Ambiente, Zamboni (Europa Verde): "No all'ampliamento della cava di Monte Tondo"

La risposta dell’assessora Lori ha chiarito che la domanda avanzata da Saint-Gobain è motivata dal rischio di cessazione dell’attività in un breve periodo se verrà mantenuto l’aerale esistente

"È compatibile la richiesta avanzata dalla multinazionale Saint-Gobain di ampliamento della cava di monte Tondo, che sorge tra i comuni di Casola Valsenio e Riolo Terme, in una zona contigua al parco regionale della Vena del gesso romagnola, con l’ambiente naturale della zona? E ancora, come valuta la Regione la richiesta di ampliamento dell’area di cava? La Giunta intende poi avvalersi delle competenze specifiche della Federazione speleologica regionale per appoggiare la richiesta di sottoporre a tutela Unesco anche questo sito nella zona diffusa dei fenomeni carsici nelle evaporiti regionali?". Sono i quesiti rivolti alla Giunta da parte di Silvia Zamboni di Europa Verde che riguardano - ricorda la consigliera - “la più grande area di estrazione di gesso di tutta l’Europa, che ha già arrecato gravi danni all’ambiente su cui insiste”.

Zamboni, con questa interrogazione, vuole capire come si possa armonizzare la richiesta di ampliamento della cava e del polo unico regionale attualmente in essere con lo studio compiuto dalla regione nel 2001 nel quale si definivano compiutamente il tipo di attività estrattiva e il quantitativo di materiale da asportare, soprattutto in considerazione “dell’impatto ambientale devastante in una delle zone di maggior interesse naturalistico della nostra regione”.

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La risposta dell’assessora Lori ha chiarito che la domanda avanzata da Saint-Gobain è motivata dal rischio di cessazione dell’attività in un breve periodo se verrà mantenuto l’aerale esistente e che la Regione farà partire entro breve un’accurata verifica tecnica per dare una risposta alla multinazionale. Dell’organismo faranno parte la Regione, Arpae, la Provincia di Ravenna, l’Ente Parchi e Biodiversità Romagna e l’Unione della Romagna faentina e dovrà raccogliere tutti i dati ambientali e socio-economici esistenti per produrre una serie di scenari “sia sull’attività della cava che sulla sistemazione finale dell’area”. Nella fase del recupero dei dati per definire in maniera dettagliata la situazione esistente - ha poi concluso l’assessora Lori - “saranno ovviamente raccolti i contributi di tutti i soggetti interessati”. Zamboni si è detta soddisfatta delle risposte ottenute, sia per il percorso partecipativo proposto che per l’interesse della Giunta, ma ha assicurato la sua vigilanza su “una zona già fortemente compromessa da un punto di vista ambientale”.

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