Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Anche Ravenna aderisce alla campagna "Ero straniero" contro la Bossi-Fini

L’iniziativa, che prevede tra le altre cose l'abolizione del reato di clandestinità, è volta al cambiamento delle politiche sull’immigrazione puntando sull’inclusione socio-lavorativa degli stranieri

Ravenna si aggiunge alla lista di Comuni e associazioni che aderiscono alla campagna “Ero Straniero – L’umanità che fa bene” per promuovere la legge di iniziativa popolare volta a superare la legge Bossi–Fini. La proposta di legge è composta da otto articoli che prevedono norme particolarmente incisive, sia per quanto diguarda i diritti di cittadinanza e l'accoglienza, sia per ciò che concerne i vari aspetti del mondo del lavoro. Proprio quest'ultima è la parte più corposa, con proposte che vanno dall'introduzione del permesso di soggiorno temporaneo (12 mesi) da rilasciare a lavoratori stranieri alla reintroduzione del sistema dello sponsor per l’inserimento nel mercato del lavoro, ma anche la regolarizzazione su base individuale degli stranieri che si trovino in situazione di soggiorno irregolare, se possibile dimostrare l’esistenza in Italia di un’attività lavorativa o di comprovati legami familiari o l’assenza di legami concreti con il paese di origine. In più si chiede un ampliamento del sistema Sprar per consentire un’accoglienza diffusa capillarmente sul territorio, con piccoli numeri e favorire, quindi, l’apprendimento della lingua, la formazione professionale e l’accesso al lavoro. Nella proposta vengono eliminate tutte le disposizioni che richiedono, per l’accesso a molte prestazioni di sicurezza sociale (assegno di natalità, indennità di maternità di base, sostegno all’inclusione attiva), il requisito del permesso di lungo periodo, tornando al sistema originario che prevedeva la parità di trattamento nelle prestazioni per tutti gli stranieri titolari di un permesso di almeno un anno. A questo si aggiunge l'equiparazione, uniforme in tutte le Regioni, per l'accesso alle prestazioni sanitarie. Punto chiave, per la portata che rappresenta, è poi la previsione di elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative a favore degli stranieri lungo soggiornanti, vale a dire chi si trova stabilmente in Italia da 5 anni, abbia superato i test di lingua e possieda uno stipendio regolare. Si prevede infine l'abolizione del reato di clandestinità, abrogando l’articolo 10-bis del decreto legislativo 26 luglio 1998, n. 286.

L'approvazione in consiglio comunale

Nella seduta di martedì il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno presentato dal consigliere del Pd Marco Turchetti con 19 voti favorevoli (Pd, Ama Ravenna, Articolo 1 - Movimento democratico e progressista, Ravenna in comune, Sinistra per Ravenna), un astenuto (Pri) un contrario (La Pigna). Il gruppo Lega Nord è uscito dall’aula in disaccordo con l’ordine del giorno e il gruppo Cambierà, pur rimanendo in aula, non ha partecipato al voto.

Il gruppo Cambierà ha dichiarato di trovarsi d’accordo sulla modifica della Bossi-Fini sull’abolizione del reato di clandestinità, mentre sulle quote d’ingresso è opportuno che sia il ministero a gestirle e non vanno lasciate in mano al mercato del lavoro. Ha sottolineato che essendo al governo il Pd risulta incongruente la raccolta di firme promossa da un esponente dello stesso partito.

Il gruppo Sinistra per Ravenna ha espresso il proprio plauso perché finalmente si prova a superare la Bossi-Fini, una legge del 2002 nata già vecchia, e perché in questa raccolta di firme sono coinvolti soggetti di natura profondamente diversa, anche rispetto alla posizione della sinistra, come tante associazioni cattoliche.

Il gruppo Lega Nord ha dichiarato il proprio dissenso sull’ordine del giorno considerando non opportuno presentarlo in consiglio, per la sua inutilità e per la perdita di tempo che impone. Ha contestato diversi punti della proposta di legge e ha annunciato l’uscita dall’aula del gruppo al momento del voto.

Il gruppo Pri, pur condividendo alcuni punti della proposta di legge, come la figura dello sponsor, ha evidenziato anche alcune criticità: non chiarisce il rapporto fra l’arrivo nel nostro Paese dei migranti e l’accettazione della nostra costituzione e delle nostre consuetudini sociali e culturali. Per questo ha annunciato l’astensione.

Il gruppo Ravenna in comune ha annunciato il proprio voto favorevole pur facendo notare che a livello nazionale Matteo Renzi, da presidente del consiglio, aveva dichiarato che il percorso di cambiamento, dettato dall’insicurezza diffusa nella popolazione, andava fatto tutti insieme e senza fretta. Ha quindi accolto favorevolmente questo slancio del Pd locale.

Il gruppo Articolo 1-Mdp ha affermato che Articolo 1-Mdp a livello nazionale ha aderito alla campagna di raccolta firme, proposta dalle rivoluzionarie associazioni cattoliche, e ha aggiunto che si tratta di una proposta di buonsenso per provare a cambiare l’impostazione attuale e far capire che dal lavoro può partire una nuova politica sull’immigrazione e l’integrazione.

Il gruppo Ama Ravenna ha sottolineato la complessità e la delicatezza dell’argomento perché si parla di persone. Ha dichiarato di essere d’accordo su molti punti, come quello dello sponsor, ma ha espresso il desiderio che ai migranti sia chiesto il rispetto dei valori culturali del paese che li ospita.

Il gruppo Pd ha dichiarato che il Pd ha tutto il diritto di presentare questo ordine del giorno, indipendentemente dal fatto che sia una forza di governo, anche perché in Parlamento i numeri non rendono nessuno autosufficiente, e lo sosterrà perché rappresenta i propri principi e le proprie politiche che sono sempre state coerenti con quanto è scritto nell’ordine del giorno.

Il gruppo La Pigna ha annunciato il voto contrario perché, come già avanzato da altri gruppi, al governo c’è il Partito democratico che può fare le dovute modifiche alla legge Bossi-Fini senza bisogno di una raccolta firme per una proposta di legge. Ha poi puntualizzato, riferendosi alla Lega Nord, che si esprime il proprio dissenso stando in aula e non uscendo.

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