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A Palazzo Chigi si parla dello sviluppo della Romagna faentina

"E'stata un’occasione per indagare le criticità del nostro sistema. Il nostro obiettivo è un ulteriore salto di qualità" afferma il presidente dell’Unione Massimo Isola

L’Unione dei Comuni della Romagna Faentina è stata protagonista lunedì 15 febbraio a Roma presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, di un incontro di verifica sul processo di sviluppo che ha consentito all’Unione in questi anni di essere una delle esperienze di governance del territorio più avanzate a livello italiano. A Palazzo Chigi erano presenti tra gli altri Giovanni Vetritto, coordinatore del Dipartimento Affari regionali e Autonomie presso la Presidenza del Consiglio, Andrea Fabbri vice sindaco di Faenza con delega ai progetti strategici, il coordinatore dell’Unione Paolo Ravaioli e la funzionaria Monica Visentin. In collegamento web da Faenza il neo presidente dell’Unione e sindaco di Faenza Massimo Isola.

L’appuntamento si inserisce nel processo di affiancamento avviato già da tempo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha riconosciuto nel percorso amministrativo della Romagna faentina un esempio virtuoso di modernizzazione istituzionale riguardante le nuove forme di autonomie locali. Nell’occasione è stata confermata la reciproca intenzione di proseguire questo rapporto privilegiato di supporto e collaborazione per rafforzare l’esperienza dell’Unione nel suo sviluppo futuro, sia come struttura organizzativa ma soprattutto come ambito di coesione politica e territoriale.

“Siamo felici e onorati per questa opportunità che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ci ha concesso - afferma il presidente dell’Unione Massimo Isola -. Si è trattato di un incontro molto approfondito sulla storia dell’Unione della Romagna faentina e le tappe di questo percorso ma soprattutto è stata un’occasione per indagare le criticità del nostro sistema. La Romagna Faentina ha centrato obiettivi importanti ma c’è ancora tantissima strada da fare sia da un punto di vista amministrativo che politico. Le esperienze di questo tipo sono pochissime in Italia ed è obiettivo della presidenza del Consiglio confrontarsi con chi, sul campo, ha dato vita ad una delle esperienze più importanti in ordine all’innovazione amministrativa e istituzionale. Ci vedremo di nuovo fra qualche mese per capire meglio la collocazione dell’Unione nei nuovi scenari post-covid, un tema che abbiamo posto all’attenzione anche della Regione. Il nostro obiettivo è un ulteriore salto di qualità: fare tesoro dell’esperienza matura fino ad oggi nel costruire l’Unione amministrativa per trasformarla in Unione politica, puntando a far crescere uno spazio identitario e di partecipazione dei cittadini”.

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