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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Minichini (LpRa): "L'acqua che sgorga dai nostri rubinetti contiene amianto?"

Sta spopolando sui social network il video del dott. Vito Totire, Presidente nazionale dell’Associazione Esposti Amianto. Il tema è il rischio per la salute contenuto nelle condutture dell’acqua in fibra di cemento-amianto. In particolare, Totire sostiene che i danni dall’amianto sono di natura sistemica, poiché gli apparati degli organi bersaglio sono numerosissimi. Da diversi decenni la Comunità scientifica mette in luce anche un impatto negativo dell’amianto sul sistema immunitario. Il quotidiano “Leggilanotizia.it” del 22 luglio 2013 riportò un articolo del dott. Totire, che citava un documento del ministero della salute: “L’esposizione mediante l’acqua potabile contaminata da fibre di crisotilo derivanti dalle tubazioni risulta essere la più ovvia via di esposizione all’asbesto (cioè l’amianto) per l’apparato gastrointestinale. Il tumore dello stomaco sembra essere la più frequente patologia del tratto gastrointestinale correlata all’esposizione all’asbesto e un incrementato rischio di tumore del colon e dell’ esofago è stato riportato in seguito all’esposizione all’asbesto”. Queste le dichiarazioni di Totire al quotidiano Il Tempo il 25 luglio 2013: “Quanto dobbiamo essere preoccupati? E’ consigliabile continuare a bere l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti? Un’acqua con tracce di fibre di amianto non solo comporta un rischio qualora venga bevuta ma è anche causa di inquinamento indoor. Una casalinga che lava i pavimenti con quell’acqua, sparge fibre che restano all’interno delle mura domestiche e nell’aria. Lo ripeto, l’acqua per essere considerata potabile deve essere indenne da tracce di amianto, seppur piccole. L’Aea (Agenzia Europea per l’Ambiente), in relazione agli attuali livelli di conoscenza scientifica sui danni causati alla salute dalla inalazione di fibre di amianto, sostiene che non esiste alcun livello minimo di soglia al di sotto del quale vi sia sicurezza, quindi la massima concentrazione accettabile di fibre deve essere zero”. Per quanto concerne Ravenna, risale al 1995 il rapporto dell’Università di Padova sull’acqua potabile che sgorgava, all’epoca, dai rubinetti delle utenze domestiche del ravennate. Il Carlino di allora così riportava: “Quell’amianto si può bere. Le fibre scoperte nelle reti Amga di Ravenna sono molto al di sotto dei limiti Usa”. (Allora, l’acqua potabile era distribuita nelle case dall’azienda municipalizzata AMGA). La scienza si è evoluta con tecniche di laboratorio sempre più sofisticate, ma ora nessuno dice che gli Usa dal 1980 al 2010 hanno ridotto a zero l’uso dell’amianto. Oggi, pertanto, c’è necessità di sapere in che condizioni sono le esistenti condutture in cemento-amianto che distribuiscono l’acqua nelle nostre abitazioni. Ad esempio, a Lido di Dante, che conosco a menadito, le condutture della prima lottizzazione, posate dal lottizzante oltre cinquant’anni fa, sono di questo materiale. Poiché è l’usura la causa principale del rilascio delle fibre da parte delle tubature di cemento-amianto, e tenuto conto che esse potrebbero comportare rischi per la salute umana, sia per ingestione sia per inalazione, ho formulato le seguenti richieste al sindaco di Ravenna, quale Autorità sanitaria locale: 1. ordini a Hera SpA di effettuare un censimento di tutta la rete di distribuzione dell’acqua destinata al consumo umano nel territorio comunale le cui condutture sono ancora in cemento-amianto, di verificarne lo stato di usura e di procedere alla loro sostituzione qualora necessario; 2. interessi i tecnici di ARPA della Regione Emilia Romagna per il prelevamento di campioni di acqua laddove è nota la presenza di tali condutture, specialmente quelle vetuste, da sottoporre a analisi di laboratorio con microscopio elettronico a trasmissione. Non si tratta di allarmismo, solo il diritto inalienabile della tutela della salute del cittadino garantito dalla nostra Costituzione. Pasquale Minichini - Lista per Ravenna Non si tratta di allarmismo, solo il diritto inalienabile della tutela della salute del cittadino garantito dalla nostra Costituzione.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Sta spopolando sui social network il video del dott. Vito Totire, Presidente nazionale dell'Associazione Esposti Amianto. Il tema è il rischio per la salute contenuto nelle condutture dell'acqua in fibra di cemento-amianto. In particolare, Totire sostiene che i danni dall'amianto sono di natura sistemica, poiché gli apparati degli organi bersaglio sono numerosissimi. Da diversi decenni la Comunità scientifica mette in luce anche un impatto negativo dell'amianto sul sistema immunitario.

