Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Alta velocità e stazione unica 'Città di Romagna': la politica si divide sul progetto ferroviario

Reazioni discordanti accolgono il progetto di Confindustria per l'alta velocità romagnola. C'è chi lo appoggia e chi lo boccia

Non tardano ad arrivare le reazioni del mondo politico rispetto al progetto presentato giovedì sera a Milano Marittima da parte di Confindustria che prevede una nuova linea ferroviaria per l'alta velocità con una stazione unica 'Città di Romagna'. E subito saltano fuori le divergenze fra le varie fazioni politiche.

Mingozzi (Pri): "Buon senso nella proposta di Confindustria"

"Le problematiche ancora da risolvere per migliorare i collegamenti ferro e gomma della Romagna nel contesto europeo sono molte; quelle rivolte al mercato turistico e commerciale delle tre provincie, a partire dagli incrementi della movimentazione nel porto di Ravenna e dall'afflusso turistico sono le più urgenti, nuova Romea in testa - afferma il repubblicano Giannantonio Mingozzi - Lo studio sull'Alta Velocità Città Romagna presentato da Confindustria offre indicazioni molto utili e piene di buon senso, a partire dalla necessità che la Romagna venga inserita nel contesto dell'alta velocità ferroviaria della dorsale adriatica e non ne venga costantemente esclusa; ma anche l'unita della Romagna al di sopra dei campanili, l'interesse comune che lega tutti i territori per sveltire i tempi e ammodernare le infrastrutture è un richiamo condivisibile, che ad esempio ha ben funzionato in questi trent'anni di importanti e comuni insediamenti universitari. Una sfida, conclude Mingozzi, che portata a termine con una nuova stazione TAV che coniugasse i capoluoghi sarebbe un incentivo anche per proseguire una politica romagnola innovativa e condivisa su E55, areoporti, ambito portuale e conseguente crescita industriale".

Pitrelli (Psi): "Si va a creare una cattedrale nel deserto"

"Per quanto condivisibile l’approccio per cercare di trovare una soluzione al problema del traffico ferroviario romagnolo, è evidente che questo progetto presenta varie criticità - lo sostiene Francesco Pitrelli, segretario provinciale del Partito Socialista Italiano - Innanzitutto, con questo progetto si andrebbe a creare una cattedrale nel deserto nel tentativo di non scontentare i capoluoghi di provincia, col risultato di non accontentarne neanche uno. Questo progetto, poi, non tiene minimamente conto del tessuto ferroviario romagnolo, considerando come stazioni intermodali Forlì e Cesena, ma escludendo la stazione che di fatto ha più collegamenti non solo con la Romagna, ma anche con la Toscana, ovvero Faenza, essendo posta sulla linea Bologna-Rimini, avendo un collegamento con Ravenna e Rimini lungo la costa, con Lugo fino a Lavezzola e con Firenze. La stazione della città manfreda ha il potenziale giusto per essere il punto di riferimento per tutto il bacino della parte nord della Romagna, lasciando a Rimini la parte sud. Inoltre, Faenza si trova perfettamente a metà fra Bologna e Rimini garantendo una buona performance ai treni di alta velocità". 

"Questo potenziale - prosegue Pitrelli - farebbe sì che si debba costruire solo la nuova linea di Alta Velocità, senza costruire nuovi collegamenti, perché basterebbe potenziare quelli che esistono già. È evidente, poi, che la provincia di Ravenna sarebbe fortemente penalizzata da questo progetto, perché non ci sarebbe nessun collegamento diretto che invece Faenza garantirebbe per un bacino decisamente più ampio. 
Noi socialisti della provincia di Ravenna, unitamente a Forlì, Cesena e Rimini, esattamente un anno fa abbiamo presentato un progetto per le ferrovie romagnole che riusciva a trovare una sintesi per migliorare e potenziare i servizi abbandonando i campanilismi, con l’individuazione appunto di Faenza e Rimini come stazioni dell’Alta Velocità, con la richiesta di progettare la linea di Alta Velocità della costa Ferrara-Ravenna-Rimini e di organizzare una Conferenza Romagnola per il Coordinamento della Viabilità Ferroviaria per tutti i sindaci delle tre province romagnole, come luogo per il confronto fra i vari enti romagnoli e per prendere decisioni in merito guardando l’interesse comune di tutta la Romagna, tra le tante proposte fatte. Non abbiamo mai ricevuto un riscontro".

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