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Domenica, 14 Agosto 2022
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"I tre misteri della moschea": Ancisi (LpRa) scrive al sindaco

Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, non parteciperà all'inaugurazione della moschea di Ravenna, la seconda più grande d'Italia

Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, non parteciperà all'inaugurazione della moschea di Ravenna, la seconda più grande d'Italia, "non per alcun pregiudizio, tanto meno religioso, ma perché, dopo le violazioni di legge compiute sulla destinazione urbanistica dell’area Bassette per insediarvi tale complesso religioso, messe in luce e contrastate con ogni mezzo lecito da Lista per Ravenna, gravano sulla moschea tre misteri".

Ancisi, rivolgendosi al sindaco Fabrizio Matteucci, ricorda che al’atto del rilascio del permesso di costruire, avvenuto il 14 gennaio 2010, l'ex assessore all'urbanistica Gabrio Maraldi affermò <confermo che le dimensioni dell’edificio consentono una capienza di 230 persone, compatibile sia con l’area destinata alla preghiera che con il numero di posti auto>."Le norme urbanistiche - illustra Ancisi - imponevano che il rilascio del permesso fosse sottoposto ad una <verifica di compatibilità con le attività limitrofe>, in ragione della quale il mobility manager, ingegner Milia (successivamente lasciato a casa contro la sua volontà, unico dirigente nella storia del Comune), considerando che la moschea dispone di soli 50 posti auto di parcheggio e che in tutte le strade delle Bassette vige il divieto di sosta in quanto extraurbane, condizionò la compatibilità dell’insediamento, <per evitare fenomeni di sosta illegittima lungo le carreggiate o l’occupazione di spazi indispensabili per le altre attività…a che la ricettività del Centro sia limitata…a circa 200 unità>".

"Lista per Ravenna - prosegue Ancisi - dimostrò che la capienza effettiva degli spazi di preghiera, considerata la genuflessione tipica di questo culto, era di almeno 830. L’8 agosto scorso, dopo la festa per la fine del Ramadan, il presidente dell’associazione che ha costruito la moschea ha dichiarato: <eravamo più di mille, alcuni si sono dovuti mettere a pregare fuori>. "Tutto normale?", si chiede il leader della lista civica.

"Sulle vie Di Vittorio, Rossa e Bacci, strade principali, di penetrazione e attraversamento delle Bassette da e verso il distretto chimico/portuale, perciò percorse da molto traffico pesante, che comprende autoarticolati di grandi dimensioni, tutte le aziende non hanno  potuto e non possono avere, per ragioni di sicurezza, accessi carrabili, ammessi solo nelle trasversali - illustra Ancisi -. Le aziende alle Bassette sono in casa propria e a tutte accede molto meno che un migliaio di persone coi relativi veicoli. Alla moschea, ospite giocoforza delle Bassette, è stato concesso di costruire, sul lato di via Rossa, due grandi accessi carrabili. Tutto normale?".

Prosegue Ancisi: "Proprio perché alle Bassette non si può sostare sulle strade, il regolamento dell’area impone su tutte quelle interne, trasversali a quelle principali, <una fascia di m 6 destinata a parcheggio privato di uso pubblico. Su dette aree l’amministrazione si riserva di localizzare le reti tecnologiche secondarie di servizio ai lotti. In qualsiasi momento, per esigenze di servizio, potranno essere occupate per le operazioni di manutenzione e riparazione delle suddette aree>. Tutte le aziende, dunque, sono state obbligare ad arretrare di almeno 6 metri dal limite delle strade su cui hanno gli accessi, destinando tale spazio della loro concessione a parcheggio non proprio e della propria clientela, ma pubblico".

"Peraltro - precisa Ancisi - il codice della strada e relativo regolamento prescrivono che su queste strade (di tipo F), sia posta una distanza delle proprietà laterali dal confine stradale di almeno tre metri; <l'eventuale cancello…dovrà essere arretrato allo scopo di consentire la sosta, fuori della carreggiata, di un veicolo in attesa di ingresso”; sia possibile “l’accesso ad un’area laterale idonea allo stazionamento o alla circolazione dei  veicoli”; “qualora l'accesso alle proprietà laterali sia destinato anche a notevole traffico pedonale, deve essere prevista una separazione dell'entrata carrabile da quella pedonale>. Sul lato via Bondi, la recinzione e un terzo grande cancello carrabile della moschea sono a filo di strada. Tutto normale?"'eventuale>

Conclude Ancisi: "Non si tratta,  ancora una volta, di impedire alla comunità islamica di professare il proprio culto a Ravenna, ma di non accettare che, in nome di questa libertà, i vecchi “padroni” di questa città gliene impongano dei nuovi per i quali le leggi dello Stato italiano non esistono".

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