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Ancisi: "Accolta la nostra proposta: nessuna retta per materne e nidi privati"

Il capogruppo di Lista per Ravenna: "Nessun bambino da 0 a 6 anni, iscritto ai nidi o alle scuole materne dovrà costare un euro di retta alle proprie famiglie"

Nella seconda videoconferenza dei capigruppo consiliari del Comune di Ravenna, avvenuta venerdì scorso, il sindaco De Pascale ha dichiarato di accogliere totalmente la proposta di Lista per Ravenna, avanzata nella prima teleconferenza di venerdì 27 marzo e dettagliata in una successiva interrogazione: nessun bambino da 0 a 6 anni, iscritto ai nidi o alle scuole materne, pubbliche o private che siano, dovrà costare un euro di retta alle proprie famiglie per tutto il periodo, decorrente dal 23 febbraio, in cui questi servizi sono stati e saranno chiusi a causa del coronavirus; tutti i gestori privati di questi servizi, che hanno messo i loro dipendenti in cassa integrazione, saranno rimborsati dal Comune dei costi fissi e incomprimibili sopportati di conseguenza.

"Non era scontato - commenta Ancisi - perché la giunta comunale, con deliberazione del 10 marzo, aveva applicato questo principio solamente a 61 nidi e scuole comunali (assimilando a queste anche le statali), compresi i nidi appaltati a cooperative private, per un totale di 2.751 bambini. Di qui, giunti alla scadenza anche della retta di marzo, le preoccupazioni delle famiglie e dei gestori privati degli altri 29 nidi e scuole, con 1.041 frequentanti. Per le scuole situate nelle frazioni di campagna, gestite da associazioni senza scopo di lucro con difficili equilibri di bilancio, si poneva anche il rischio della chiusura definitiva".

"Negli ultimi giorni - conclude Ancisi - il sindaco ha avviato gli incontri coi gestori di questi istituti onde mettere a punto l’applicazione del principio egualitario suddetto, ora non più in discussione. Se ne trae conferma dal suo comunicato di venerdì scorso stesso nel punto seguente: “Nella videoconferenza di oggi abbiamo condiviso alcuni obbiettivi fondamentali, come quello di evitare di far pagare a cittadini e aziende i servizi non goduti, ad esempio, la Tari alle imprese chiuse, o i costi per i servizi educativi o sociali ai cittadini”. Nel dichiararmi soddisfatto dei propositi espressi, ho però raccomandando la massima sollecitudine, date le controversie verificatesi presso talune scuole in attesa di una soluzione da settimane. Auspico anche che Ravenna si faccia promotrice di estendere l’accordo anche ai Comuni di Cervia (dove più si sono manifestate inquietudini nelle famiglie) e di Russi, con i quali è in atto una gestione associata comprensoriale dei servizi sociali facente capo al Comune capoluogo".

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