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Sabato, 3 Dicembre 2022
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Assemblea delle Province, de Pascale: "Non sono riusciti a oscurarci". Il Ministro Giovannini: "Pnrr opportunità straordinaria"

E' cominciata mercoledì al teatro Alighieri a Ravenna l'Assemblea nazionale delle Province italiane, un momento di condivisione, di incontro, di riflessioni, che raccoglie e coinvolge tutto il Paese

E' cominciata mercoledì al teatro Alighieri a Ravenna l'Assemblea nazionale delle Province italiane, un momento di condivisione, di incontro, di riflessioni, che raccoglie e coinvolge tutto il Paese. Due giorni di lavori con la presenza di tanti Ministri con i quali si parlerà di infrastrutture, scuola, economia, lavoro, Pnrr, pubblica amministrazione e pari opportunità. 

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"In occasione dell'assemblea nazionale delle Province d'Italia, desidero esprimere un sentito ringraziamento ai presidenti e agli amministratori provinciali per l'impegno profuso nelle diverse realtà territoriali in una fase cruciale per il rilancio del paese. La crisi della pandemia, l'attivazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vedono protagonista il sistema delle autonomie locali, in un contesto reso particolarmente difficile per le conseguenze dell'aggressione della Federazione russa all'Ucraina", è il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella letto in sala dal sindaco Michele De Pascale, presidente dell'Unione delle Province e sindaco di Ravenna, dopo averlo ricevuto direttamente dal Capo dello Stato. "Alle Province, nodo essenziale della rete dei poteri locali della Repubblica, tocca il delicato ruolo - scrive Mattarella - di interlocutore tra Regioni e Comuni, nella programmazione territoriale e nella gestione dei servizi. Di fronte alle sfide, risulta essenziale una riflessione e un confronto - evidenzia il presidente della Repubblica nel testo letto da De Pascale - sull'esperienza di governo maturata a livello locale, per una sempre maggiore efficacia dell'azione a servizio della comunità".

Assemblea delle Province a Ravenna (foto Massimo Argnani)

"Le Province italiane rappresentano un mix straordinario di radici, tradizioni e straordinaria diversità. Ma nei confronti del Governo, insieme con gli amici di Anci, siamo in grado poi di fare sintesi e rappresentare una posizione unica a livello nazionale. C'è stato un tentativo, un tentativo oggettivo, di oscurare e colpire questi territori. Un tentativo di depauperare il sistema delle autonomie locali. Questo tentativo è fallito e, al netto delle tante problematiche che abbiamo, oggi le Province italiane rappresentano un sistema efficace ed efficiente". Così dal palco il presidente dell'Unione delle Province italiane, il sindaco de Pascale in vista della discussa riforma nazionale degli enti di secondo livello dopo il tentativo di chiuderli, di fatto, pochi anni fa. De Pascale interviene in presenza in platea del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini (è intervenuto anche il collega alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta). Dunque De Pascale, incassando applausi in sala e a distanza il sostegno del presidente Anci Antonio Decaro, che interviene ai lavori di Ravenna da remoto, cita la legge Delrio, la 56/2014, la quale, seppur nell'ambito di una riforma incompleta, ha rivisto profondamente le Province rendendole un ente di secondo livello (senza più l'elezione diretta) con competenze, ma non troppe risorse, solo sulla gestione e manutenzione di strade e scuole.

Continua De Pascale in sala, dopo aver ricordato il 'sentiment' dei tempi del Governo Renzi: "Diciamocelo che abbiamo messo in campo investimenti importantissimi in questi anni. Quando lo Stato ci ha chiamato a svolgere funzioni ordinarie e straordinarie, di rilancio degli stessi investimenti prima e di interventi durante la pandemia dopo, lo abbiamo saputo fare con grandi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Anche noi quindi - sprona i colleghi De Pascale - dobbiamo stare attenti a non chiuderci in un cahiers de doléances, senza raccontare quanto di buono facciamo". Incalza in assemblea anche il presidente di Upi Emilia-Romagna, il presidente della Provincia di Modena Giandomenico Tomei, sfumando però a proposito di un altro aspetto dibattuto, quello dei mancati compensi non da oggi per i sindaci che nei territori lavorano anche come presidenti di Provincia. "Non è l'indennità del presidente - assicura Tomei - che risolve i problemi che abbiamo, del resto molti di noi hanno assunto la carica gratuitamente senza nemmeno immaginare che ci potesse essere un indennizzo. Ci serve una riforma vera del Testo unico delle autonomie locali che dia alle Province una struttura forte e una governance condivisa e non monocratica come oggi, per dare un servizio all'altezza delle aspettative - evidenzia l'amministratore modenese - dei cittadini e del territorio che amministriamo". Rincara la dose Tomei: "Non possiamo essere governati da una legge, la 56 del 2014, che prevedeva la nostra soppressione. La riforma è essenziale perché serve a rendere le nostre Province cardine del rilancio del paese. Basti pensare a quello di cui ci stiamo occupando ora, come le risorse del Pnrr, la pianificazione territoriale, la transizione energetica, le strade e scuole superiori".

Sugli stessi toni, aprendo i lavori di Ravenna, interviene anche Silvia Chiassai Martini, vicepresidente Upi, che scandisce dal palco: "Sollecitiamo Governo e Parlamento ad ascoltare le richieste delle Province, perché è attraverso le istanze delle istituzioni locali che si risponde concretamente alle domande che vengono da cittadini, società civile, forze economiche e sociali. Resta il nodo - ricorda la presidente della Provincia di Arezzo - delle risorse di parte corrente, su cui siamo in forte allarme, dopo il crollo delle entrare RcAuto per via della crisi".

"Nei prossimi due anni, ma nel prossimo anno soprattutto viste le scadenze europee, c'è una straordinaria opportunità per i territori di mettere a sistema quello che si è imparato con il Pnrr, in termini di progettazione e di ideazione del futuro. E questo facendo le cose insieme, superando i campanilismi. In questo senso, credo fermamente che le Province abbiano un ruolo insostituibile. Vi auguro quindi, e auguro all'Italia, di cogliere questa opportunità, che non passa spesso" è l'assist lanciato dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini in vista della riforma del Tuel auspicata da Upi e Anci per dare nuova forza agli enti provinciali, ridimensionati dalla legge Delrio. "Al di là delle responsabilità dirette delle Province, c'è un elemento molto importante di tipo culturale e strategico. Un'area vasta - sprona Giovannini dal palco - deve domandarsi cosa vuol fare da grande e come affrontare tante sfide. Ci sarà un fondo, che speriamo di potenziare, che fino a tre mesi nemmeno esisteva. E che consentirà nei prossimi anni di avviare interventi importanti di rigenerazione urbana". Rimarca il Ministro: "Il nostro paese ha un'opportunità straordinaria per ciò che il Pnrr ha innescato, non solo per le risorse in sé. Attorno alla programmazione, dal territorio sono arrivate molte idee che in certi casi sono ancora sono sul tappeto".

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