Ancarani attacca Don Ugo: "Indecente concedere di nuovo la parrocchia per la Festa del Pd"

"Quest'anno la cosa è ancora più grave perché si tratta di un evento in piena campagna elettorale, volto a sostenere un candidato sindaco".

Alberto Ancarani

“Non c’è limite all’indecenza”. Alberto Ancarani, capolista di Forza Italia alle prossime elezioni comunali, con una nota torna all’attacco di Don Ugo, reo di aver concesso l’area parrocchiale per lo svolgimento della Festa del Pd a Roncalceci. “Purtroppo negli anni mi sono scoperto troppo ottimista. E dire che dovrei avere imparato che quando si può ripetere un errore, soprattutto facendo politica, lo si ripeterà - prosegue l'esponente azzurro -. E' il caso di Don Ugo, che ormai evidentemente indeciso se essere prete o attore politico, dopo aver concesso lo scorso anno la totalità dei locali della parrocchia di Roncalceci per la Festa del Pd, e non aver esitato a definire il sottoscritto 'mezza testa' di fronte a microfoni e telecamere della Rai, pare aver deciso di gettare totalmente la maschera schierandosi apertamente con il candidato De Pascale in vista delle prossime elezioni amministrative".

"E' infatti nuovamente prevista per il prossimo weekend negli stessi locali parrocchiali una ulteriore edizione dello stesso evento, cioè quella 'Festa democratica delle Ville disunite' (o festa dell’Unità) che il sottoscritto trova indecoroso e irrispettoso per quei fedeli che abbiano altra opinione politica, venga ospitata in una location così simbolicamente importante - continua Ancarani -. Ancora una volta, evidentemente vergognandosene più il Pd stesso del parroco, la scelta della locandina pubblicitaria per identificarne il luogo di svolgimento è quella di limitarsi a specificare una strada con il suo numero civico, cosa che in genere nelle locandine è rara per la difficoltà di far leggere e ricordare un numero civico a chi legge di sfuggita. Insomma neppure il Pd ha il coraggio di invitare chiaramente i suoi militanti 'nei locali parrocchiali', non si sa se per non turbare troppo qualche vecchio compagno ancora mangiapreti o per mero pudore".

"Vero è che quest'anno la cosa è ancora più grave perché si tratta di un evento in piena campagna elettorale e chiaramente volto a sostenere un candidato sindaco, ovvero quello sostenuto dal Pd. Purtroppo tutta la città non ha molti dubbi sulle preferenze politiche di Don Ugo ma questo modo di comportarsi è totalmente contrario a quello che dovrebbe mantenere un pastore di anime - aggiunge -. È del tutto irrilevante infatti che la maggior parte dei parrocchiani di Roncalceci siano teoricamente elettori del Pd. Resta il fatto che arrivare al punto di concedere i locali parrocchiali direttamente al Pd per una festa di tre giorni è inaudito. E anche se ciò viene motivato con un corrispettivo in denaro alla parrocchia “per il disturbo”, la gravità della cosa non si modifica di un millimetro, alla luce dell’identificazione simbolica che ne deriva fra la parrocchia e un partito politico".

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"Mi chiedo, di nuovo prima da cattolico - benché di quelli che non fanno del proprio intimo credo un motivo per essere votati - poi da persona impegnata nella cosa pubblica dalla parte opposta a quella del Pd e vecchio frequentatore proprio di quella chiesa - conclude -. A che punto siamo arrivati? Non vi è più alcun rispetto per cattolici che la pensano diversamente dalla linea politica del Pd a Roncalceci e non solo?  Mi sono forse perso qualcosa e non mi sono accorto che il Pd sia stato ufficialmente dichiarato il partito ufficiale dei cattolici, pena la scomunica? Ancora una volta invoco una presa di distanza netta da parte della Diocesi di Forlì-Bertinoro, di cui la parrocchia di Roncalceci fa parte. Se anche non dovesse arrivare il necessario stop, il primo a dover trovare imbarazzante una simile ospitalità dovrebbe essere proprio Michele De Pascale. Ma per raccattare voti ormai si è evidentemente disposti a tutto”.

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