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Al via i test sierologici: "Ma i medici di base non sanno ancora come poterli prescrivere"

Ferrero (FdI): "Fino a martedì mattina ai medici di base non erano ancora arrivate le linee guida per poter prescrivere queste analisi"

Pronto il piano regionale sui test sierologici. Lunedì il via libera dalla Giunta, dopo il positivo confronto con le associazioni di rappresentanza dei medici di medicina generale. Confermato il no al fai da te per i privati cittadini, che potranno sottoporsi al test solo con prescrizione medica e a pagamento; a carico del sistema sanitario rimane invece il costo dell’eventuale tampone di verifica di positività.

"È da tempo che sostengo che per isolare e confinare il virus fosse necessario procedere con un’analisi a tappeto di tutta la popolazione per avere un’immagine chiara di chi è sano e di chi è infetto - commenta Alberto Ferrero, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia - Questo lo si sarebbe dovuto fare due mesi fa o quanto meno prima che il confinamento finisse. Ovviamente niente di questo è avvenuto, tuttavia, finalmente, da circa una settimana a questa parte la regione Emilia Romagna ha comunicato che, previa prescrizione del medico di base, a partire dall’12 maggio si sarebbe potuta fare richiesta per sottoporsi al test sierologico. È anche stato pubblicato un elenco di strutture presso le quali poter effettuare le analisi. Sembrerebbe esserci tutto, tranne un dettaglio, vale a dire che fino a martedì mattina ai medici di base non erano ancora arrivate le linee guida per poter prescrivere queste analisi. Purtroppo tutta questa situazione è stata gestita, ad ogni livello, in maniera dilettantesca e, neanche adesso con la riapertura, pare che qualcosa sia cambiato. Quale serietà c’è nello sbandierare una notizia che, mai come in questo caso, può essere definita di vitale importanza se poi, nel momento in cui tutto sarebbe dovuto essere pronto mancano le linee guida? Forse non è chiaro a tutti che non possiamo permetterci ritardi né per questa specifica situazione, né per altre. Ritardare vuole dire aggravare una situazione già critica, in cui il collasso economico è dietro l’angolo se non si provvede ora, sebbene si sia già oltre ogni limite di tolleranza e di decenza, a dare informazioni chiare, snellire quanto più possibile ogni laccio burocratico e aiutare interi settori senza i quali si creerebbe una desertificazione economica senza precedenti".

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