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Accampamenti abusivi dei nomadi: petizione di 447 firme consegnata in Comune

Mercoledì scorso è stata depositata in Comune la petizione di Lista per Ravenna intitolata “Accampamenti abusivi disdicevoli di nomadi e giostrai. Il sindaco imponga il rispetto della legge e dell’ordine”

Mercoledì scorso è stata depositata in Comune la petizione di Lista per Ravenna intitolata “Accampamenti abusivi disdicevoli di nomadi e giostrai. Il sindaco imponga il rispetto della legge e dell’ordine”. Primo e secondo firmatari sono Elisa Frontini e Michele Moretta. Hanno provveduto alla consegna Alvaro Ancisi, candidato sindaco della Lista, Gianfranco Spadoni, capolista, e Maurizio Marendon, responsabile tecnico della campagna elettorale.

"La petizione è stata sottoscritta da 447 cittadini nei luoghi più frequentati dai nomadi come campeggio abusivo, in particolare presso il piazzale del commercio ambulante in zona Stadio e presso il parcheggio di Sant’Apollinare in Classe - spiegano da Lista per Ravenna - Ma ce ne sono anche altri, occupati a rotazione, in zona Darsena (in via Eraclea, in via Trieste e soprattutto in via Travaglini presso il centro commerciale Teodora), in zona Esp (in via Bussato), nelle aree dietro il Lidl di via Romea Sud e dell’ex cinema Astoria, nel parcheggio di via Punta Stilo, ecc. Causa dell’iniziativa è che Ravenna è tenuta da anni sotto scacco da determinate famiglie di nomadi che compiono abusi ininterrotti di varie specie senza che il Comune vi ponga soluzione. Due clan familiari, bivaccando in parcheggi o parchi, generano ovunque degrado e lordure a danno dell’igiene ambientale, depositando ogni genere di rifiuti fuori dei raccoglitori pur posti a breve distanza, urinando all’aperto e lasciando i propri escrementi sul suolo pubblico, muovendosi tra le gente incuranti delle misure di protezione anticovid. Sono avvantaggiati dall’aver ottenuto dal Comune una residenza fittizia nell’inesistente via dell’Anagrafe 1, che può essere data giustamente ai senza casa, ma non a chi vive su mezzi viaggianti. Non avendo un domicilio fisso, possono muoversi liberamente dappertutto, com’è stato quando era vietato dalla pandemia senza che gli agenti potessero dir niente. Nel 2020, Lista per Ravenna accertò che la Polizia locale, intervenuta più volte, su richiesta, per allontanarli dalle diverse aree in cui si erano installati, aveva disposto a loro carico, nell’arco di un anno, 13 ordinanze di sgombero e rimozione per “occupazione indebita di suolo pubblico, tramite accampamento e posizionamento di carovane e mezzi di trasporto”, ma sempre con effetto momentaneo, perché le carovane si spostavano ogni volta da un’altra parte".

Di qui le richieste della petizione: "Revocare ai nomadi la residenza fittizia in via dell’Anagrafe, individuando per loro un luogo di stazionamento coi propri mezzi esterno agli abitati; applicare il cosiddetto daspo urbano, disposto dall’art. 4 del nuovo regolamento della Polizia locale di Ravenna, provvedendo, come dice la legge nei casi di stanziamento abusivo recidivo, all’allontanamento dal luogo fino a sei mesi e fino a due anni per le persone condannate in secondo grado per reati contro la persona o il patrimonio commessi negli ultimi cinque anni. Ulteriore richiesta è che la polizia locale controlli costantemente, sulla base delle autorizzazioni concesse ai giostrai per svolgere la loro attività nel territorio comunale in determinati luoghi e periodi, che la sosta dei mezzi nel parcheggio di via Medulino, indicato dal Comune, non si prolunghi oltre il termine concesso per ogni autorizzazione. Quando ciò succede, vanno disposti l’allontanamento forzato dal parcheggio e sanzioni adeguate, oltre al rifiuto di consentire agli inadempienti ulteriori periodi di esercizio giostraio nel comune di Ravenna. In ogni caso, il Comune deve individuare per loro un luogo di stazionamento regolare che sia esterno agli abitati".

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