Ancisi (LpRa): "Strade della nuova Darsena infestate da polveri nocive"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Nell’ultima settimana del gennaio scorso, alcuni cittadini hanno scritto al sito “Comuni-chiamo” del Comune di Ravenna e segnalato verbalmente più volte, con richieste di intervento, a Hera e alla polizia locale, interessando anche la stampa, di certe “Nuvole di polvere forse tossica da oltre un anno sulle strade della Darsena”. Questa la sintesi di quanto trasmesso a Lista per Ravenna: “A causa di un cantiere situato tra via Pisino, via Pirano e via D’Alaggio, la situazione sta diventando insostenibile: abbiamo le strade sporche come se fossero di campagna, e di conseguenza anche tutte le nostre auto ed abitazioni sono nelle stesse condizioni. Ad ogni passaggio di un veicolo si solleva una nuvola di polvere irrespirabile, che potrebbe anche essere cancerogena e contenere amianto, in quanto proviene dalla ex Fabbrica Cementi. Abbiamo chiamato i Vigili, ma non sono venuti. Abbiamo chiamato Hera e sono venuti per un sopralluogo, dicendo che la pulizia della strada sarebbe a carico di chi l’ha sporcata e ci avrebbero fatto sapere qualcosa. Volevamo fare un esposto al Comune, ma ci hanno sconsigliato di farlo, perché causa Covid sarebbe pericoloso andare porta a porta. Vi chiediamo di dar voce alle nostre lamentele, perché ormai è da un anno che la situazione sta solo peggiorando”. E poi: “Nell’immediato qualcosa è stato risolto con spazzatura e lavaggio del manto stradale, ripresentandosi nuovamente ad ogni passaggio dei mezzi pesanti. Purtroppo il cantiere si protrarrà per molti mesi ancora. Noi abitanti delle traverse interessate, via Pisino e Cherso, chiediamo una soluzione se possibile definitiva, per non arrecare situazioni di pericolo a persone e cose. Il cantiere ex cementificio Ferruzzi possiede tre accessi sulla via D'Alaggio funzionali. La stessa strada viene già utilizzata da altre aziende per ingresso e uscita di mezzi pesanti”.

Si tratta delle opere date in appalto alla Cooperativa Braccianti Riminese da una società del gruppo Hera per ristrutturare le fogne e cablare in fibra ottica la prima metà della cosiddetta Nuova Darsena sulla destra del canale Candiano posta tra l’ex via D’Alaggio che lo fiancheggia (ora via Luciano Cavalcoli) e via Trieste. Importo contrattuale 5 milioni di euro. Lavori iniziati il 21 febbraio 2020. Secondo gli articoli 639 e 639 bis del codice penale, chiunque deturpa o imbratta immobili pubblici (come sono le vie Pisino e Cherso) è punito, mediante procedura d’ufficio, con la reclusione da uno a sei mesi o con la multa da 300 a 1.000 euro. Se ciò reca offesa anche alle persone, l’art. 674 del codice stesso impone l’arresto fino ad un mese o l’ammenda fino a 206 euro. L’art. 15 del codice della strada vieta di insudiciare e di imbrattare comunque le strade e le loro pertinenze, pena il pagamento di una sanzione amministrativa da 26 a 102 euro. In base all’articolo 9 del nuovo regolamento comunale di polizia urbana chi insudicia strade, marciapiedi e piazzali è soggetto al pagamento di una somma da 100 a 300 euro, oltre al costo sostenuto per il ripristino dei luoghi ed il sequestro ai fini di confisca di quanto utilizzato allo scopo. Appare dunque evidente che questa storia è durata troppo a lungo senza che siano state efficacemente applicate molteplici norme di legge e di regolamento.

Secondo il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), i sindaci sono organi responsabili dell’amministrazione del proprio Comune e sovrintendono al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti (art. 50, commi 1 e 2). Rivolgo dunque al sindaco di Ravenna, ai sensi dell’art. 10 bis della legge 241 del 1990, la presente istanza, affinché disponga, attraverso i competenti uffici comunali, quanto necessario allo scopo che i fatti di cui sopra siano dovutamente sanzionati e vi si ponga termine tempestivamente. In via di collaborazione, si suggerisce quanto segue: si prescriva che tutti i mezzi di trasporto in uscita dal cantiere di cui sopra siano obbligatoriamente disposti e attrezzati in modo da non emettere sulle strade alcunché di polveroso o di imbrattante; essendoci stato riferito dalla Viabilità comunale che l’ex via D’Alaggio è di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale, bisognerebbe inoltre che l’amministrazione interloquisse opportunamente con tale ente affinché gli automezzi in questione escano su tale strada dal lato del canale, anziché sulle vie interne, essendo in ogni caso nocivo che imperversino internamente all’abitato.

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna

Torna su
RavennaToday è in caricamento