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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Bocciato l'impianto CO2, La Pigna: "Le decisioni del Governo metteranno in crisi la maggioranza di De Pascale?"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

L'esclusione dell’impianto Eni di cattura, riutilizzo e stoccaggio di CO2 dai contributi pubblici statali é l’ennesima stangata per il polo energetico ravennate, già pesantemente colpito dalla crisi economica e dal prolungato  stop alle nuove autorizzazioni per l’estrazione di gas metano.
L’approvazione in commissione Bilancio del Senato dell'emendamento presentato da Art.1, Leu e Movimento 5 Stelle, al testo del disegno di legge della Legge Bilancio, ha provocato l’esclusione del progetto Eni dai finanziamenti, dopo lo stop già ricevuto dall’Unione Europea.

Tra  coloro che hanno sancito tale esclusione votando a favore dell'emendamento c’è il ravennate Vasco Errrani, già Presidente della Regione Emilia-Romagna in quota Pd per ben 15 anni ed ora Vice Presidente della Commissione Bilancio del Senato in quota Art.1 Leu. Com’è noto, i senatori del PD si sono astenuti sull'emendamento. Tra loro figura il senatore Daniele Manca, imolese, uomo di punta del PD romagnolo e membro come Errani dell'Ufficio di Presidenza della commissione bilancio del Senato, già consigliere regionale dell'Emilia-Romagna dal 2005 al 2008 durante la Presidenza dello stesso Errani.

Dunque i principali affossatori del progetto Eni di impianto per la cattura, il riutilizzo e lo stoccaggio di CO2 sono un ravennate e un romagnolo, membri di forze politiche che qui a Ravenna sostengono insieme agli altri affossatori del Movimento 5 Stelle, il sindaco Michele de Pascale.
Alla luce di tutto ciò, suonano come una beffa a noi ravennati le parole contenute nella dichiarazione del senatore faentino Stefano Collina (PD) a seguito dell'approvazione dell’emendamento, il quale afferma che "essere contro la cattura dell’anidride carbonica in Italia significa essere contro il polo tecnologico-energetico di Ravenna, unico luogo in Italia in cui il contesto esistente rende possibile una sperimentazione vantaggiosa".

A questo sconfortante quadro, si aggiunge il silenzio del sindaco de Pascale sul fatto che all’interno della sua Giunta, la delega alla transizione energetica é in capo ad un rappresentante di Art.1-Leu (che alle elezioni comunali si sono presentati col simbolo Ravenna Coraggiosa). Si suppone che tale assessore sia in accordo con il leader del suo partito Vasco Errani. Insomma, le vicende romane oltre ad avere ricadute pesantissime sull’economia ravennate, fanno stridere la già fragile coalizione a sostegno di de Pascale. D’altra parte fummo i primi ad esternare forti dubbi sulla tenuta politica di un tale coacervo di forze politiche così diverse fra loro e i cui attriti, a volte insanabili, non fanno altro che bloccare la già lofia azione dell’amministrazione de Pascale. Ora resta da capire che cosa ne sarà del progetto di Eni. 

Veronica Verlicchi e Stefano Gattamorta - La Pigna

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