rotate-mobile
Mercoledì, 22 Maggio 2024
Politica

Ancisi: "Doppio senso dei veicoli tra Ravenna e i tre ponti in ricostruzione"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

A seguito del tragico incidente che, nei pressi dell’intersezione tra le vie Bisanzio e Sant’Alberto, ha tolto la vita a Rosario Artiaco, appena diciannovenne, avevo presentato al sindaco, il 21 settembre scorso, l’interrogazione: “Non più disgrazie sulla strada dei Tre Ponti”, avanzando tre proposte su come rafforzare le condizioni di sicurezza sul percorso che dalla rotonda Svezia, tramite via Bisanzio e via Sant’Alberto, arriva ai Tre Ponti, chiusi per lungo tempo al traffico in uscita dalla città, per rifacimenti. Di seguito, nei limiti di quanto più interessa, le proposte stesse e le risposte che l’assessore alla Mobilità, Liverani, mi ha trasmesso.

Proposta - “L’obbligo di circolazione nel solo senso di marcia verso Ravenna non è molto rispettato, in particolare da coloro che risiedono o prestano attività lavorativa nella stessa Sant’Alberto fino ai Tre Ponti o che si recano al crossodromo tramite uno stradello laterale. Essendoci in tale tratto tutta la larghezza necessaria per il doppio senso di marcia, ritengono infatti vessatorio, oltre che dispendioso e maggiormente inquinante, che siano imposti loro, per recarsi a casa, i lunghi tragitti alternativi della via Romea Nord o della via Canalazzo, che richiedono di percorrere successivamente la camionabile Romea Dir. Chi dai Tre Ponti va in auto verso Ravenna, se sa che vige il senso unico nella sua direzione, senza eccezioni, tende a ritenere che nessuno gli venga incontro, sottovalutando il rischio di collisione. Siccome tale tragitto, dalla rotonda Svezia ai Tre Ponti, ha la caratteristica di una strada a fondo chiuso, come del resto recita il segnale stradale posto all’altezza dell’intersezione con la vecchia via Sant’Alberto, che ne indica la chiusura per un chilometro, si potrebbe consentirne l’accesso da questo lato, fino ai Tre Ponti, ai veicoli di chi vi risiede o vi lavora o si reca al crossodromo”.
Risposta - “La proposta è condivisibile e si è pertanto provveduto ad avviare le procedure per l’adeguamento della segnaletica esistente (è necessaria la collocazione di alcuni pannelli integrativi ai segnali esistenti per rendere visibile all’utente delle strade la nuova regolamentazione e contestualmente l’emissione di una nuova ordinanza che contempli le nuove disposizioni). Pertanto a breve sarà contemplata e regolamentata tale possibilità”.

Proposta - “Sul lato ovest dei Tre Ponti in ricostruzione il tratto di carreggiata impedito alla circolazione potrebbe sostenere il passaggio delle biciclette o anche di altri veicoli a due ruote. Del resto, fino al 23 ottobre 2014, vi circolavano gli autoveicoli di ogni peso. Si verifichi la possibilità di  consentire a tali veicoli leggeri di percorrere l’intero tragitto fino alla rotonda sulla Romea Dir”.
Risposta - “…estremamente pericoloso (oltre che fisicamente impossibile) consentire il transito delle biciclette in direzione opposta a quella dei veicoli”.

Proposta - “L’illuminazione pubblica sull’intero tragitto è presente, con otto punti luce, solamente a cavallo dell’intersezione delle stesse vie Bisanzio e Sant’Alberto col vecchio tratto urbano di via Sant’Alberto (all’altezza delle case INA). Un testimone afferma che da qui provenisse Rosario. I tre lampioni stradali posizionati sull’intersezione erano funzionanti all’atto dell’incidente, gli altri cinque, immediatamente a ridosso, no. Erano spenti, in particolare, i quattro posizionati appena oltre l’intersezione verso i Tre Ponti, dove verosimilmente si trovava Rosario...Si deve migliorare il controllo sul funzionamento degli impianti di illuminazione esistenti”.
Risposta  - “Relativamente al controllo di funzionamento degli impianti per il rafforzamento dello stesso si è richiesto l’installazione di un sistema di telecontrollo che rafforzi il controllo dello stato manutentivo e tenga monitorato il funzionamento degli impianti segnalando direttamente ad un posto operatore le anomalie presenti, garantendo maggiore rapidità dell’intervento di ripristino”.

Quest’ultima risposta sembra riconoscere che i quattro lampioni spenti laddove presumibilmente si trovava Rosario all’atto dell’incidente avrebbero dovuto essere in attività. Più che ad un malfunzionamento collettivo (i tre collocati appena prima, sull’intersezione tra la via Sant’Alberto e la via Bisanzio, che Rosario aveva verosimilmente bypassato venendo dalle case INA verso i Tre Ponti, per recarsi a casa, a Savarna, erano accesi), c’è da pensare a problemi di corretta gestione del contratto di manutenzione? Questa risposta il Comune dovrebbe dare a chi indaga sui fatti sul piano giudiziario.

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ancisi: "Doppio senso dei veicoli tra Ravenna e i tre ponti in ricostruzione"

RavennaToday è in caricamento