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Anche Bagnacavallo spegne i lampioni, Zini (Gruppo Misto): "Le scelte del Pd lasciano al buio i cittadini"

"Dovrà ritenersi responsabile il sindaco per qualsiasi incidente stradale o reato commesso nelle ore di buio, in quanto è tenuto a rispondere della sicurezza dei cittadini e questa scelta della Giunta va esattamente nella direzione opposta"

Da ieri, lunedì 7 novembre, a Bagnacavallo come negli altri comuni della provincia è iniziato un piano di contenimento della spesa energetica per l'inverno 2022-2023, che prevede un progressivo spegnimento dell’illuminazione pubblica tra le 00.30 e le 5 del mattino nelle aree extraurbane e dall'1 alle 5 nei centri abitati. "Si tratta di una misura assolutamente necessaria per contenere i costi dovuti al caro energia e continuare a garantire i servizi pubblici alla cittadinanza - spiega la sindaca Eleonora Proni - Frutto di un lungo percorso di condivisione, la misura comporterà un risparmio tra il 30 e il 40% nelle bollette del Comune e ci aiuterà a salvaguardare gli equilibri di bilancio. Accanto a questo sarà naturalmente fondamentale che il Governo metta in campo azioni ben più ampie per superare la crisi internazionale che ha innescato l’escalation dei prezzi. Come Amministrazione abbiamo da tempo avviato un percorso di riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica, che continueremo a portare avanti assieme ad azioni di sensibilizzazione su comportamenti sostenibili a partire dagli uffici ed edifici comunali".

Per quanto riguarda nello specifico il territorio comunale di Bagnacavallo, lo spegnimento partirà in maniera progressiva. I tecnici del Comune sono al lavoro assieme alla ditta che si occupa dell’illuminazione per armonizzare i vari impianti che presentano differenti caratteristiche e quindi non consentono un intervento omogeneo e immediato su tutto il territorio. "Siamo consapevoli che non tutto potrà funzionare alla perfezione sin dall’inizio, per questo chiediamo la collaborazione di tutti segnalandoci eventuali disguidi che cercheremo di risolvere il più velocemente possibile", conclude la prima cittadina. Per qualsiasi segnalazione e informazione è possibile rivolgersi all’Urp del Comune

“Dopo Russi, anche a Bagnacavallo è arrivato il coprifuoco. Probabilmente era dalla guerra che non si spegnevano le luci della città per decreto. Politicamente ed economicamente, gli errori del Pd (locale e nazionale) lasciano al buio i cittadini”: commenta così la scelta della giunta comunale Enrico Zini, consigliere del gruppo misto. "Il consiglio comunale è stato tenuto all’oscuro di tutto e avvertito a giochi fatti, dimostrando ancora una volta la poca apertura al dialogo da parte della giunta Proni, nonostante avessi espressamente richiesto di informare il consiglio prima di una decisione così importante. Infatti, ieri si è svolta la riunione dei capigruppo dove il Ssndaco e l’assessore Ravagli hanno spiegato le modalità di spegnimento: ad un certo punto si scopre che lo spegnimento sarebbe avvenuto la sera stessa della riunione (ieri) e che la decisione era stata presa il venerdì precedente e ancora non pubblicata. E' ovvio che mi sarei aspettato, quantomeno per buona prassi, una copia della delibera in anteprima per poter fare domande pertinenti o proposte; invece, come spesso accade, la “buona prassi” collaborativa tra Giunta e consiglieri non c’è. Ci si chiede come uno spegnimento previsto per 6 mesi (fino a maggio 2023) sia stato preso con un’ordinanza ad immediata eseguibilità e non si sia aspettato l’iter per gli atti ordinari che prevede la pubblicazione in albo cosicché tutti i cittadini avessero potuto esserne a conoscenza prima".

In merito alla delibera, Zini commenta: “A domanda Ravagli non risponde, ovvero non ha dati precisi che, per una scelta così delicata, sono fondamentali. In pratica quello che emerge, ora che l’illuminazione led è solidamente sul mercato da almeno 10 anni, è che il cambio di tecnologia (e il conseguente risparmio del 50% in bolletta) sul territorio comunale riguarda solo il 30% dell’illuminazione pubblica. I soldi stanziati ultimamente (185mila euro) copriranno solo una frazione del Comune ma, alla faccia dell’urgenza, ancora non si è deciso quale e intanto i prezzi dei corpi illuminanti aumentano. Il sindaco poi spera in un bando della Regione previsto per anno prossimo, il che equivale a ritardare di un altro anno ulteriori cambi di tecnologia e quindi il risparmio. L’alternativa proposta dalla Proni sarebbe quella di accendere un ulteriore mutuo, indebitando ulteriormente il Comune di Bagnacavallo già con l’acqua alla gola, in attesa che la rinegoziazione dei mutui stipulati per le due opere faraoniche (ancora in pectore) in cui si è voluta cimentare in contemporanea la Proni, inizi a portare un segno “meno” nel bilancio. Le risorse ci sarebbero state (ci fosse stata la volontà politica di farlo) se, ad esempio, si fosse lottizzato il terreno di proprietà del Comune (Via Caduti di Brescia) la cui quotazione, secondo il Parere dell’Organo di Revisione, oscilla tra il 1.000.000 e 1.300.000 euro, ma che il Comune da anni si ostina a voler vendere in blocco, senza incontrare alcun interesse".

Non ultimo il tema della sicurezza: “L’illuminazione è sicuramente un deterrente per furti e delinquenza in genere ed è fondamentale per l’incolumità di chi usa la strada, che sia autista, ciclista o pedone (le norme impongono, non a caso, una determinata illuminazione sui diversi tipi di strade), tant’è che pure il sindaco stesso e altri componenti del Pd confessano di aver paura a girare al buio - conclude Zini - Ci soddisfa poco che, dopo l’incontro col Prefetto, si sia deciso di non spegnere le luci in alcuni incroci. Dovrà ritenersi responsabile il sindaco per qualsiasi incidente stradale o reato commesso nelle ore di buio, in quanto è tenuto a rispondere della sicurezza dei cittadini e questa scelta della Giunta va esattamente nella direzione opposta".

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