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Ambientalisti contro il sindaco: "Scelga se sostenere Eni o la lotta ai cambiamenti climatici"

Ambientalisti ravennati schierati contro il sindaco Michele de Pascale, che nei giorni scorsi - intervistato dal Sole 24ore - è intervenuto sul tema dell'energia nel distretto ravennate

Ambientalisti ravennati schierati contro il sindaco Michele de Pascale, che nei giorni scorsi - intervistato dal Sole 24ore - è intervenuto sul tema dell'energia nel distretto ravennate. "Il sindaco conferma che l'energia pulita si fa con le fonti fossili, che non c'è nessuna protesta a Ravenna contro il fossile e che sono tutti d'accordo su questa linea. Questo non è affatto vero - attaccano da Potere al Popolo - Desideriamo informare il nostro sindaco che sul territorio di Ravenna ci sono da anni cittadini, associazioni, comitati, gruppi politici che si oppongono a questo uso indiscriminato delle fonti fossili e guardano con speranza l'uso delle fonti rinnovabili. A parole il primo cittadino di Ravenna è a favore delle fonti rinnovabili, ma in realtà si allinea alle posizioni dell'Eni, preoccupato della diminuzione dei profitti, che paventa perdite di posti di lavoro, quando invece tanti esperti affermano che con lo sviluppo delle fonti rinnovabili e le relative infrastrutture i posti di lavoro sarebbero più numerosi che nel fossile. Ci domandiamo dove stia il senso di responsabilità di un sindaco, a favore della cattura e stoccaggio della CO2 nel sottosuolo senza sapere i rischi che può comportare, oltre agli elevati costi di esecuzione, oltre al fatto che non esiste ancora nel mondo un sito in attività e che persino i test promossi a livello europeo sono stati abbandonati. Noi facciamo parte di quella cittadinanza ravennate che il nostro sindaco non crede possa esistere e cerca di esorcizzare, e riteniamo che ulteriori finanziamenti all’industria fossile siano un errore clamoroso, solo un regalo a quei potentati economici che tanto danno hanno apportato alla nostra società. Una classe dirigente responsabile e lungimirante dovrebbe con decisione imboccare la strada dello sviluppo di fonti energetiche rinnovabili e lì indirizzare le scarse risorse. Ma non è la classe dirigente del nostro paese".

"Per il sindaco De Pascale noi non esistiamo e tutta Ravenna, imprenditoriale, politica, sindacale e civile, sarebbe compattamente schierata con lui e con Eni-Saipem sulla politica di conferma e implementazione delle attività estrattive - criticano dal coordinamento 'Per il clima - fuori dal fossile' - Organizzeremo a Ravenna  un convegno nazionale, il prossimo 20 marzo, con la presenza di diversi esperti di livello nazionale, che vuole essere un momento di confronto reale sul tema, e al quale il sindaco e la giunta sono caldamente invitati. Diverse persone, appartenenti a varie collocazioni politiche o non collocate affatto, hanno creato una rete per dare forza alle mobilitazioni per il clima, alle quali il sindaco fra l’altro aveva a suo tempo dichiarato di voler dare il proprio appoggio, come per esempio quando è comparso pubblicamente assieme ai ragazzi e alle ragazze del movimento “Fridays for Future”, riscuotendo perciò un sincero apprezzamento. Ma evidentemente il sindaco, sollecitato dai padroni dell’energia, ha cambiato idea o non sa che a Ravenna queste mobilitazioni hanno come primo punto proprio il rifiuto del progetto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica; un progetto costosissimo, pericoloso per Ravenna e soprattutto finalizzato a perpetuare il modello estrattivista e rinviare ad libitum l’inizio di una vera svolta ecologica nel settore dell’energia. Da molti anni l'emergenza climatica è un'evidenza planetaria e gli strumenti messi in atto per affrontarla sono fino ad ora stati insufficienti, frammentari e soprattutto contrastati dagli interessi di potenze economiche e finanziarie che esercitano un'enorme influenza sulle autorità politiche e su tutta la società. Una decisa riconversione energetica, che con determinazione porti all'abbandono progressivo delle fonti fossili e allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, è una delle condizioni indispensabili per garantire il futuro. Sappiamo bene che a Ravenna la vecchia logica che sostiene le fonti energetiche fossili ha una lunga tradizione e un forte radicamento. Proprio per questo, qui ancor più che altrove, è necessario promuovere la svolta e non ci si può semplicemente limitare ad affermazioni generiche sull'opportunità della "transizione", senza stabilire modi, tempi e progetti. A partire proprio dalla critica al maxi impianto di stoccaggio di CO2 che Eni propone nei giacimenti esauriti al largo delle coste ravennati. Si tratta di un progetto che non risponde alle esigenze climatiche, ma che anzi finisce inevitabilmente per dilungarsi ancora nel tenere in vita il fossile. Il sindaco e le istituzioni ravennati, invece di arrogarsi il diritto di parlare a nome di tutta la comunità ravennate e sbandierare un’ unanimità che in realtà è tutta da dimostrare, farebbero bene a impegnarsi per promuovere essi stessi un vero dibattito democratico e adoperarsi per fare di Ravenna un vero centro avanzato di ricerca per la transizione energetica basato sul forte e irreversibile sviluppo delle energie rinnovabili".

"Il sindaco de Pascale non può tenere i piedi in due staffe: o i giovani dei Fridays for Future, con i quali si fa fotografare pubblicamente e non disdegna un appoggio in favore di obiettivi, o le fonti fossili dell'Eni che propongono a Ravenna un progetto di idrogeno blu inviso all'Europa - attaccano Paolo Galletti di Verdi ed Europa Verde Emilia Romagna e Gian Luca Baldrati di Verdi ed Europa Verde provincia di Ravenna - Infatti in Europa l’energia deve essere verde, cioè ricavata utilizzando energie rinnovabili, e non ha senso puntare sul metano, dovendo poi stoccare la CO2 prodotta in giacimenti esausti. Non a caso il progetto Eni col quale si vorrebbe realizzare a Ravenna uno stoccaggio della CO2 non rientra nei parametri europei ed è stato eliminato dai piani governativi. Imprese e sindacati che si attardano a voler tenere in vita un modello obsoleto e dannoso per l’ambiente e la salute risultano assai poco lungimiranti e non fanno certo gli interessi dei lavoratori e della società. Le nuove generazioni, invece, vogliono uscire dall'era fossile ed entrare in quella delle rinnovabili e lo stanno chiedendo da alcuni anni a gran forza. Ma quello che ci stupisce particolarmente sono le recenti parole pronunciate da de Pascale. Al di là della retorica ormai stantia di dichiarare di essere contro i cambiamenti climatici, ma di fatto appoggiare sempre e senza colpo ferire i programmi di Eni, questa volta de Pascale si è spinto oltre. Il sindaco di Ravenna, infatti, ha affermato che i progetti presentati, fra cui quello per lo stoccaggio della CO2, hanno raccolto l’unanimità dei consensi e non si sono levate proteste, né formati comitati. Forse de Pascale deve essere un po' distratto, perché da mesi i Verdi ed Europa Verde regionali e locali si sono dichiarati contro questo progetto e si sono espressi più volte, così come anche altri gruppi e associazioni. Quindi non solo il sindaco di Ravenna non sembra intenzionato ad abbandonare lo sviluppo insostenibile di Eni, ma ha pure la pretesa di rappresentare la totalità dell’opinione pubblica. Riscaldamento globale e inquinamento richiedono veri cambiamenti. Sono parole alle quali devono seguire dei fatti".

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