Mercoledì, 19 Maggio 2021
Politica

Alla Lega non piace la nomina di Lista per Ravenna: "La coalizione di centro-destra non esiste più"

E' quanto annuncia il consigliere del Carroccio Learco Vittorio Tavoni, a seguito della nomina di Gianfranco Spadoni a vicepresidente di Lista per Ravenna

"A Ravenna la coalizione di centro-destra formata da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lista per Ravenna non esiste più". E' quanto annuncia il consigliere del Carroccio Learco Vittorio Tavoni, a seguito della nomina di Gianfranco Spadoni a vicepresidente di Lista per Ravenna, il cui capogruppo è Alvaro Ancisi. "La lista si posiziona a sinistra, accanto al Pd, dal momento che Spadoni è stato eletto, due anni fa, consigliere provinciale nella lista "Insieme per la Provincia De Pascale presidente" - spiega Tavoni - Il 21 ottobre 2016 De Pascale, in quanto Presidente della Provincia, ha conferito ad alcuni consiglieri della sua lista specifiche Deleghe Politiche ed Amministrative. A Spadoni ha attribuito la delega agli affari generali ed istituzionali: un incarico che ha svolto continuamente fino alla scadenza del mandato, avvenuta il 31 ottobre 2018. E’ chiaro quindi che Spadoni ha fatto parte della squadra di De Pascale, e quindi del Pd, in Provincia. Non solo, ma la collocazione a sinistra di Spadoni è ulteriormente testimoniata dalla sua candidatura alle recenti elezioni politiche, del marzo 2018, per la Camera dei Deputati nella Lista di Centro Sinistra e alleata al Pd di De Pascale, denominata “Civica popolare Lorenzin"".

"E’ evidente - insiste il consigliere - che ora Lista per Ravenna si è posizionata nel centro-sinistra. Questo è un fatto politico che non può essere ignorato e che determina la definitiva rottura fra la coalizione di centro-destra e Lista per Ravenna. Di conseguenza, per serietà e credibilità nei confronti dei cittadini ravennati, Lista per Ravenna non potrà più far parte di una coalizione di centro-destra".

La replica del centro-destra

La replica dei consiglieri del centro-destra ravennate non si è fatta aspettare. "Proponendo la candidatura di Massimiliano Alberghini a candidato sindaco nelle elezioni del giugno 2016, la coalizione Lega Nord-Lista per Ravenna-Forza Italia ha per la prima volta costretto al ballottaggio la compagine di sinistra, sfiorando poi, per appena il 2,5% dei voti, il risultato storico di mandare a casa il Pd - spiegano lo stesso Alberghini, Alberto Ancarani di Forza Italia, Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna e Samantha Gardin di Lega Nord - La stessa coesione e la stessa unità d’intenti animano e addirittura rafforzano tutte le forze della coalizione nell’esercizio del ruolo di massima opposizione alla Giunta De Pascale, con la comune volontà di riproporsi agli elettori, al termine del mandato 2016-2021, o anche prima qualora il sindaco maturasse l’esigenza di dimettersi, come asse stavolta vincente per l’agognato radicale rinnovamento del governo cittadino. Punto di riferimento istituzionale dei reciproci rapporti sono i gruppi consiliari del Comune di Ravenna, rappresentati dai relativi capigruppo in sintonia coi vertici politici dei rispettivi movimenti. È semplicemente scorretto, oltreché insensato, che il consigliere Tavoni pronunci dichiarazioni che contrastano tale volontà. Le accuse di “sinistrismo” rivolte da Tavoni a Gianfranco Spadoni sono un mero pretesto, evidentemente “suggerito” da chi intende solo inquinare la compattezza della nostra coalizione. Spadoni, da sempre e tuttora uno dei più qualificati oppositori alle amministrazioni di sinistra della nostra città, concorre a pieno titolo alla battaglia del cambiamento, avendovi partecipato attivamente anche nelle elezioni del 2016. Tavoni non dovrebbe dimenticare che la lista di opposizione a cui si è associato in consiglio comunale, in contrapposizione con il proprio gruppo della Lega Nord, e dalla quale riceve maldestre ispirazioni, ha contribuito a far vincere De Pascale".

