Contributi previdenziali per i lavoratori autonomi

L'importo dei contributi da versare dipende dal tipo di attività che si svolge. Questi devono essere versati:

  • all'Inps, se si è artigiano, commerciante o professionista senza cassa di previdenza;
  • alla Cassa professionale di appartenenza, se si è un professionista iscritto ad un albo o ordine professionale.

Le attività imprenditoriali si possono raggruppate in tre grandi categorie:

  • artigiani e commercianti;
  • lavoratori autonomi "senza cassa";
  • professionisti con cassa autonoma.

Cos'è la Cassa integrazione e come funziona?

Artigiani e commercianti

Per ciascuno di queste categorie esistono: contributi fissi e contributi a percentuale.

I contributi fissi Inps per artigiani e commercianti. Per quelli fissi l'Inps stabilisce annualmente l'importo e lo comunica tramite una circolare: generalmente gli artigiani versano circa 3.800 euro di contributi, mentre i commercianti circa 3.850 euro.

Come avviene il pagamento? Il pagamento dei contributi fissi deve essere effettuato in quattro rate entro:

  • 16 maggio;
  • 20 agosto;
  • 16 novembre;
  • 16 febbraio (dell'anno successivo).

I contributi fissi sono uguali per tutti, ma se il reddito reddito è superiore a 15.548 euro si aggiungono i contributi a percentuale.

I contributi in percentuale per artigiani e commercianti. Sono dovuti ulteriori contributi previdenziali, calcolati in percentuale, se il reddito derivante dalla attività imprenditoriale supera determinate soglie. I contributi sono dovuti entro un reddito massimo imponibile. È inoltre dovuto il contributo per maternità, stabilito in misura fissa in 0,62 euro mensili. Per artigiani e commercianti iscritti per la prima volta nella gestione dal 1° gennaio 1996 (soggetti privi di anzianità contributiva) vige un diverso limite massimo di reddito.

Come richiedere la 104

Si rinvia alla circolare INPS 17 febbraio 2020, n 28 per la determinazione dell'importo del contributo minimo obbligatorio e delle quote applicabili per il calcolo della contribuzione eccedente il minimale, per l'anno 2020, sia per i titolari che per i collaboratori, nonché per le eventuali agevolazioni contributive usufruibili in presenza di determinati requisiti.

I massimali contributivi. I contributi previdenziali Inps dovuti da commercianti e artigiani a percentuale hanno un tetto massimo sul quale si applicano, e si tratta del cosiddetto massimale contributivo. Il limite è fissato alla soglia di €. 76.872. Se la quota del reddito supera questa cifra si è esenti da contribuzione Inps.

Termini di versamento dei contributi a percentuale: qui, a differenza di quelli fissi, occorre osservare i termini di due sole tranche (30 giugno e 30 novembre).

Lavoratori autonomi senza cassa previdenziale

I lavoratori autonomi dotati di partita Iva che iniziano un'attività e sono sprovvisti di autonoma cassa previdenziale sono tenuti ad iscriversi alla gestione separata Inps e al pagamento dei relativi contributi. In questa categoria rientrano i freelance, i consulenti d'impresa, i consulenti informatici, i fisioterapisti, gli amministratori di condominio e tutti i professionisti senza albo. L'aliquota dovuta dagli iscritti alla Gestione Separata Inps è del 25,72% da applicare al reddito lordo effettivo che deriva dalla dichiarazione dei redditi.

Pro: non ci sono contributi fissi, ma la tassazione è effettuata in percentuale al reddito
Contro: Se il reddito non è pari o superiore a 15.548 euro l'Inps non accredita un anno di contributi validi ai fini pensionistici. 100.324 euro è Il tetto oltre al quale non si applicano i contributi.

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Lavoratori autonomi con cassa previdenziale

I professionisti come avvocati, commercialisti, geologi, medici, psicologi, geometri, farmacisti, architetti e giornalisti non versano i contributi Inps. Ciascuna di queste categorie professionali aderisce infatti ad una propria cassa di previdenza con regole ben precise e diverse tra loro.

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