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Giovedì, 29 Settembre 2022
Politica

Ancisi (LpRa): "Riforma della toponomastica dantesca trascurata da cinque anni"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Nel settembre 2017, Alfredo Cottignoli, docente dell’Università di Bologna, Franco Gabici della società Dante Alighieri ed Ivan Simonini editore, a nome del “Parco Letterario Terre di Dante”, col sostegno della Casa Matha, dell’associazione “Il tremolar della marina”, di 50&Più Confcommercio e del Circolo Ravennate e dei Forestieri di Ravenna, indirizzarono al sindaco de Pascale un appello perché si desse vita a Ravenna ad una nuova toponomastica dantesca in vista del settimo centenario dantesco 2021. Il progetto formulava magistralmente la seguente serie di proposte: correzione di errori ed imprecisioni nella targa di via Guido da Polenta che fiancheggia la tomba di Dante; una targa toponomastica per Pino della Tosa, che salvò dal rogo le ossa di Dante, ed una per Anastasio Matteucci, che le riconobbe nella cassetta ritrovata casualmente da un muratore, così evitando che finisse tra i rifiuti; intitolazioni toponomastiche anche per Giovanni del Virgilio, Bernardo Canaccio e Menghino Mezzani, autori degli epitaffi più importanti in onore del Poeta, nonché per Dino Perini, Fiduccio de’ Milotti e Piero Giardini, giovani “assistenti” di Dante nello studium creatosi a Ravenna intorno al Poeta; restauro della targa illeggibile dedicata ad Antonia Alighieri (suor Beatrice) sulla facciata esterna dell’ex monastero di Santo Stefano degli Ulivi, oggi magazzino della Polizia locale in piazza Mameli/via Rocca Brancaleone; realizzo di una nuova targa, al posto di quella coperta, in via Zanzanigola, laddove esisteva la chiesa di Santa Maria in Zanzanigola, data in beneficio a Pietro Alighieri, primogenito di Dante; un percorso delle “Case di Dante” a Ravenna, revisionandone ed arricchendone le targhette; una segnaletica bilingue ad alta definizione per la Zona Dantesca e per gli ingressi in città (es: “Ravenna, Città del Mosaico e di Dante”); valorizzazione del sentiero “Le querce di Dante”, che va dal Parco 1° Maggio di Classe alla torretta di osservazione sull’Ortazzo-Ortazzino.  Le otto nuove intitolazioni toponomastiche di cui sopra, non potendo trovar posto nella Zona Dantesca senza interferire con quelle presenti, eccellenti e meritevoli, potrebbero essere inserite in un contesto unitario, quale un ampio parco urbano: in definitiva, un vero e proprio “Parco Dantesco” della nostra città, eventualmente con sentieri interni scanditi da 100 formelle, una per ogni Canto del Poema. Di fronte alla straordinaria valenza del progetto, i costi sarebbero modesti, pronte comunque a contribuirvi le associazioni proponenti. Chiedevano di potersi confrontare con l’Amministrazione.

Il 1 giugno 2018 si svolse in proposito, richiesta da tutti i gruppi di opposizione, una seduta congiunta delle commissioni consiliari Cultura ed Ambiente, relatore il sottoscritto, avente come oggetto: “Proposta di una nuova denominazione dantesca in vista del 7° centenario della morte del Poeta”. Intervenendo nel dibattito, l’assessora alla Cultura Signorino affermò: “[…] Ci è stato proposto un programma organico di ridefinizione della toponomastica dantesca. Nel maggio scorso, si è svolto un incontro con il sindaco de Pascale, da cui sono emersi apprezzamento e condivisione della proposta formulata dalle cinque associazioni e interesse per il percorso progettuale in stretto dialogo con i proponenti. Per l’ipotesi di un Parco dedicato, va evitata la Rocca Brancaleone, da valutare i Giardini pubblici”. L’assessore ai Parchi e alla Toponomastica Baroncini aggiunse che “diversi uffici tecnici e vari assessorati appaiono interessati e la tabella di marcia delineata è condivisibile da parte della Giunta comunale”. Tutti i consiglieri intervenuti, di maggioranza e di opposizione, concordarono pienamente con loro. Il 14 dicembre 2018, l’assessora Signorino annunciò che la Commissione toponomastica aveva accolto le quattro proposte relative alla revisione della targa di via Guido Da Polenta, al ripristino di quella in via Zanzanigola, all’intitolazione di un percorso per Jacopo Alighieri (“un sentiero nella Zona Dantesca”), al restauro dell’iscrizione a suor Beatrice Alighieri sulla facciata dell’ex monastero di Santo Stefano degli Ulivi.

Decorso inutilmente il VII centenario dantesco, ad ormai cinque anni dalla presentazione originaria del progetto, ma senza che ne sia venuto meno l’alto significato storico-culturale, l’amministrazione comunale non ne ha però portato avanti nulla, se si esclude la posa della nuova iscrizione bilingue, con codice QR, nell’ex Santo Stefano degli Ulivi, ad opera e col finanziamento (5.000 euro) del Lions Club Ravenna Host. Neppure le altre proposte accolte dalla commissione toponomastica hanno avuto seguito. Soprattutto non è stato colto il valore di “programma organico di ridefinizione della toponomastica dantesca”, rappresentato soprattutto dall’idea di un “Parco dantesco”, che il 1 giugno 2018 l’allora assessora alla Cultura aveva esplicitamente apprezzato nella seduta delle commissioni consiliari Cultura e Ambiente.

Occorre perciò chiedere al sindaco se, a quasi un anno dall’insediamento della sua seconda Giunta comunale, intende manifestare, sia pure tardivamente, un reale e concreto “interesse per il percorso progettuale” in questione, volto a riformare la toponomastica dantesca, instaurando uno “stretto dialogo con i proponenti”. Primo passo la costituzione di un “Comitato scientifico”, prospettato nella seduta stessa di cui sopra, che sappia dare forma, contenuto e seguito al progetto.

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna – Polo civico popolare

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