La replica di Morrone (Lega Nord)

"Né scomuniche, né posizioni pregiudiziali. Richiamo tutti a riflettere sulle parole e, soprattutto, invito a un dialogo costruttivo nelle sedi appropriate". Così commenta il botta e risposta tra i consiglieri Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna. "Non appena eletto alla segreteria nazionale ho inteso caratterizzarla con l’ascolto e il confronto diretto - spiega Morrone - Non ci sono spazi per solisti, ma neppure per ostracismi ingiustificati. La nostra alleanza con le forze politiche di provata opposizione al Pd e a coalizioni da esso formate è solida. E su questo credo non ci siano dubbi. Con questa alleanza e con il candidato sindaco Massimiliano Alberghini siamo riusciti, dopo 23 anni di elezioni dall’esito scontato, a far barcollare una delle più solide ‘roccaforti’ del Pd. Anche il risultato del ballottaggio, pur non accordandoci la vittoria, ci ha dato soddisfazione e prospettive rilevanti per il futuro. E’ da qui che dobbiamo partire. Anche aprendoci a nuove alleanze, ma sempre tenendo la barra dritta su un progetto politico e amministrativo alternativo a quello della sinistra in genere. Il nostro obiettivo è andare ad amministrare bene comuni per troppi anni nelle mani di un’unica compagine politica che ha malgovernato. Per ottenere questo risultato, dobbiamo essere più credibili e più attenti e presentare proposte ai cittadini sagge e utili, più efficaci e quindi alternative alle decisioni delle attuali amministrazioni. Questa è la missione che in prima persona mi sono assegnato e che ho condiviso con gli amministratori e i militanti locali della Lega. La stessa che propongo a tutti coloro che intendono percorrere insieme a noi questo cammino. Porte aperte, quindi, e massima serietà e coerenza, senza perdere tempo in sterili diatribe".

La replica di Ancisi (Lista per Ravenna)

"Non risponderò agli attacchi di Tavoni della Lega Nord, a cui mi sono sempre rivolto in amicizia, ricevendo condivisione alle mie iniziative e battaglie. Ma che il problema politico da lui sollevato non esista l’ha detto il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone, l’unico che ne abbia l’autorità nel partito - replica Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna - Tavoni ha ragione solo a “non considerare di centro-destra” la nostra lista. Lo dice il nostro statuto: siamo “una lista civica che si esprime come libero movimento”; e siamo alleati del centro-destra senza essere di nessuno, perché perseguiamo “una migliore amministrazione di Ravenna e del suo territorio rinnovando nelle sue basi culturali il governo della città”: siamo per questo riconosciuti ovunque come l’opposizione più strenua e insieme qualificata, diffusa su tutto il territorio, ai governi locali di sinistra. La politica nazionale è totalmente fuori dal nostro orizzonte civico, né condiziona alcunché del nostro agire. Sostenere inoltre che, sia pure a titolo personale e non certo nella politica locale, qualcuno di Lista per Ravenna sia “nell’area di centro-sinistra” è roba da fantascienza per chi segue i fatti. Ma Tavoni dice anche molte falsità. Io non sono mai stato di centro-sinistra neppure come partito, essendo stato sempre ancorato al centro, dalla DC fino all’UDC, peraltro distaccandomi dalla politica militante di partito ancor prima del 2016. Nelle elezioni del 2013, l’UDC non era certo alleata del PD, come dice Tavoni. È falso che io sia stato “eletto in quota centro-sinistra negli organi dell’Anci”, avendo corso con l’UDC all’ultimo congresso associativo del 2014; e sono stato designato dal Governo per conto dell’Anci, come tutta la delegazione italiana, nel Comitato delle Regioni d’Europa, dove faccio parte del gruppo Popolare, non certo del centro-sinistra. Lo scandalo del buco da 10 milioni del Consorzio socio-sanitario nel 2010 fu un mio personale cavallo di battaglia. Se c’è stato un processo penale si deve alla mia iniziativa. Essere stato presidente della commissione comunale d’indagine, che spetta all’opposizione, è servito perché alla relazione finale della maggioranza si sia contrapposta la relazione di opposizione da me scritta, su cui si è incentrata l’indagine giudiziaria. Ma di cosa stiamo parlando? Se c’è uno a Ravenna che ha più volte mandato a giudizio in Tribunale o alla Corte dei Conti esponenti dei governi locali costui è solo il sottoscritto, il quale, solamente negli ultimi tre anni, ha ricevuto, per aver fatto l’opposizione, due querele archiviate e una causa civile, con richiesta per quasi due milioni di euro di danni, vinta. Davvero si pensa che la gente di Ravenna possa credere a ogni favola solamente che sia grossa? Davvero si pensa di darsi la patente di “vero” oppositore, tra i troppi che non la fanno, solamente sparando fuoco amico a chi veramente la fa?".

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