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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica Lugo

Articolo 1 Mdp Lugo dice "no" a nuovi impianti di stoccaggio

"L’estrazione di metano dal sottosuolo del nostro territorio è già oggi superiore al fabbisogno di tutta la provincia di Ravenna"

Articolo 1 MDP Lugo dice "no" a nuove estrazioni e a nuovi impianti di stoccaggio di metano nella Bassa Romagna. Ecco il ragionamento: "La provincia di Ravenna, pur avendo compiuto primi passi verso la transizione energetica è, al pari della Regione Emilia Romagna, ancora troppo incentrata sulle fonti fossili tradizionali, tanto che le fonti rinnovabili contribuiscono a circa il 17% della produzione di energia elettrica, la metà del contributo fornito da Impianti ad Energie Rinnovabili (FER) a livello nazionale. Noi ci poniamo l'obiettivo che, entro il 2030,  in linea  con obiettivi degli accordi di Parigi e della UE, sia aumentata la produzione e dei consumi di fonti rinnovabili e pulite fino al  27% di tutti i consumi energetici. (l’Italia è oggi al 17%)".

"Per giungere occorrono scelte immediate di forte discontinuità - viene aggiunto -. L’estrazione di metano dal sottosuolo del nostro territorio è già oggi superiore al fabbisogno di tutta la provincia di Ravenna e dunque, consapevoli che in questa materia le decisioni spettano al 
Governo nazionale, chiediamo di evitare nuove estrazioni di metano con pozzi a terra, specie in aree a livello del mare e soggette a subsidenza e nuovi impianti di stoccaggio, dato che in Emilia Romagna sono già presenti in termini adeguati e hanno un impatto ambientale significativo. Chiediamo anche di monitorare gli impianti esistenti, riservando l’opzione della 
riprogettazione/ristrutturazione degli impianti o della chiusura in caso di accertate responsabilità degli stessi sul piano dell’inquinamento dell’aria o della subsidenza". 

"Per questo - concludono - chiediamo il varo di un Piano, a livello regionale e locale per aumentare l'impiego delle energie rinnovabili e pulite in tutti i settori (attività produttive, edilizia e usi civili, trasporti) e capace di mobilitare anche risorse private di cittadini e imprese, attraverso un nuovo sistema di convenienze: bisogna progettare alternative all'ulteriore estensione della rete del gas metano nei quartieri di nuova urbanizzazione e nei fabbricati nuovi o ristrutturati sull'esempio dei Paesi europei più avanzati. Gli edifici pubblici debbono dare un esempio concreto per efficienza energetica e ricorso a rinnovabili: tutta la pubblica illuminazione va portata a led entro 5 anni. Occorre premere per ottenere dalle grandi imprese e dalle imprese energivore presenti sul nostro territorio, la massima efficienza energetica e l'impiego di quote significative di energie rinnovabili".

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