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Lunedì, 27 Maggio 2024
Politica

Alessandro Zan in Darsena per sostenere la legge contro l'omotransfobia: critiche dal centrodestra

Il Partito Democratico di Ravenna ospiterà l’onorevole Alessandro Zan per sostenere il Ddl a sua firma contro l’omotransfobia e la misoginia

Venerdì sera alle 21 il Partito Democratico di Ravenna ospiterà l’onorevole Alessandro Zan per sostenere il Ddl a sua firma contro l’omotransfobia e la misoginia. L’incontro, dal titolo “I love, i don’t hate”, si svolgerà sulla testata della darsena di Ravenna e vedrà la presenza del candidato sindaco Michele de Pascale e dell’eurodeputata Alessandra Moretti. In seguito all'annuncio dell'evento, non sono mancate le reazioni politiche da parte degli sfidanti di de Pascale.

"Anche in questa campagna elettorale, noi della comunità LGBTQI+ diventiamo il centro mediatico di una propaganda sinistroide focalizzata esclusivamente sull’apparire anziché sull’essere - commenta Dennis Casano, candidato di PrimaveRa Ravenna Ancarani sindaco - Siamo lieti di apprendere che l’onorevole Zan verrà ospitato dal Partito Democratico, nonchè da tutta la claque de Pascale, per promuovere il proprio arcinoto ddl contro l’omotrasnfobia e la misoginia; siamo quindi “commossi” dal fatto che il Partito Democratico sia “favorevole alla diffusione di cultura e tolleranza per tutelare il cittadino dalle discriminazioni” ma la verità è che bisogna passare dalle parole ai fatti. Troppo facile dare un titolo banale all’iniziativa, mettere “due cuori e un unicorno” a sigillo e passare per paladini della giustizia nei confronti di chi il pregiudizio lo vive ogni giorno, anche portando un carrello della spesa. E’ davvero deludente e amareggiante relegare i colori arcobaleno a bandiera elettorale, pulendo le coscienze di coloro che, governando la città, avrebbero potuto fare molto di più che gridare slogan e appoggiare “leggi manifesto” o gridando alla tolleranza, finiscono per diventare paladini degli intolleranti. I diritti non hanno colore politico, tuttavia ci sono colori politici che fanno dei diritti un semplice strumento colorato e folkloristico per attaccarsi medagliette al valore - senza però dare concretezza alcuna alle reali esigenze della comunità LGBTQI+ - e chi invece, vivendo sulla propria pelle le problematiche quotidiane, suggerisce concrete soluzioni per alleggerire il peso sulle spalle di tutti coloro che vivono nel disagio di una società che non sempre accetta le diversità".

"Grazie ad Alberto Ancarani e a PrimaveRa Ravenna mi è stato dato modo di far sapere ai cittadini che la comunità LGBTQI+ non ha nessuna intenzione di vivere autoghettizzata e trincerata dietro ad un “colore politico” - continua Casano - tuttavia, molto lucidamente, non si sottovalutano affatto le problematiche concretamente esistenti di discriminazione e violenza su di essa perpetrati, soprattutto sui cittadini adolescenti e molto giovani. Per questo motivo abbiamo in programma una serie di iniziative atte ad aiutare chi soffre e vive nel disagio. In primo luogo abbiamo intenzione di istituire uno sportello di sostegno psicologico a giovani ed adolescenti presso l’attuale Informagiovani, presieduto da professionisti ed esperti, al fine di poter offrire un supporto costante sul territorio, anche in forma totalmente anonima. Riteniamo anche che, così come esiste una “Linea Rosa”, che svolge un lavoro encomiabile in favore delle donne da anni, anche in convenzione con il comune, debba essere implementato, in collaborazione con essa, un supporto 24 ore su 24 e un aiuto concreto, anche tramite alloggi-rifugio in caso di “chiusura porte in faccia” da parte delle famiglie, nei confronti di coloro che si ritrovano vittime di bullismo, discriminazione e/o violenza a causa del proprio orientamento sessuale. Intendiamo altresì intensificare, nell'ambito della formazione continua della Polizia locale, le attività formative volte alla prevenzione della discriminazione, affinchè gli agenti possano essere sempre pronti ad affrontare situazioni nelle quali serva una competenza specifica. Infine, sarà nostra cura istituire una Consulta con le rappresentanze LGBTQI+ del territorio, al fine di integrare, nel piano dell’offerta formativa extra curricolare, attività di sensibilizzazione contro le discriminazioni, le quali si tradurrebbero in iniziative all’interno degli istituti scolastici svolte esclusivamente da tecnici e professionisti di settore quali medici, psicologi, psichiatri e rappresentanti di forze dell'ordine e istituzioni. Non sarebbe difficile affrontare una problematica attuale, e sempre più importante, con risposte reali e concrete, senza passare attraverso proclami, vocali diversificate, e arcobaleni un tanto al chilo, ma, evidentemente, entrare nel merito delle questioni, è stato fino ad oggi meno utile politicamente rispetto a sventolare bandierine ed il sottoscritto, come attivista LGBTQI+ che non teme di definirsi di centrodestra, intendo impegnarmi per portare avanti proprio questo: la concretezza e le soluzioni".

"L'onorevole Zan e Ciro Di Maio, presidente Arcigay Ravenna, non hanno accolto la nostra proposta di un dibattito pubblico nel merito del disegno di legge - commentano invece dal Popolo della Famiglia - Il Partito Democratico ha scelto una strada tutt’altro che democratica rispetto alla proposta di confronto: impossibilitati nel poter organizzare un sit in informativo in Darsena (causa permesso di occupazione di suolo pubblico non concesso) abbiamo sperato che l’onorevole Zan o Di Maio in rappresentanza dell’Arcigay locale (e candidato in una dalle liste a sostegno di Michele De Pascale) accettassero l’invito. Speranza caduta purtroppo nel vuoto. Siamo pronti a promuovere noi, prima della fine della campagna elettorale, un evento-dibattito sul ddl Zan in città e chiederemo la presenza di un vostro rappresentante: ce la negherete anche questa volta?”.

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