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Cinque anni in Parlamento, il bilancio di Pagani: "Una nuova legislatura Pd potrà fare ancora di più"

Per l'esponente dem l'azione del Parlamento e dei governi a guida Pd è "stata efficace, positiva, assolutamente rispondente, e da una prospettiva di centro sinistra, alle questioni che dovevamo affrontare"

Il parlamentare ravennate Alberto Pagani traccia un bilancio della Legislatura da poco conclusa. Per l'esponente dem l'azione del Parlamento e dei governi a guida Pd è "stata efficace, positiva, assolutamente rispondente, e da una prospettiva di centro sinistra, alle questioni che dovevamo affrontare. Su alcuni punti, quella appena terminata è stata poi una Legislatura storica perché è riuscita a introdurre diritti prima inesistenti e negati. Vorrei però intanto ricordare da dove partivamo e dove siamo arrivati: alla fine del 2012 il Pil era diminuito del 2,8% rispetto al 2011, quando sotto il governo Berlusconi il rapporto deficit/pil era schizzato al 3,8% (facendo salire il debito pubblico e gli interessi su di esso)".

Prosegue Pagani: "Eravamo a un passo dalla catastrofe finanziaria e prossimi al fallimento dello Stato, la pressione fiscale era del 44% e la spesa delle famiglie calata del 4,3%. Il tasso di occupazione alla fine del 2012 era del 56,4% in diminuzione dell'1,2%, mentre il tasso di disoccupazione si attestava all'11,4%, in aumento dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Vista la situazione economica disastrosa, fino all'inizio del 2014 la disoccupazione è poi sempre cresciuta, raggiungendo il 13%. Alla fine del 2017 la tendenza è totalmente invertita: dal 2014 il Pil è tornato positivo, dapprima flebilmente poi sempre più, e nel 2017 la ripresa è tornata a evidenziarsi con un +1,5% rispetto all'anno precedente, mentre il rapporto deficit/pil è al 2,3%. Alla fine dello scorso anno la pressione fiscale era al 40,3% (dunque in 5 anni, sotto i nostri governi, è scesa quasi del 4%), mentre sono in crescita i consumi interni (+2,9% nel periodo 2014-2017) e il potere d'acquisto delle famiglie. I buoni esiti macro economici hanno cominciato a dare frutti anche sul fronte dell'occupazione, che è risalita a fine anno al 58,4% con oltre 23 milioni di lavoratori – picco di occupati dal 1977 – mentre la disoccupazione oscilla ancora attorno all'11% (ma sono diminuiti gli inattivi e più persone si sono rimesse a cercare lavoro)".

"Di certo - osserva il parlamentare ravennate - secondo l'Istat, l'Inps e l'Inail, tra il 2013 e il 2016 sono stati attivati 916mila posti di lavoro nuovi, cioè al netto dei pensionamenti, di cui la metà a tempo indeterminato. Ugualmente, nel 2017 sono cresciuti molto maggiormente (e a fine anno quasi esclusivamente) i contratti a termine, un dato su cui riflettere e che non sottostimo affatto, ma che non toglie che la situazione in questi anni sia migliorata. Di certo, per questi risultati ha avuto un ruolo significativo la ripresa globale dell'economia ma altrettanto certamente lo ha avuto la nostra capacità di favorire la crescita con politiche espansive, funzionali a redistribuire le risorse e a riattivare il mercato del lavoro. Che era quello che serviva, prioritariamente, per far ripartire un Paese fermo, addormentato, funestato da anni di malgoverno di centro destra e poi fiaccato da un Esecutivo di “salvezza nazionale” come quello di Monti. Senza inutili e anzi fastidiosi trionfalismi, la nostra Legislatura ha portato buoni esiti. Fare politica in un mondo complesso come il nostro non è una cosa da apprendisti stregoni e le scelte che si compiono determinano nei fatti miglioramenti o peggioramenti nello stato delle cose: non dimentichiamocelo".

Conclude Pagani: "Partivamo malissimo e non era facile intervenire con intelligenza e rimettere mano al motore. Ci siamo riusciti. Una nuova Legislatura a guida Pd potrà fare ancora di più, con un'attenzione crescente alle marginalità, ai giovani, e continuando a incentivare gli investimenti e a sostenere la crescita. Se talvolta, com'è normale, ci sono all'interno del nostro Partito posizioni plurali o anche divergenti, guardando a questi anni i dissidi si placano perché questa Legislatura ha molte più luci che ombre, e ha portato già a risultati incoraggianti. Dunque voglio augurarmi, per il bene di tutti, che sia ancora il Pd a governare l'Italia". 

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