Il quotidiano "Leggilanotizia.it" del 22 luglio 2013 riportò un articolo del dott. Totire, che citava un documento del ministero della salute: "L'esposizione mediante l'acqua potabile contaminata da fibre di crisotilo derivanti dalle tubazioni risulta essere la più ovvia via di esposizione all'asbesto (cioè l'amianto) per l'apparato gastrointestinale. Il tumore dello stomaco sembra essere la più frequente patologia del tratto gastrointestinale correlata all'esposizione all'asbesto e un incrementato rischio di tumore del colon e dell' esofago è stato riportato in seguito all'esposizione all'asbesto".

Queste le dichiarazioni di Totire al quotidiano Il Tempo il 25 luglio 2013: "Quanto dobbiamo essere preoccupati? E' consigliabile continuare a bere l'acqua che sgorga dai nostri rubinetti? Un'acqua con tracce di fibre di amianto non solo comporta un rischio qualora venga bevuta ma è anche causa di inquinamento indoor. Una casalinga che lava i pavimenti con quell'acqua, sparge fibre che restano all'interno delle mura domestiche e nell'aria. Lo ripeto, l'acqua per essere considerata potabile deve essere indenne da tracce di amianto, seppur piccole. L'Aea (Agenzia Europea per l'Ambiente), in relazione agli attuali livelli di conoscenza scientifica sui danni causati alla salute dalla inalazione di fibre di amianto, sostiene che non esiste alcun livello minimo di soglia al di sotto del quale vi sia sicurezza, quindi la massima concentrazione accettabile di fibre deve essere zero".

Per quanto concerne Ravenna, risale al 1995 il rapporto dell'Università di Padova sull'acqua potabile che sgorgava, all'epoca, dai rubinetti delle utenze domestiche del ravennate. Il Carlino di allora così riportava: "Quell'amianto si può bere. Le fibre scoperte nelle reti Amga di Ravenna sono molto al di sotto dei limiti Usa". (Allora, l'acqua potabile era distribuita nelle case dall'azienda municipalizzata AMGA). La scienza si è evoluta con tecniche di laboratorio sempre più sofisticate, ma ora nessuno dice che gli Usa dal 1980 al 2010 hanno ridotto a zero l'uso dell'amianto. Oggi, pertanto, c'è necessità di sapere in che condizioni sono le esistenti condutture in cemento-amianto che distribuiscono l'acqua nelle nostre abitazioni. Ad esempio, a Lido di Dante, che conosco a menadito, le condutture della prima lottizzazione, posate dal lottizzante oltre cinquant'anni fa, sono di questo materiale.

Poiché è l'usura la causa principale del rilascio delle fibre da parte delle tubature di cemento-amianto, e tenuto conto che esse potrebbero comportare rischi per la salute umana, sia per ingestione sia per inalazione, ho formulato le seguenti richieste al sindaco di Ravenna, quale Autorità sanitaria locale: ordini a Hera SpA di effettuare un censimento di tutta la rete di distribuzione dell'acqua destinata al consumo umano nel territorio comunale le cui condutture sono ancora in cemento-amianto, di verificarne lo stato di usura e di procedere alla loro sostituzione qualora necessario; interessi i tecnici di Arpa della Regione Emilia Romagna per il prelevamento di campioni di acqua laddove è nota la presenza di tali condutture, specialmente quelle vetuste, da sottoporre a analisi di laboratorio con microscopio elettronico a trasmissione. Non si tratta di allarmismo, solo il diritto inalienabile della tutela della salute del cittadino garantito dalla nostra Costituzione".

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