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Articolo 1 e Sinistra per Ravenna: "Anche qui un protocollo per la tutela dei fattorini"

"Spesso, infatti, non viene applicato un contratto nazionale di categoria firmato dai sindacati maggiormente rappresentativi che darebbe un perimetro certo di tutele normative e salariali"

Con sentenza del 24 gennaio 2020 n. 1663 la Corte di Cassazione sezione Lavoro ha decretato che “si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato tutte le volte in cui la prestazione del collaboratore abbia carattere esclusivamente personale e sia svolta in maniera continuativa nel tempo e le modalità di esecuzione della prestazione, anche in relazione ai tempi e al luogo di lavoro, siano organizzate dal committente", ponendo le basi giuridiche per superare i livelli di precarietà, di sfruttamento e grave rischio a cui sono sottoposti ogni giorno i 'rider', i fattorini, in gran parte giovani e giovanissimi, che in bici e motorini effettuano le consegne a domicilio.

"Giustamente si è parlato di una sentenza storica per eliminare una delle forme più evidenti di sfruttamento e subordinazione di questo secolo. Ora si tratta di operare in ogni territorio, anche mediante accordi fra istituzioni, organizzazioni sindacali e forze imprenditoriali e con adeguati controlli da parte degli organi competenti, per applicare ovunque i principi della sentenza e assicurare una adeguata tutela del lavoro dei riders nei termini previsti dagli accordi con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Per questo - spiegano Articolo Uno e Sinistra per Ravenna - salutiamo come un fatto importante e positivo la firma di un Protocollo d’intesa tra Comune di Modena, Cgil Cisl Uil e le rispettive categorie sindacali di riferimento, per la promozione di buona occupazione nel settore del “food delivery”. Il protocollo, in cui si richiama il Patto regionale per il Lavoro e per il Clima, ha la finalità di migliorare le condizioni di lavoro dei ciclo-fattorini, i cosiddetti rider, in un settore in cui, anche a fronte della pandemia, in questi mesi i volumi di lavoro sono aumentati, mentre le condizioni dei lavoratori sono spesso peggiorate sia in termini di diritti che salariali, cosa ancora più grave perché sempre più spesso ci sono lavoratori che hanno questo tipo di lavoro come unica fonte di sostentamento".

"Spesso, infatti, non viene applicato un contratto nazionale di categoria firmato dai sindacati maggiormente rappresentativi che darebbe un perimetro certo di tutele normative e salariali - continuano - In genere, nonostante la sentenza, il lavoro è pagato sostanzialmente a cottimo in base al numero di consegne e non al tempo complessivo in cui il lavoratore è impegnato. Il Protocollo ha proprio lo scopo di migliorare le condizioni delle centinaia di rider che operano sul territorio ribadendo che il lavoro deve essere di qualità, stabile e adeguatamente remunerato, rivendicando il riconoscimento di pieni diritti e tutele al pari dei lavoratori subordinati, così come peraltro previsto da molte sentenze della Cassazione e dei tribunali in Italia. Il Protocollo impegna l’Amministrazione comunale a promuovere questa intesa nei confronti degli operatori economici presenti sul territorio e a sensibilizzare esercenti e consumatori a utilizzare le piattaforme etiche che con maggior sensibilità sociale sottoscrivono l’accordo stesso. Nel protocollo si chiede anche che da parte delle piattaforme sia posta particolare attenzione per l’adozione di misure di protezione per la salute e sicurezza dei fattorini, specifiche anche per il contrasto e il contenimento del Covid-19. Inoltre, l’Amministrazione comunale si impegna a individuare primi interventi mirati per migliorare le condizioni di lavoro dei riders, con la predisposizione di spazi attrezzati al coperto dove poter sostare in sicurezza e al riparo, dove poter ricaricare i cellulari, dove poter procedere ad una manutenzione dei mezzi, ecc… Su questa base si istituisce un tavolo permanente tra le parti coinvolte per monitorare la coerenza tra i principi e gli impegni assunti dalla intesa".

Articolo Uno e Sinistra per Ravenna propongono che il Comune di Ravenna si faccia rapidamente promotore di un analogo accordo che coinvolga le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e le stesse associazioni imprenditoriali interessate e si impegnano ad assumere iniziative in tal senso in consiglio comunale.

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