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Ambiente, Rontini (Pd): "Evitare che l'economia circolare sia un boomerang"

Per la consigliera "appare fondamentale mantenere alta l’attenzione verso il settore dell’economia circolare, soprattutto in un periodo di forti incertezze e grandi cambiamenti come quelli attuali dovuti alla pandemia"

Cosa pensa di fare la Regione perché l'economia circolare sia davvero un'opportunità di crescita sostenibile per il nostro territorio e non sia un boomerang alla luce della crisi post coronavirus? A chiederlo, in un'interrogazione alla Giunta, è la consigliera Manuela Rontini (Pd), che ricorda come "la Regione Emilia-Romagna ha scelto di raggiungere obiettivi importanti, in alcuni casi più ambiziosi di quelli proposti dalla Comunità europea, quali la riduzione del 20-25% della produzione pro-capite di rifiuti urbani, la raccolta differenziata al 73%, il riciclaggio di materia al 70%: in virtù del raggiungimento di questi valori, nel nostro territorio sarà contenuto il ricorso alle discariche e mantenuta l'autosufficienza regionale per lo smaltimento".

Per la consigliera "appare quindi fondamentale mantenere alta l’attenzione verso il settore dell’economia circolare, soprattutto in un periodo di forti incertezze e grandi cambiamenti come quelli attuali dovuti alla pandemia, che ha dapprima bloccato, e ora fortemente frenato, l’intera economia nazionale e regionale, modificando stili di vita, consuetudini e priorità da parte della popolazione. La stessa operatività delle aziende, anche quelle del settore dell’economia circolare, è stata fortemente condizionata dalle misure di contenimento del virus e - sottolinea la dem - pesanti ripercussioni si rischiano sia in conseguenza della situazione determinatasi durante il lock down che in futuro, per via dell’attuale difficoltà nel progettare e realizzare nuovi processi di recupero, visto il dubbio, avanzato da alcune aziende del settore, che si sia di fronte a un possibile irrigidimento del sistema che potrebbe portare a ritardi e, nella peggiore delle ipotesi, alla non realizzazione di quegli impianti necessari al raggiungimento degli obiettivi, ben più ambiziosi della maggior parte delle altre Regioni italiane, di riciclaggio dei rifiuti e di recupero di materia previsti dal Piano dei rifiuti".

Da qui l'atto ispettivo per sapere dall'esecutivo regionale "quali azioni abbia messo in campo, o intenda mettere in campo nei prossimi mesi, per evitare che l’opportunità offerta dalle Linee guida Snpa si trasformi in un boomerang sul sistema impiantistico della nostra regione, ingessandolo e provocando ritardi o, addirittura, rinunce a investire da parte degli operatori del settore; se la Giunta abbia previsto sistemi di ‘accompagnamento’ e facilitazione dell’interpretazione e applicazione delle Linee guida per le aziende già ora impegnate in percorsi di ampliamento o di nuova realizzazione di impianti che potrebbero trovarsi disorientate e quindi penalizzate dalla modifica delle procedure a ‘pratica in corso’; se ritenga opportuno promuovere momenti di confronto tecnico fra i soggetti privati protagonisti di questo settore con i soggetti tecnici regionali, preposti alla valutazione e autorizzazione delle procedure e dell’impiantistica, anche in virtù della complessità normativa, più volte modificata negli ultimi anni, che ha portato Snpa a dover redigere apposite Linee guida anche sull’End of Waste".

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