Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Armi al Porto, Ravenna in Comune: "Grazie ai lavoratori. Ogni opposizione alla guerra va appoggiato"

La lista civica non risparmia critiche a Pd e Pri: "Nessuna presa di posizione per il coinvolgimento in un traffico militare con un paese in guerra da parte di una società a controllo pubblico"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Le lavoratrici e i lavoratori del porto hanno vinto: nessun carico d’armamenti sarà inviato da Ravenna verso uno scalo israeliano con il rischio concreto di essere impiegato in operazioni militari in Palestina. Come Ravenna in Comune avevamo immediatamente espresso solidarietà ai lavoratori attraverso le parole del nostro consigliere comunale, Massimo Manzoli: "Nella realtà sconfortante di un conflitto che si prolunga da settantatré anni come quello israelo-palestinese, ogni gesto di opposizione alla guerra va salutato con convinzione e appoggiato in ogni modo. […] Per questo, come Ravenna in Comune, aderiamo all’iniziativa dei lavoratori portuali e alle altre manifestazioni di protesta e di pressione per una giusta pace in Palestina che si terranno nei prossimi giorni e nei mesi a venire". 

Pur nella consapevolezza che si tratta di una vittoria di alto valore simbolico ma che non impedisce di per sé l’eventuale partenza dei materiali attraverso un altro scalo, siamo estremamente contenti. Il fatto che i lavoratori portuali di Ravenna si siano pronunciati nello stesso modo dei portuali di Genova e Livorno per casi consimili, al di là delle diverse sigle sindacali, ci fa ben sperare per il futuro. Poiché per il passato molte volte armamenti sono stati imbarcati da Ravenna. Grazie dunque ai lavoratori della compagnia portuale e del Terminal Container per la decisione presa. "I lavoratori del porto di Ravenna sentono la responsabilità morale di fare quanto sia nelle proprie possibilità per testimoniare il proprio impegno a favore della pace e si rifiutano di essere in qualsiasi modo complici di quel tragico conflitto o della messa in pericolo del fragile cessate il fuoco in corso" avevano affermato i sindacati. Auspichiamo la stessa determinazione alla prossima occasione che, inevitabilmente, si presenterà.

Si era subito preoccupato, infatti, il Presidente della società di gestione del Terminal Container, l’ex vice Sindaco repubblicano Giannantonio Mingozzi: "con l’armatore Zim abbiamo un rapporto storico al quale teniamo in modo particolare". Mingozzi è presidente del Terminal Container perché nella ripartizione delle poltrone stabilita dall’alleanza a guida PD quella è considerata di pertinenza dei repubblicani. Prima di lui era toccato infatti a Luisa Babini, già segretaria provinciale del PRI. Sono proprio le istituzioni ravennati a non fare una bella figura, dunque. A parte le preoccupazioni del PRI non abbiamo sentito nessuna presa di posizione da parte del PD ed alleati per il coinvolgimento in un traffico militare con un paese in guerra da parte di una società a controllo pubblico come il Terminal Container Ravenna. Né le scusanti addotte da Sapir (nel cui gruppo è TCR) hanno fatto miglior figura. TCR non è certo l’unica impresa portuale cui è consentito la movimentazione di container in Italia, ma neanche nel solo porto di Ravenna (benché sia la più grossa).

Nascondersi dietro presunte "ipotesi distorsive delle attività economiche delle quali gli operatori terminalisti potrebbero essere chiamati a rispondere nei confronti degli enti di controllo" pare sinceramente un esercizio di arrampicata sugli specchi. Né ci è parso di vedere assieme a noi rappresentanti dell’attuale maggioranza alla manifestazione di sabato scorso in Piazza Kennedy per una pace giusta in Palestina. Insomma, è sempre facile parlare di pace in generale, più difficile metterla al primo posto nei fatti. Grazie a tutte e tutti coloro che restano coerentemente pacifisti tutti i giorni e non solo durante le cerimonie istituzionali.

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