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Approvate le variazioni ai bilanci 2018/2020 della Classense e del Mar

Il consiglio comunale ha approvato due delibere relative alla seconda variazione al bilancio di previsione 2018/2020 dell’Istituzione biblioteca Classense e alla quarta variazione dell’Istituzione Museo d’arte della città

Nella seduta di martedì il consiglio comunale ha approvato due delibere relative alla seconda variazione al bilancio di previsione 2018/2020 dell’Istituzione biblioteca Classense e alla quarta variazione (secondo assestamento) al bilancio di previsione 2018/2020 e al piano esecutivo di gestione dell’Istituzione Museo d’arte della città (Mar). La prima è stata approvata con 19 voti favorevoli (gruppi di maggioranza e Ravenna in Comune), 1 voto contrario (La Pigna), 7 astenuti  (CambieRà, Gruppo misto, La Pigna, Lega nord, Lista per Ravenna). La seconda con 21 voti favorevoli (gruppi di maggioranza), 8 voti contrari (CambieRà, Gruppo misto, La Pigna, Lega nord, Lista per Ravenna), 1 astenuto (Ravenna in Comune).

Biblioteca Classense

Ha illustrato i documenti l’assessora alla Cultura, Elsa Signorino che, per quanto riguarda la Classense, ha evidenziato trattarsi di una variazione resa opportuna dall’acquisto per l’importo di 20.520 euro di un importante fondo costituito da 30 unità bibliografiche, quasi esclusivamente manoscritte, provenienti dagli eredi dello storico e genealogista Vittorio Spreti, dalla libreria antiquaria Tonini di Ravenna. L’avanzo di amministrazione, pari a 42.758, 52, dopo la variazione, chiude a 22.238,52.

Il gruppo Lista per Ravenna, affermando di non avere nulla da rilevare per la parte contabile, ha dichiarato l’astensione per ragioni politiche legate al mantenimento dell’Istituzione di una Biblioteca che invece dovrebbe rientrare tra i servizi culturali del Comune.

Il gruppo Lega nord ha affermato di essere dello stesso avviso di Lista per Ravenna e di ritenere ingiustificato e senza senso logico il mantenimento dell’Istituzione al di fuori dei servizi del Comune.

Museo d'arte della città

Per quanto concerne la variazione al bilancio del Mar, Elsa Signorino si è soffermata sui dati tecnici, rilevando che l’assestamento è legato alla necessità di una rideterminazione delle entrate del Mar per circa 80mila euro compensati per 50mila euro con quota parte dell’avanzo di amministrazione disponibile e per 30 mila euro con minori spese. Ha sottolineato trattarsi di una rideterminazione prudenziale fatta in data 5 novembre e già oggi superata. Ha inoltre sottolineato che i dati complessivi sull'andamento della mostra ?War in over – Arte e conflitti tra mito e contemporaneità e sulle attività annuali del Museo saranno oggetto di valutazione e comunicazione pubblica, come è doveroso e ovvio, al termine delle stesse.

A questa delibera era collegato un ordine del giorno di Veronica Verlicchi, capogruppo de la Pigna, dal titolo  “Sulla necessità di un rilancio immediato del Museo d’arte della città”. L’ordine del giorno, votato con votazione segreta ai sensi dell’articolo 84 del Regolamento del consiglio comunale, è stato respinto con 22 voti contrari, 6 favorevoli, 2 astenuti.

Il gruppo La Pigna, dopo aver presentato il proprio ordine del giorno, ha rilevato la necessità di rilancio del Mar che attraversa una fase di declino confutata a suo avviso da risultati tecnici e matematici scoraggianti come, ad esempio, la riduzione degli incassi. 

Il gruppo Lista per Ravenna ha affermato che l’alto livello raggiunto negli anni  dal Mar non è eguagliato, manifestando sconcerto per gli esiti della mostra War is over e sostenendo  che il successo di un museo è proporzionale al grado di attenzione del pubblico pagante. 

Il gruppo Lega nord ha sostenuto che la gestione sia tecnica sia contabile del Mar e delle mostre si è rivelata secondo il gruppo stesso fallimentare e deficitaria e che i risultati vanno valutati  con concretezza perché si tratta dei soldi dei cittadini.

Il gruppo Pd ha fatto presente che le opposizioni fanno sul Mar sempre le stesse riflessioni totalmente strumentali e appiattite sul valore prettamente economico prodotto dal Mar senza considerare che un museo è un’istituzione complessa, che si compone di tante attività, e che i risultati non possono essere strettamente connessi alla conta dei biglietti venduti.

Il gruppo CambieRà, pur convenendo che la valutazione culturale dell’attività del museo non possa limitarsi ai numeri, ha tuttavia rappresentato che le previsioni, vista la necessità delle variazioni, erano del tutto sbagliate e che pertanto diventa doverosa anche una valutazione sugli incassi di bookshop e biglietteria.

Il gruppo Misto ha rilevato che l’offerta culturale sia di nicchia e quindi non adatta ai grandi numeri richiamando la necessità di ragionare sull’ incremento degli ingressi magari attraverso l’organizzazione di eventi collaterali. A suo avviso l’insuccesso della mostra non è giustificabile con la stagione autunnale in cui è stata programmata.

Il gruppo Ama Ravenna ha manifestato l’opinione che non si possa fare business con i musei e che l’offerta culturale di Ravenna, che è un museo a cielo aperto, è molto varia ed è motivo di orgoglio; ha richiamato la recente apertura del nuovo museo, l’intensa attività delle biblioteche diffuse su tutto il territorio con, tra l’altro, l’ampliamento degli orari di apertura.

Il gruppo Ravenna in Comune ha sostenuto che non può esserci solo un valore economico nel giudicare l’attività di un museo e che la discussione sviluppatasi sia fuori luogo nell’ attuale contesto. Non è entrato nel merito dell’andamento della mostra War is over ritenendo che debba prima concludersi. 

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