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Accordo tra Eni e Cassa Depositi e Prestiti, "È la strada giusta per futuro della chimica “verde”"

Conclude Bessi: "Ancora una volta l'Emilia-Romagna sono il luogo dove si dimostra concretamente quanto sia possibile un nuovo paradigma industriale per questo Paese"

L’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, Fabrizio Palermo, e l’Amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato un accordo di collaborazione per l’identificazione e promozione congiunta tra Eni e Cdp di iniziative in Italia nell’ambito di economia circolare, decarbonizzazione e sostenibilità, da intraprendere anche tramite il rilancio di siti industriali. Le parti, inoltre, valuteranno congiuntamente iniziative a elevato impatto socio-economico e ambientale in Paesi in via di sviluppo, nell’ambito del settore energetico e del contrasto al cambiamento climatico.

"La firma dell’accordo tra Eni e Cassa Depositi e Prestiti è un’ottima notizia, come auspicavo da tempo, per il sistema industriale Italiano perché è l’ulteriore conferma del rilancio del suo polo chimico in modalità “sostenibile” - commenta il consigliere regionale Gianni Bessi -. Il caso di Ravenna, che nel mio piccolo ho sempre visto con estremo favore, è una buona notizia anche per il Paese perché dimostra che quando ci sono buoni progetti - e soprattutto quando c’è la volontà di investire - le cose si fanno e si fanno in maniera ottimale. Bloccare le attività produttive nascondendosi dietro a un ambientalismo di facciata è ipocrita e dannoso, per il mondo produttivo tanto quanto per l’ambiente e le persone. Sarebbe senz’altro meglio puntare su un vero ambientalismo attraverso produzioni industriali verdi pienamente inserite in un’economia circolare".

Conclude Bessi: "Ancora una volta l'Emilia-Romagna - e Ravenna in particolare - sono il luogo dove si dimostra concretamente quanto sia possibile un nuovo paradigma industriale per questo Paese. Un nuovo modo di fare industria che tuteli in primo luogo il benessere dei cittadini e dei territori e che contestualmente tracci una strada per difendere – cosa non meno importante -- una dimensione europea della chimica italiana. A breve si andrà a votare per rinnovare il parlamento continentale: questi sono i temi reali su cui i candidati dovranno confrontarsi. Quale sviluppo vogliamo per l’Italia? Quali settori dovranno sostenerlo e, cosa più importante, quanti posti di lavoro si riusciranno a creare?".

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