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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Ancisi: "11 milioni per risanare la città e il forese prima delle elezioni"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Il bilancio di previsione per il 2015, che sarà votato dal consiglio comunale il prossimo 2 luglio, prevede finalmente, come LpRA propone da sempre, di vendere un po' degli 87 milioni di azioni di Hera, tra quelle non soggette al Patto di Stabilità: esattamente poco più di 3 milioni. Entrerebbero nelle casse del Comune di Ravenna entro il 2015, al valore in borsa del 12 giugno scorso che LpRA ha preso come base del proprio emendamento, 7,7 milioni di euro. Troppo pochi perfino per rimediare gli attuali dissesti di strade, scuole, impianti sportivi, patrimonio monumentale, ecc. e sul litorale ravennate.

Il Patto di Sindacato tra i Comuni azionisti di Hera consente però di vendere nel 2015 8,2 milioni di queste azioni, cioè il 9,4% del totale, nel quadro di un piano che intende comunque mantenere la proprietà pubblica della società oltre il 50 per cento. La vendita avverrebbe peraltro con un forte utile rispetto al prezzo di carico. Di qui, la prima proposta di LpRA, che vale 9 milioni di euro in più da impiegare per le seguenti variazioni in aumento del bilancio:  manutenzione straordinaria strade, da 950 mila euro a 5.699.240 (+500% circa); manutenzione straordinaria e/o ampliamento della illuminazione pubblica, da 180.000 euro a 360.000 (+100%); riqualificazione urbana dei lidi ravennati da 0 euro a 1.200.000; manutenzione straordinaria, lavori urgenti e adeguamento alle norme di sicurezza nelle scuole del Comune da 800.000 euro a 1.600.000 (+100%); manutenzione straordinaria e adeguamento alle norme di sicurezza degli impianti sportivi da 120.000 euro a 240.000 (+100%).

Il Piano degli investimenti prevede, inoltre, nel 2015, tra gli interventi destinati al "Patrimonio storico/monumentale", il restauro e l'adeguamento strutturale del palazzo di governo della città, il "Palazzo Merlato" di piazza del Popolo. Con il secondo emendamento, LpRA chiede di soprassedere in questo momento a tale intervento, dirottandone il finanziamento, pari a 2 milioni, al più urgente restauro delle mura storiche monumentali, su cui il bilancio prevede di spendere solo 100 mila euro. Gli emendamenti hanno ricevuto il parere tecnico favorevole dalla Ragioneria del Comune e dalla Giunta comunale stessa. Significa che non c'è nessun ostacolo tecnico-giuridico alla loro approvazione. Decide dunque la politica locale, e basta".

ELEZIONI DEL MAGGIO 2016. LA RESA DEI CONTI - "Il bilancio del 2015 non è un bilancio normale, perché certifica la fine dell'attuale mandato amministrativo e potrebbe, con le elezioni della prossima primavera, sancire anche la fine della maggioranza ex o post comunista che da quasi mezzo secolo governa la nostra città: e quindi far ripartire da capo qualsiasi previsione del suo futuro amministrativo/contabile. Secondo LpRA, qualsiasi proposta di emendamento a questo bilancio ha senso solo se immediatamente attuabile, dovendo tener conto dei margini non rilevanti di incidenza sulla spesa corrente e dei freni imposti agli investimenti dal famigerato Patto di Stabilità, nonché dell'obbligo di rispettare gli impegni di spesa contrattualmente vincolanti assunti negli anni precedenti. In quest'ottica, Lista per Ravenna ha deciso di sottrarsi al rituale tagli e cuci sui bordi del bilancio o alle grandi scelte strategiche, bloccati gli uni e le altre dal "non si può" della Ragioneria o dalla loro inapplicabilità nel giro di un anno, se non più. Per noi, l'unica cosa che questa maggioranza dovrebbe fare, a fronte di tutti i disastri prodotti, e che l'opposizione deve chiedere di fare, è restituire agli elettori la loro devastata città nei limiti almeno della decenza e della presentabilità. Di qui, la manovra proposta da LpRA al voto del consiglio. 11 milioni in più per risanare, col bilancio del 2015, strade, lampioni, scuole, impianti sportivi, litorale e mura storiche martoriati. Perché a Ravenna non deve più valere il "chi ha dato, ha dato, ha dato, chi ha avuto, ha avuto, ha avuto"".

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna

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