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Balneari, l'Europa apre alla revisione della Bolkestein. Pagani: "Riconosciuti vincoli troppo rigidi"

"Il libero mercato va tutelato e i beni demaniali sono ovviamente soltanto in concessione ai privati con regole certe e trasparenti", afferma Pagani

In un incontro tra le commissioni parlamentari europee per i settori delle attività produttive e del turismo, il Commissario Ue agli Affari marittimi, Maria Damanaki, ha affermato di voler rivedere l'applicazione della contestata direttiva Bolkestein al comparto balneare. La direttiva riguarda la complessa questione delle concessioni demaniali marittime e fece scattare nel 2009 una procedura d'infrazione Ue destinata all'Italia.

Di recente invece la preoccupazione dei gestori degli stabilimenti ha trovato un'immagine eclatante nell'imprenditore balneare triestino che ha “occupato” la Cupola di San Pietro protestando contro lo “sfratto” che la BolkesteiN prevederebbe a stretto giro per migliaia di imprenditori.
Le disposizioni italiane stabilivano un rinnovo automatico delle concessioni, mentre la direttiva comunitaria ha optato per rilasci di permessi più limitati nel tempo e soprattutto a non concedere alcun vantaggio particolare – per la concessione successiva – agli operatori uscenti.
La direttiva – che ha come obiettivo la liberalizzazione generale dei servizi – non tiene però conto della natura peculiare degli stabilimenti marittimi. Gran parte delle concessioni della costa ravennate e di tutto il territorio rappresentano nella pratica il lavoro di imprenditori che, senza un margine previsionale di medio o lungo termine, sono legittimamente preoccupati di veder vanificati gli sforzi compiuti in anni nonché gli investimenti realizzati.

“Una notizia attesa da migliaia di imprenditori - ha affermato il deputato Alberto Pagani - anche nel litorale ravennate. Un annuncio per ora, ma che prelude a un cambiamento. Dopo la chiusura della procedura d'infrazione e l'apertura di un dibattito in sede Ue sul tema, gli ultimi governi hanno emanato norme per il riordino delle concessioni demaniali e in particolare si è disposta la proroga fino al 31 dicembre 2020 delle concessioni esistenti in data del 30 dicembre 2009 e in scadenza entro il 31 dicembre 2015".

"Ancora la questione non è formalmente risolta – ha proseguito Pagani - ma a quanto pare però l'Ue ha deciso di tenere in maggior considerazione le peculiarità delle spiagge e le necessità delle migliaia di attività imprenditoriali che operano sulle nostre coste.
L'attuale Commissario Damanaki ha ammesso che la direttiva Bolkestein in questi campi pone vincoli troppo stringenti. La revisione imminente dovrebbe prevedere meno vincoli per gli operatori e una rimodulazione coerente per singolo Paese (più della metà degli oltre 3 milioni di posti di lavoro nel turismo costiero riguarda il Mediterraneo)".

Conclude Pagani: "Il libero mercato va tutelato e i beni demaniali sono ovviamente soltanto in concessione ai privati con regole certe e trasparenti. Al tempo stesso bisogna anche dare alcune garanzie a chi ha investito nel turismo balneare, uno degli assi fondamentali del mercato turistico italiano e romagnolo.”

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