Sabato, 13 Luglio 2024
Politica

Approvati a Bruxelles diversi emendamenti di Alvaro Ancisi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Il Comitato delle Regioni è l'organo dell'Unione Europea che rappresenta le regioni, i comuni e le province di tutti gli stati membri. Esprime obbligatoriamente il proprio parere sugli atti di portata legislativa del Parlamento o della Commissione europei, legittimato a ricorrere alla Corte di Giustizia qualora non rispettino il principio della sussidiarietà (garantire che le decisioni siano adottate il più vicino possibile al cittadino, rispettando le possibilità offerte dall'azione a livello nazionale, regionale o locale).

La partecipazione del capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi ieri, giovedì 25 giugno, alla seduta della commissione: "POLITICA SOCIALE, ISTRUZIONE, OCCUPAZIONE, RICERCA E CULTURA" (SEDEC) del Comitato delle Regioni di cui è membro, è stata particolarmente intensa, avendo egli presentato 9 emendamenti sui temi in discussione.

MERCATO UNICO DIGITALE

Sono stati approvati all'unanimità i due emendamenti di Ancisi sul "Mercato unico digitale". Il primo raccomanda che, pur nel rispetto delle norme dei vari paesi europei sulla privacy, si dia corso alla condivisione delle banche dati, che è molto utile per semplificarne l'accesso, ma anche a fini statistici, di pubblica sicurezza e per creare nuove opportunità di mercato. Il secondo richiede, alla luce degli strumenti digitali innovativi oggi esistenti, una seria reingegnerizzazione dei processi sia nella pubblica amministrazione che nelle imprese, per semplificarne i flussi e le procedure interni ed esterni all'economia, al fine di rendere più agile e veloce la comunicazione tra i diversi soggetti.

RADIO E TV

Approvati all'unanimità anche i cinque emendamenti sulla "Revisione della direttiva sui servizi media audiovisivi", così sintetizzabili: per la protezione e promozione delle diversità culturali, regolamentare l'accessibilità e la rintracciabilità dei media pubblici regionali, rappresentati in Europa dalla loro associazione Circom, che diffonde programmi molto prossimi ai territori; adottare una regolamentazione omogenea dei programmi potenzialmente nocivi per i minori, promuovendo anche la diffusione degli accordi di servizio tra i governi nazionali e le compagnie produttrici sulla disciplina dei programmi e degli spazi di trasmissione a loro dedicati; adottare un testo unitario delle norme volte a garantire la protezione dei consumatori; promuovere un'alfabetizzazione digitale sempre più estesa e consapevole, così da rafforzare le capacità di controllo e di prevenzione dei cittadini sul pericolo di svuotamento economico-commerciale e culturale delle diversità territoriali e scongiurare l'omogeneizzazione dell'offerta audiovisiva da parte di chi detiene il potere della rete.

SALARIO MIMIMO E REDDITO DI CITTADINANZA

Più controversi politicamente, i due emendamenti di Ancisi sulle "Norme per la remunerazione dei lavoratori nell'Unione Europea", comprendenti, in particolare, l'estensione a tutti gli Stati membri del salario minimo, già applicato in numerosi paesi europei. In Italia, avrebbe dovuto far parte del Jobs Act. L'ipotesi, ormai tramontata, era di fissare una soglia minima di 7 euro l'ora. Il primo emendamento di Ancisi chiede che "nelle situazioni in cui tale riconoscimento non sia ancora effettivo, si proceda, quanto meno, legittimando allo scopo la stipula di accordi aziendali". L'altro emendamento sottolinea "che per rendere effettivo il diritto al lavoro e alla sua libera scelta, all'istruzione, all'informazione e alla cultura, sottraendo ogni persona alla precarietà e salvaguardandone la dignità, il diritto al salario mimino debba procedere di pari passo col riconoscimento del reddito di cittadinanza". Il relatore, Mick Antoniw, gallese, ha convenuto con Ancisi di soprassedere ad approvare questi due emendamenti in commissione, per riformularli, ricercando una base d'intesa con i vari gruppi politici, direttamente in sede di assemblea plenaria del Comitato il 13/14 ottobre.

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